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Assegno Unico su Rdc terminato a luglio: istruzioni INPS

Assegno Unico sul Reddito di cittadinanza, ecco come mantenere il beneficio dopo la scadenza del Rdc.

di Alda Moleti

Luglio 2023

Assegno Unico sul Reddito di cittadinanza arrivano le istruzioni dell’INPS, ecco come mantenere il beneficio dopo la scadenza del Rdc (scopri le ultime notizie e poi Leggi su Telegram tutte le news sull’Assegno Unico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Assegno Unico sul Reddito di cittadinanza: novità dall’INPS

Con la circolare 61/2023 l’INPS ha chiarito come si applicano le scadenze del Reddito di cittadinanza, che come sappiamo nel 2024 verrà abrogato, quindi cesserà di esistere.

Alla circolare è stato affiancato il messaggio 2632/2023, sempre dell’INPS, che invece chiarisce come dovranno comportarsi, dopo la sua scadenza, quei percettori di Reddito di cittadinanza che ricevono l’Assegno Unico su carta Rdc.

Ricordiamo infatti che la legge di bilancio 2023 ha stabilito due scadenze diverse per il Rdc nel 2023. Hanno diritto alla prestazione per 12 mesi nel 2023 solo i nuclei con all’interno almeno una persona disabile, minorenne, ultrasessantenne o che ha firmato il Patto di inclusione sociale (è stato, quindi, preso in carico dai servizi sociali).

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Per tutti gli altri il Reddito di cittadinanza nel 2023 avrà una durata di soli 7 mesi, si tratta dei nuclei composti da soli membri adulti tra 18 e 59 anni e non affetti da disabilità.

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In foto il messaggio 2632/2023 dell’INPS.

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Come mantenere il diritto l’Assegno Unico se il Rdc è in scadenza

Il messaggio INPS 2632/2023 chiarisce che i nuclei che ricevono l’Assegno Unico su Rdc hanno comunque diritto alla prestazione dopo la scadenza del Reddito di cittadinanza.

Ricordiamo infatti che l’Assegno Unico spetta a tutti i nuclei con figli a carico entro i 21 anni o persone disabili, a prescindere dal reddito. Certo più alto è l’ISEE più basso l’importo al quale si ha diritto, ma in ogni caso la cancellazione del Rdc non annulla il diritto all’Assegno Unico.

Motivo per cui l’INPS ha stabilito che chi ne ha diritto continuerà a ricevere l’Assegno Unico anche dopo la scadenza del Reddito di cittadinanza, ma dovrà “presentare autonoma domanda per il riconoscimento del medesimo assegno entro l’ultimo giorno del mese di competenza del Reddito di cittadinanza”.

Tale scadenza si applica sia a chi ha diritto al Rdc per 7 mesi nel 2023 sia a chi può percepirlo per 12 mesi, fino a dicembre 2023.

Cosa accade se si presenta domanda per l’Assegno Unico dopo la scadenza del Rdc?

Tenuto conto di quando scade il Rdc, prima della fine del mese di scadenza i percettori di Assegno Unico devono inviare l’apposita domanda all’INPS. In questo modo l’erogazione dell’Assegno Unico continuerà con regolarità anche dopo la fine del Reddito di cittadinanza.

Presentare la domanda con queste tempistiche, cioè entro l’ultimo giorno del mese di competenza del Reddito di cittadinanza, serve a garantire che l’Assegno Unico sia erogato con continuità a decorrere dal mese successivo alla cessazione dei pagamenti di Rdc.

In pratica, chi presenta domanda dopo la scadenza del Rdc ha sempre diritto all’Assegno Unico, ma potrebbe vedere delle pause o interruzioni nell’erogazione. Inviando invece la domanda prima della scadenza del Rdc l’erogazione dell’Assegno Unico 2023 sarà continuativa.

Esempio pratico di quando richiedere l’Assegno Unico se il Rdc è in scadenza

Volendo fare un esempio pratico, per molti percettori quella di luglio 2023 rappresenta la settima ed ultima mensilità di Reddito di cittadinanza.

