Pagamenti con il Pos: sanzioni per chi rifiuta

Pagamenti con il Pos: sanzioni per chi rifiuta, questo l'orientamento del governo che ha anche ampliato le agevolazioni in favore dei commercianti. Per controllare il rispetto delle norme l'Agenzia delle Entrate assumerà altre 4.000 persone. L'Unione Consumatori è un po' scettica: questa volta vogliamo vedere.

5' di lettura

Pagamenti con il Pos. La lotta all’evasione fiscale passa per il Pos. Il governo Draghi ha intenzione di prevedere sanzioni per chi rifiuta il pagamento digitale. Commercianti, e non solo, avvisati.

La questione dei pagamenti con il Pos inizia a essere una delle più lunghe soap opera della lotta italiana contro l’evasione fiscale.

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Pagamenti con il Pos: si era partiti 7 anni fa…

Il Pos sarebbe obbligatorio dal 2014, ma tra rinvii e nessuna sanzione, si è arrivati a 7 anni dopo e un bel po’ di negozi ne sono ancora sprovvisti. In 7 anni il pagamento con carta avrebbe dovuto diventare consuetudine. E invece… Non siamo all’anno zero, ma non molto è cambiato rispetto al 2014.

L’introduzione di sanzioni vere (e applicate) per chi non utilizza il Point of Sale (il Pos appunto), sarà di sicuro previsto all’interno delle riforme legate al Recovery Plan.

Le sanzioni amministrative previste negli anni precedenti sono rimaste solo sulla carta.

I governi degli ultimi 7 anni avevano previsto:

  • 30 euro di sanzione amministrativa;
  • il 4% del valore della transazione che era stata negata al cliente.

Le due sanzioni non sono mai state applicate e poi anche abrogate.

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Pagamenti con il Pos: sanzioni più bonus

Ma torneranno. E insieme alle sanzioni anche il potenziamento del bonus Pos (dal 30 al 100%) e due crediti di imposta per acquistare o noleggiare questi strumenti per il pagamento elettronico. Uno fino a 160 euro, l’altro fino a 320.

Insomma, i pagamenti con il Pos, tra agevolazioni e sanzioni, dovrebbe, da qui a qualche mese, diventare molto più diffusi.

Quella dei pagamenti elettronici è uno dei motori della riforma fiscale che verrà (non l’unico). Il precedente governo ci ha provato con il cashback, con alterne fortuna. Ora si punta a una innovazione che sia più strutturale e definitiva. Non legata cioè solo a un concorso.

Pagamenti con il Pos: riforma contro l’evasione (e non solo)

Come detto, i pagamenti con il Pos sono una delle misure che saranno all’interno della riforma fiscale. Riforma che oltre a prevedere una semplificazione e parziale riduzione del carico fiscale per i cittadini contempla anche misure per la lotta all’evasione fiscale.

Non solo pagamenti con il Pos, basti pensare che da gennaio non sarà possibile pagare in contanti somme superiori a 1000 euro, e che già da quest’anno non si possono detrarre dalle tasse spese che non sono tracciabili, e che quindi non sono state fatte con transazioni digitali o bonifici.

Pagamenti con il Pos: la nota del ministero

Ma torniamo ai pagamenti con il Pos. Il ministero dell’Economia si è anche impegnato (entro il 31 dicembre 2021), di redigere – come è stato scritto in una nota – «una relazione per orientare le azioni del governo volte a ridurre l’evasione fiscale dovuta alla omessa fatturazione, in particolare nei settori più esposti all’evasione fiscale, anche con incentivi mirati per i consumatori».

E non è tutto.

Entro giugno 2024 sarà potenziato, con l’assunzione di altre 4.000 persone, il personale dell’Agenzia delle Entrate. Cosa farà l’ente riscossore con un organico così rinforzato?

Pagamenti con il Pos: controlli dell’Agenzia delle Entrate

Controlli cari lettori. Controlli. In particolare per verificare il rispetto delle nuove misure che prevedono sanzioni amministrative (vere) nei confronti dei commercianti (e non solo, ribadiamo) che rifiutano il pagamento elettronico.

Il che significa che questa volta, e non come 7 anni fa, oltre alle sanzioni ci sarà anche l’organico adeguato per imporle. Senza dimenticare la guardia di finanza che ha ampliato il lavoro in sinergia con l’Agenzia delle Entrate. Questa volta non sembra si scherzi per i pagamenti con il Pos.

Pagamenti con il Pos: non ci crediamo finché non vediamo

Ma c’è chi resta scettico. Primo fra tutti Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori.

«Non ci crediamo – ha dichiarato all’Adn Kronos – finché non vediamo. O meglio fino a che non diventerà legge dello Stato con tanto di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale».

«Già in passato – continua Dona – abbiamo assistito ad annunci poi rivelatisi solo fake news. Il massimo è stato con il Governo Conte II, che nel dl fisco, il decreto collegato alla manovra 2020, aveva introdotto sanzioni pari a 30 euro, più il 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutato il pagamento elettronico».

Pagamenti con il Pos: che sia la volta buona?

«Peccato – ha aggiunto – che poi, dopo le solite proteste dei commercianti e degli esercenti, in fase di conversione del decreto, le sanzioni magicamente sparirono».

«Certo che ora – conclude il presidente dell’Unione Consumatori – dopo che il decreto-legge 30 giugno 2021, numero 99 ha alzato il credito d’imposta dal 30 al 100% per le commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate, le scuse stanno a zero. Che sia la volta buona?».

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