Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Bonus e Incentivi » Contributi per famiglie » Reddito di cittadinanza / Reddito di cittadinanza dal 27 luglio: entro quando va speso

Reddito di cittadinanza dal 27 luglio: entro quando va speso

Scopriamo entro quando spendere il Reddito di cittadinanza di luglio 2023, per evitare di perdere la somma.

di Alda Moleti

Luglio 2023

Nell’articolo di oggi vedremo entro quando spendere il Reddito di cittadinanza di luglio 2023 per evitare tagli all’importo della ricarica successiva (scopri le ultime notizie sul Rdc e sui bonus attivi in italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Entro quando spendere il Reddito di cittadinanza di luglio 2023?

Per spendere i soldi della ricarica del Reddito di cittadinanza di luglio 2023, i beneficiari avranno tempo fino al 31 agosto 2023.

La scadenza del 31 agosto 2023 vale sia per coloro che hanno ricevuto il primo pagamento intorno al 15 di luglio, perché aspettavano la prima ricarica, sia per quelli che lo riceveranno il 27 luglio, essendo già beneficiari da un certo periodo di tempo.

È essenziale sottolineare che, indipendentemente dalla data di accredito, la mensilità di luglio 2023 dovrà essere spesa entro la fine di agosto 2023.

Tuttavia, questa restrizione di tempo non si applica alle somme presenti sulla carta del Rdc relative a eventuali arretrati o alla quota dell’Assegno Unico.

Tabella delle scadenze degli importi del Rdc 2023

Di seguito, trovate una tabella con le scadenze per utilizzare correttamente gli importi del Reddito di cittadinanza nel corso del 2023, così da evitare di perdere la somma.

Il calendario copre tutti i mesi fino a dicembre, poiché a partire da tale data il Rdc sarà eliminato definitivamente.

Mensilità di RdcScadenza per spendere l’importo
giugno 202331 luglio 2023
luglio 202331 agosto 2023
agosto 202330 settembre 2023
settembre 202331 ottobre 2023
ottobre 202330 novembre 2023
novembre 202331 dicembre 2023
dicembre 202331 gennaio 2024
Tabella delle scadenze degli importi del Rdc 2023

Entra nella community, informati e fai le tue domande su Youtube e Instagram.

Cosa succede se il Rdc di luglio non viene speso entro il 31 agosto 2023?

Se l’importo del Reddito di cittadinanza non viene speso entro la scadenza stabilita, sono previste conseguenze definite dal decreto 4/2019 (art. 3, comma 15).

Secondo le disposizioni, se l’importo non viene speso entro la fine del mese solare successivo a quello della ricarica, avviene una decurtazione.

Ad esempio, nel caso specifico della rata di Rdc di luglio 2023, l’ultimo giorno del mese di agosto l’INPS procederà alla verifica del saldo della carta Rdc. Se in data 31 agosto 2023 il saldo supera l’importo di una regolare mensilità di Reddito di cittadinanza, la somma in eccesso verrà trattenuta dall’INPS.

Tuttavia, è importante notare che la somma che l’INPS può decurtare non deve superare il 20% dell’ammontare della mensilità regolare di Rdc percepita dal beneficiario.

Pertanto, è fondamentale utilizzare l’importo entro la scadenza stabilita per evitare eventuali penalizzazioni e decurtazioni delle somme disponibili.

Esempio di calcolo della decurtazione mensile per Rdc non speso

Immaginiamo che un beneficiario di Reddito di cittadinanza riceva a luglio 2023 una mensilità abituale di 500 euro. L’importo di norma deve essere speso entro il 31 agosto 2023, soltanto che, per qualche ragione, il beneficiario non è riuscito a utilizzare l’intera cifra prima della scadenza.

Il 31 agosto 2023 l’INPS verifica il saldo sulla carta Rdc e vi trova una somma di 700 euro, che supera l’importo della mensilità abituale che è 500 euro. Di conseguenza, l’INPS applica una decurtazione, cioè trattiene una parte dell’importo in eccesso. In questo caso l’importo in eccesso equivale a 200 euro (= 700 euro – 500 euro).

Tuttavia, la massima decurtazione ammessa corrisponde al 20% dell’ammontare della mensilità abituale, che nel nostro esempio è 100 euro (= 20% di 500 euro). Pertanto, verranno sottratti solo 100 euro e non tutti i 200 euro dell’importo in eccesso.