In questo caso se la domanda dell’Assegno Unico viene inviata entro il 31 luglio 2023, ad agosto si percepirà regolarmente l’importo della prestazione (l’Assegno Universale). Per chi termina il Rdc a dicembre 2023, dovrà richiedere l’Assegno Unico entro il 31 dicembre.

Ricordiamo infatti che l’annualità dell’Assegno Unico non rispetta l’anno solare come il Rdc, ma va da marzo a marzo dell’anno successivo. Di conseguenza chi ha il Rdc in scadenza a dicembre ha comunque diritto all’Assegno Unico 2023 per altre due mensilità.

L’Assegno Unico 2023 termina infatti il 28 febbraio 2024 e il 1° marzo 2024 inizierà l’annualità dell’Assegno Unico 2024.

Come presentare domanda per l’Assegno Unico se il Rdc è in scadenza

Il messaggio INPS non fornisce particolari indicazioni sulla modalità di invio della domanda per l’Assegno Unico, per i percettori che hanno il Reddito di cittadinanza in scadenza.

Ne consegue che la procedura di inoltro delle domande sarà quella classica, cioè utilizzando la pagina dell’Assegno Unico sul sito dell’INPS. Dove è possibile inviare domanda online semplicemente autenticandosi con SPID, CIE (Carta nazionale dei Servizi) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

Fino adesso i percettori di Rdc non dovevano richiedere l’Assegno Unico che per loro scattava in automatico se ne avevano diritto. Dopo la scadenza del Reddito di cittadinanza però anche questi percettori dovranno presentare domanda per ricevere l’Assegno Unico.

Ad ogni modo quanti hanno il Rdc in scadenza e devono presentare domanda per l’Assegno Unico, troveranno molto utile il nostro articolo che spiega come richiedere la prestazione. In caso di difficoltà è poi sempre possibile rivolgersi a Caf o patronati e si occuperanno loro della richiesta dell’Assegno Unico.

FAQ (Domande e Risposte) sull’Assegno Unico

Quale IBAN va indicato quando si compila la domanda dell’Assegno Unico?

L’IBAN da indicare deve essere intestato al richiedente dell’Assegno Unico. Nel caso di conto corrente cointestato, il richiedente deve essere uno degli intestatari. Inoltre, si deve fare attenzione al fatto che codice fiscale e nome/cognome del richiedente, indicati nella domanda, corrispondano a quelli registrati dalla banca e associati all’IBAN.

Nel caso la prestazione sia divisa tra i genitori e ognuno riceva il 50% dell’importo, si possono indicare due diversi IBAN. Anche in questo caso però gli IBAN devono corrispondere ad un conto (o una carta) intestato ai rispettivi titolari dell’Assegno Unico, cioè uno a un genitore e uno all’altro.

Solo se si presenta domanda di Assegno Unico in qualità di tutore è possibile indicare un IBAN diverso da quello del richiedente e usarne uno intestato al soggetto tutelato.

Come viene pagato l’Assegno Unico su domanda?

L’Assegno Unico può essere pagato su:

Se a richiedere l’Assegno Unico è un figlio maggiorenne come avviene il pagamento?

Sempre nelle modalità indicate nella FAQ precedente. L’IBAN però deve per forza essere intestato o cointestato al figlio maggiorenne che richiede l’Assegno Unico.

Se il figlio diventa maggiorenne o supera i 21 anni nel mese corrente, il mese viene pagato?

Si! Ad esempio, se un figlio compie 22 anni il 1° luglio 2023 e non si ha più diritto all’Assegno Unico per lui, la mensilità di luglio sarà comunque regolarmente pagata.

Quando richiedere l’Assegno Unico per ottenere gli arretrati?

L’Assegno Unico spetta dal mese successivo a quello della presentazione della domanda. Ad esempio, richiedendo l’Assegno Unico ad agosto, la prestazione spetta dal mese di settembre. Solo nel caso in cui si presenti domanda entro il 30 giugno 2023 si potranno ricevere gli arretrati, calcolati a partire da marzo 2023.

Qual è l’età massima per ricevere l’Assegno Unico?

L’età massima per l’Assegno Unico è fissata a 21 anni, ma il figlio deve essere fiscalmente a carico dei genitori. In caso di figli con disabilità a carico, non si applica il limite di età (possono avere più di 21 anni).

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