Padre Lupo, cuore irpino che conquista il Veneto

Ecco la storia di Padre Lupo, conosciuto ad Avellino per la sua esperienza come cappellano della squadra calcistica cittadina. Oggi è a Padova ma non ha mai dimenticato la sua seconda fede, tutta biancoverde.

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L’Avellino nel sociale in Veneto. Questa è la storia di padre Lupo.

In territorio straniero si erge una bandiera di colore bianco verde, in un contesto tutt’altro che laico si intravedono i colori irpini, in un oasi a stampo cristiano formata da diversi padri mercedari puoi udire in lontananza alzarsi un coro, qualcosa di univoco che inneggia al foza lupi, altro che un canto austero…

È tutto vero e avviene in Veneto a Padova, dove c’è padre Giannino, alias padre lupo, così conosciuto ad Avellino e in Irpinia quando fu cappellano dei lupi dell’Us Avellino all’epoca allenati da Mister Colomba.

Chi è padre Lupo?

Oggi direttore dell’Oasi dei padri mercedari, opera soprattutto nel campo sociale giocando la sua partita con una marcia in più.

È cosi che dopo anni di sacrifici, trascorsi ai confini dei carceri di Padova, cerca oggi di dare il suo apporto con esperienza e spirito di abnegazione a chi è considerato un reietto dalla società, a volte troppo meschina e perbenista da poter accettare chi ha sbagliato, creando cosi una cicatrice ancora più profonda nell’anima di questi disagiati oggi redenti.

Padre Lupo
Padre Lupo

L’oasi biancoverde in terra veneta

Ma cosa accade all’interno di questa oasi e quando è nata questa organizzazione? Lo spiega con la sua testimonianza di vita padre Giovanni Fabiano.

«L’ordine fu fondato per la redenzione degli schiavi (oggi questi schiavi sono proprio i detenuti, persone che hanno commesso gravi errori e che spesso non trovano accoglienza nemmeno nelle loro famiglie di origine) – ha spiegato padre Lupo -. Anche per loro questo momento diventa importante: hanno bisogno del perdono di Dio e di persone sincere non pronte a giudicare».

Attualmente la struttura ospita diverse persone giorno e notte: un paio provengono da una collaborazione attiva con i servizi sociali del comune di Padova. Sono seguiti da due educatori, oltre che da tre religiosi presenti nella comunità: padre Giovanni Fabiano, padre Dino e padre Baiju. Lavorano al mantenimento della casa e della cooperativa interna che si occupa per lo più di lavori di assemblaggio per conto terzi o all’esterno.

È con questa voglia di riavvicinare queste persone a Dio e alla società, che si prodigano con amore e passione nei gesti di vita quotidiana esaltando anche il loro senso di apparenza alla terra di origine in primis l’Irpinia di Padre Lupo che è diventata la patria di tutti gli ospiti e del personale che collabora con la struttura.

Irpinia in Veneto
L’accesso dell’dell’Oasi dei padri mercedari

La testimonianza di Franco Colomba

Franco Colomba allenatore dell’Avellino Calcio, ha conosciuto Padre Lupo quando era Cappellano dell’Us Avellino.

«Ho conosciuto padre lupo ad Avellino dove sono arrivato con la squadra ultima in classifica e in una annata particolarmente difficile sempre in rincorsa e vanificata con play out fasulli, tutti e due fuori casa».

«Persona sempre sorridente e positiva che trasmetteva fiducia ed entusiasmo nel
segno della fede nel Signore – lo ha definito mistero Colomba -. Poi quando sono andato ad allenare a Padova me lo sono ritrovato fuori dal campo dopo un’amichevole e abbiamo ricordato il periodo Avellinese».

Colomba ha infatti raccontato che durante la sua esperienza in Veneto, vive ad Abano vicino al centro sportivo che usavano per allenarsi. Quella volta in cui conobbe Colomba, fu l’unica in cui la sua squadra andò in centro per un’amichevole

«Nutro una grande stima per una persona che si dona ogni giorno al prossimo e al Signore, padre Lupo un frate tifossimo dell’Avellino e del Signore».

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