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Pagamenti con carta: aumentano anche i piccoli importi

Scopri perché i pagamenti con carta per piccoli importi sono aumentati in Italia

di The Wam

Luglio 2023

L’aumento dei pagamenti con carta

Negli ultimi anni, i pagamenti con carta per piccoli importi sono cresciuti in modo esponenziale (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Nuovi record nei pagamenti con carta

Questa nuova abitudine dei cittadini residenti in Italia ha portato a un incremento significativo del sistema di pagamento elettronico. Fino a qualche anno fa, l’Italia era uno dei Paesi dove si registrava la maggiore diffidenza verso i pagamenti con carta, ma le cose stanno cambiando rapidamente. Soprattutto dopo la pandemia.

Su questo argomento potrebbe interessarti un articolo che spiega i motivi e le conseguenze per la forte crescita dei pagamenti digitali; vediamo poi come funzionano i pagamenti digitali innovativi.

Oggi, i pagamenti elettronici di piccola entità stanno segnando nuovi record. I dati raccolti dal Sole 24 Ore sulle transazioni con carta di debito (le più diffuse in Italia) mostrano che dal 2019 a oggi l’incidenza dei pagamenti fino a 10 euro è passata dal 7,9% al 15,2%, e quella dei pagamenti fino a 25 euro è salita dal 34,7% al 45,9%.

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Aumento del 18% nei pagamenti con carta

I pagamenti cashless complessivi in Italia hanno raggiunto un totale di 390 miliardi nel 2022, in aumento del 18% rispetto al 2021 e del 44% rispetto al 2019, l’anno pre-pandemia. Questo totale include sia i classici pagamenti con carta di credito, debito o prepagata, sia quelli più innovativi eseguiti in negozio con smartphone o smartwatch.

Nel 2022, rispetto al 2020, i pagamenti effettuati tramite moneta elettronica hanno raggiunto quasi 100 miliardi di euro. Tre anni prima, il valore complessivo dei pagamenti digitali per consumi, che include wallet digitali, smartphone e simili, era di 268 miliardi di euro, di cui 212 attribuibili a moneta elettronica, ovvero tramite l’uso di carta e bancomat.

Se questo trend continuerà, nel 2023 si prevede che i pagamenti effettuati con carte e bancomat possano arrivare fino a 367 miliardi, e persino raggiungere i 529 miliardi nel 2025. Questa cifra rappresenta un sorpasso rispetto ai pagamenti in contanti, i quali secondo le previsioni diminuiranno dai 769 miliardi attuali a 387 miliardi di euro nello stesso periodo.

Pagamenti con carta per piccole spese

Il fenomeno del “pagare col bancomat” per piccole spese è sempre più frequente. Le transazioni fino a 10 euro, ad esempio, sono state 260 milioni nel 2021 e 318 milioni nel 2022, e si stima possano arrivare a circa 366 milioni a fine 2023.

Incentivi e vincoli nei pagamenti con carta

La progressione dei micropagamenti è influenzata da varie componenti. Tra queste, le tecnologie, le agevolazioni fiscali e gli obblighi di legge. Ad esempio, nel 2019 Bancomat ha iniziato a concentrarsi sullo sviluppo delle modalità contactless, il cui limite legale in Italia è passato da 25 a 50 euro nel 2021.

Il peso delle detrazioni tracciabili nei pagamenti con carta

Anche incentivi e vincoli normativi hanno influito sui risultati. Per esempio, la detrazione del 19% sulle spese mediche, che dal 2020 richiede la tracciabilità dei pagamenti, ha spinto verso l’uso delle carte in farmacia.

Infatti, dopo l’entrata in vigore della legge di bilancio 2020, la tracciabilità dei pagamenti è divenuta un elemento chiave per l’accesso alle detrazioni fiscali. Ciò significa che i contribuenti possono beneficiare di detrazioni fiscali per le Spese Detraibili a patto che queste siano state regolate con uno strumento di pagamento tracciabile, come ad esempio la carta di credito, la carta di debito, l’assegno o il bonifico bancario.