Questi 100 euro non saranno prelevati dal saldo sulla carta, ma sottratti dalla ricarica successiva, quella di settembre 2023.

Entro quando spendere il Rdc per evitare la decurtazione semestrale?

Nel caso in cui vengano pagati degli arretrati sulla carta del Reddito di cittadinanza, non è obbligatorio utilizzare la somma entro la fine del mese solare successivo all’accredito. Tuttavia, l’INPS esegue anche una verifica semestrale per controllare gli importi.

L’INPS divide infatti l’anno del Reddito di cittadinanza in due semestri e alla fine di ciascun semestre esegue una verifica generale, tenendo conto degli importi non spesi delle sei mensilità.

Durante questa verifica, calcola la differenza tra il saldo disponibile sulla carta, escludendo gli arretrati relativi al semestre, e l’importo di una mensilità di Rdc.

Se il saldo risulta superiore al regolare importo mensile di Rdc, l’eccedenza viene sottratta integralmente dall’importo erogato nel mese successivo o, se non sufficiente, dalla disponibilità sulla carta fino al limite massimo.

Tuttavia, nessuna decurtazione avverrà se l’importo da sottrarre è inferiore al 20% del beneficio minimo (8 euro).

In ogni caso, è importante fare attenzione al fatto che il secondo semestre dell’anno del Reddito di cittadinanza scade il 31 dicembre 2023, data che segnerà anche la cancellazione del Rdc.

Entro-quando-spendere-il-Reddito-di-cittadinanza-di-luglio-2023-decreto
In foto, lo screen del decreto 4/2019 (art. 3, comma 15).

Esempio di calcolo della decurtazione semestrale per Rdc non speso

Immaginiamo di nuovo che un percettore di Rdc riceva una mensilità abituale di 500 euro. Al termine del primo semestre dell’anno, il 30 giugno 2023, il saldo sulla carta Rdc ammonta a 1.100 euro, una somma che include anche gli arretrati.

Supponiamo poi che questi arretrati non siano relativi al semestre in corso e, pertanto, possono essere sottratti dall’INPS.

Alla fine del semestre, l’INPS esegue una verifica complessiva e calcola l’importo non speso, che ammonta a 1.100 euro, rispetto alla mensilità regolare di 500 euro. In altre parole, ci sono ulteriori 600 euro (= 1.100 euro – 500 euro) di importo non speso.

L’INPS sottrae così i 600 euro in eccesso, poiché dalla decurtazione viene esclusa una mensilità regolare. L’INPS perciò trattiene 600 euro, ma lascia al beneficiario gli altri 500 euro da spendere.

FAQ: domande frequenti sul Reddito di cittadinanza

Quali sono i requisiti per mantenere il Reddito di cittadinanza?

Per mantenere il Reddito di cittadinanza è necessario rispettare alcuni requisiti. Questi includono la partecipazione a percorsi di inclusione sociale e lavorativa, la ricerca attiva di lavoro e la comunicazione tempestiva di eventuali cambiamenti nella situazione familiare o economica.

Reddito di cittadinanza requisiti per i single: cosa cambia?

I single dovranno rispettare gli stessi requisiti applicati agli altri nuclei familiari per ricevere l’Rdc. Leggi come funziona l’Rdc per i single.

Reddito di cittadinanza requisiti ISEE: quale soglia non superare?

Il tetto ISEE delle famiglie beneficiarie del Reddito di cittadinanza è fissato a 9.360 euro all’anno.

Reddito di cittadinanza spese ammesse 2023: quali sono?

Con i soldi del Reddito di cittadinanza si possono comprare beni di prima necessità, pagare bollette e servizi che non rientrano fra le spese vietate con l’Rdc: per esempio alcolici, tabacco, gioco d’azzardo, articoli di pellicceria e gioielleria, armi, materiale pornografico, servizi assicurativi e di trasferimento di denaro, noleggio, acquisto o leasing di navi e imbarcazioni da di porto nonché servizi portuali.

Posso verificare il saldo della carta Rdc sul sito dell’INPS?

No, sul sito dell’INPS non è possibile controllare il saldo del Redito di cittadinanza, ma solo lo storico dei pagamenti e lo stato della domanda.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sul Reddito di cittadinanza:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp