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Pagamento Naspi luglio 2023: perché non arriva?

Vediamo perché la Naspi di luglio 2023 non arriva, quali sono le cause e come sbloccare il pagamento.

di Alda Moleti

Luglio 2023

Nell’articolo di oggi vedremo perché la Naspi di luglio 2023 non arriva e come fare a risolvere il problema (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Perché il pagamento della Naspi di luglio 2023 non arriva?

I ritardi nell’accredito della Naspi, l’indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti, sono abbastanza comuni. È importante notare che l’INPS non ha un calendario preciso per i pagamenti della Naspi.

Come linea di principio generale, le mensilità della Naspi vengono pagate tra il 7 e il 20 di ogni mese, ma queste sono solo date orientative. I pagamenti possono infatti arrivare in giorni diversi ai diversi beneficiari e l’INPS ha la possibilità di effettuare l’accredito entro la fine del mese solare, incluso il 31 luglio 2023 se necessario.

È comune riscontrare ritardi nell’accredito, ma è importante distinguere le diverse situazioni prima di allarmarsi. Inoltre, le date di pagamento della Naspi tendono a regolarizzarsi solo intorno al terzo mese di accredito.

Se quello di luglio 2023 rappresenta il primo accredito in assoluto della Naspi ed è in ritardo, potrebbe esserci stata qualche inesattezza nella presentazione della domanda. Se invece luglio rappresenta l’ultima mensilità del sussidio, l’INPS a volte applica dei blocchi preventivi.

Per concludere, se quella di luglio 2023 rappresenta una mensilità come un altra, cioè non è né la prima né l’ultima, è facile che possa trattarsi di rallentamenti causati da problemi interni all’INPS. In questi casi, non resta che pazientare e aspettare che il pagamento venga effettuato.

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Cosa fare se il pagamento della Naspi di luglio 2023 non arriva

Cosa fare se la prima mensilità di Naspi non arriva

Chi ha appena presentato la richiesta per la Naspi, e quindi a luglio 2023 attende la prima mensilità in assoluto, potrebbe vedere l’accredito in ritardo perché ci sono stati errori nella compilazione della domanda.

I problemi più comuni includono:

Se ad essere in ritardo è la prima mensilità di Naspi, dopo la richiesta, è necessario controllare lo stato della domanda tramite il portale online dell’INPS, al fine di individuare eventuali irregolarità. La procedura da seguire è la stessa che trovate descritta nel paragrafo seguente.

È importante considerare, tuttavia, che di solito il primo pagamento è di importo inferiore, poiché copre solo alcuni giorni. L’importo completo per l’intero mese viene erogato a partire dal secondo mese, conformemente alla prassi vigente.

Cosa fare se l’ultima mensilità di Naspi non arriva

È stato riscontrato di frequente che l’INPS abbia bloccato automaticamente il pagamento dell’ultima mensilità della Naspi. In questo caso è possibile sbloccare il pagamento eseguendo una veloce procedura sul sito ufficiale dell’INPS.

Per sbloccare l’ultima mensilità, è sufficiente accedere al sito dell’INPS e visitare la pagina dedicata alla Naspi.

Questa è la procedura:

A questo punto, la procedura dovrebbe essere completata e l’INPS provvederà a sbloccare l’ultima mensilità.

Perché-la-Naspi-di-luglio-2023-non-arriva-INPS
In foto lo screen della pagina della Naspi sul sito dell’INPS.

Cosa fare se non arriva l’accredito di una mensilità successiva alla prima

Se l’accredito di luglio 2023 è in ritardo, ma rappresenta una mensilità regolare, successiva alla prima e senza essere l’ultima, in questo caso i motivi più frequenti sono questi:

Come verificare se la Naspi di luglio 2023 è in pagamento

Dopo aver esaminato le cause più comuni dei ritardi nell’accredito della Naspi, è importante conoscere le possibili soluzioni.

Prima di tutto se la Naspi di luglio 2023 è in ritardo è consigliabile verificare sul sito dell’INPS se ci sono disposizioni di pagamento in corso per il mese corrente.

L’INPS infatti ha la facoltà di effettuare l’accredito della Naspi anche alla fine del mese e spesso i ritardi non indicano necessariamente problemi, ma sono dovuti a rallentamenti nelle procedure interne dell’INPS.