Quindi, tutti i contribuenti sono in diritto di detrarre il 19% dei costi associati a spese come quelle relative a badanti e colf, spese di istruzione e spese legate alle attività sportive dei propri figli, purché questi pagamenti siano stati effettuati utilizzando il bancomat, la carta di credito o il bonifico bancario.

Allo stato attuale, esistono ancora alcune categorie di spesa per le quali è possibile effettuare pagamenti in contanti: l’acquisto di farmaci, le visite mediche specialistiche effettuate in ospedali o in cliniche convenzionate sono solo alcuni esempi di queste eccezioni.

Commissioni basse nei pagamenti con carta

Spesso i commercianti esprimono riluttanza nell’accettare pagamenti con carta a causa degli alti costi di transazione. Vediamo com’è la situazione.

In Italia, il costo commissionale che gli operatori tradizionali impongono agli esercenti si aggira intorno allo 0,7% per transazione. Tuttavia, se si esclude la grande distribuzione organizzata, che usufruisce di condizioni più favorevoli, il tasso sale all’1%, secondo GlobalData.

Questo dato è inferiore alla media europea, che si attesta tra l’1,1 e l’1,2%, e risulta anche più basso rispetto ai paesi in cui i pagamenti digitali sono più radicati (ad esempio, negli Stati Uniti, la commissione media supera il 2%).

Si segnala inoltre che, negli ultimi 10 anni, le commissioni sono diminuite del 30-40%, un calo che ha beneficiato soprattutto i piccoli esercenti. Un altro elemento da tenere in considerazione è il canone mensile, variabile in base a diversi fattori inclusi nel singolo pacchetto offerto dalla banca.

Prendendo come esempio Intesa Sanpaolo, fino al 31 dicembre 2023, è disponibile l’offerta Pos mobile con canone mensile pari a zero e commissione all’1,70% per pagamenti effettuati su circuito PagoBancomat e su circuiti internazionali.

I costi di attivazione sono fissati a 14,90 euro. Inoltre, attraverso l’iniziativa Micropagamenti, è possibile ottenere il rimborso delle commissioni su pagamenti di importo pari o inferiore a 10 euro effettuati con carte Visa, Mastercard, PagoBancomat e Maestro, fino a un massimo di 50 euro al mese per punto vendita.

Per quanto riguarda Unicredit, invece, fino al 30 giugno 2023 è possibile accedere a un canone mensile ridotto a 4,90 euro (valido fino al 30 giugno 2024) con un costo di installazione di 34,90 euro.

Inoltre, sempre fino al 30 giugno 2023, per le imprese con un fatturato inferiore a 5 milioni di euro, le commissioni per i pagamenti sotto i 15 euro eseguiti su Pos fisico sono azzerate. Dal 1° luglio 2023 al 30 giugno 2024, invece, le imprese con un fatturato inferiore a un milione potranno beneficiare dell’azzeramento delle commissioni per i pagamenti fino a 10 euro.

Pagamenti con carta, aumentano anche i piccoli importi
Nella foto un commerciante riceve un pagamento digitale

FAQ (domande e risposte)

Che aumento c’è stato per i pagamenti con carta negli ultimi due anni?

Nel 2022, i pagamenti cashless complessivi in Italia hanno raggiunto un totale di 390 miliardi, in aumento del 18% rispetto al 2021 e del 44% rispetto al 2019.

Qual è il pagamento con carta più diffuso?

Il tipo di pagamento con carta più diffuso è il pagamento con carta di debito, con un utilizzo che corrisponde all’80% delle carte di debito in Italia.

Quali sono i costi delle commissioni per i commercianti?

In Italia, il costo medio delle commissioni sulle transazioni cashless è inferiore alla media europea, con un tasso dello 0,7% contro l’1,2%.

Come sono aumentati i pagamenti con carta?

Dai dati, emerge che l’incidenza dei pagamenti fino a 10 euro è passata dal 7,9% al 15,2%, e quella dei pagamenti fino a 25 euro è salita dal 34,7% al 45,9%.

Quali sono le prospettive di crescita per i pagamenti con carta?

Le prospettive di crescita sono molto positive, dato che si stima un aumento delle transazioni fino a 10 euro a circa 366 milioni a fine 2023.

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