Per controllare la disposizione di pagamento della Naspi di luglio 2023 ci sono due modi: usare lo strumento Stato di un Pagamento o consultare il proprio fascicolo previdenziale.

In entrambi i casi si dovrà agire dal sito dell’INPS, ma, in linea generale, è meglio accedere al fascicolo previdenziale. Questo contiene informazioni più approfondite e permette anche di consultare anche lo stato della domanda della Naspi.

Come usare lo strumento Stato di un Pagamento

Lo strumento Stato di un Pagamento è un servizio messo a disposizione dall’INPS che permette di visionare in un solo posto tutti i pagamenti che si ricevono dall’Istituto, inclusa la Naspi.

Per usarlo basta collegarsi al portale Stato di un Pagamento quindi cliccare su “Utilizza lo strumento” in alto a destra. In seguito sarà richiesto di accedere con le proprie credenziali SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

Una volta nello strumento è possibile vedere lo stato del pagamento della Naspi di luglio 2023.

Come accedere al fascicolo previdenziale

Per accedere la fascicolo previdenziale e verificare eventuali disposizioni di pagamento per la Naspi, basta seguire tutti questi passaggi nell’ordine in cui sono descritti:

  1. Collegarsi alla pagina del fascicolo previdenziale sul sito dell’INPS e fare clic sul pulsante “Utilizza lo strumento“.
  2. Effettuare l’autenticazione utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS.
  3. All’interno del fascicolo previdenziale, nel menu laterale a sinistra, individuare e selezionare “Prestazioni“, quindi fare clic su “Pagamenti” nel sottomenu.
  4. Nella schermata successiva, sarà visualizzato un elenco dei pagamenti ricevuti dall’INPS. Per trovare la Naspi (e la Dis-Coll), fare clic su “Prestazione” in corrispondenza della voce “Disoccupazione non agricola” corrispondente all’anno di interesse, ad esempio 2023.
  5. Successivamente, apparirà una tabella contenente i pagamenti della Naspi ricevuti nell’anno selezionato. Consultare la colonna “Note” per individuare i mesi corrispondenti. Nel caso in cui sia presente, fare clic sul mese di luglio 2023 per aprire la disposizione di pagamento.
  6. All’interno della disposizione di pagamento, saranno disponibili informazioni sull’importo mensile percepito. Inoltre, nella colonna “Note” si troveranno dettagli importanti come il periodo a cui si riferisce il pagamento, come ad esempio la mensilità corrente o gli arretrati.

Come contattare l’INPS se la Naspi di luglio 2023 non arriva

Se il mese di luglio passa senza ricevere la Naspi, avete due opzioni: contattare direttamente l’INPS o rivolgervi a un Caf o Patronato. È possibile contattare l’INPS telefonicamente, utilizzando il numero verde 803 164 o il numero fisso 06 164 164.

In alternativa, è possibile contattare l’Istituto online tramite il servizio INPS risponde. Se si sceglie per il sevizio online sarà sufficiente collegarsi alla pagina INPS Risponde e poi scrivere un breve messaggio che spieghi all’Istituto qual è il problema.

FAQ sulla Naspi

Quanto tempo dura la Naspi?

La Naspi dura un massimo di 24 mesi. La durata della disoccupazione è pari alla metà dei contributi versati nei quattro anni precedenti alla domanda per ottenere la Naspi.

Chi prende la Naspi può lavorare?

Chi riceve la Naspi può svolgere prestazioni occasionali nel limite dei 5.000 euro annui. In questi casi, non è tenuto a comunicare all’INPS i compensi del lavoro occasionale. Da quest’anno i voucher per il lavoro si potranno comprare anche al tabacchino.

Chi riceve la Naspi può lavorare anche come libero professionista o lavoratore dipendenti, in questi casi l’importo che deriva dal lavoro non deve superare alcune soglie annuali di reddito: 8.145 euro lordi per il lavoro come dipendente e 4.800 euro per quello come professionista.

Chi è escluso dalla Naspi?

Sono esclusi dalla Naspi i lavoratori che hanno terminato il lavoro dopo dimissioni o risoluzione consensuale, a meno che non si tratti di dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale che rientra in una specifica procedura conciliativa.

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