Pandemia. «Non sarà l’ultima, ora ci è andata bene»

Lo ha dichiarato il consulente del ministro della Salute, Walter Ricciardi: le pandemie saranno sempre più frequenti, se con il prossimo virus la mortalità dovesse essere più alta i risultati saranno disastrosi. Intanto sono 750mila i virus animali che potrebbero passare all'uomo e molti sono sconosciuti.

Pandemia. «Non sarà l'ultima, ora ci è andata bene»
Pandemia: per il consulente del ministro della salute Walter Ricciardi siamo in un'epoca che facilità la diffusione di virus e il prossimo potrebbe essere peggiore.
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«Siamo entrati nell’era delle pandemie e questa volta ci è andata bene». Per Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, il coronavirus è solo l’annuncio di quello che potrebbe accadere. Un pericolo imminente e costante che dovremo imparare ad affrontare e a prevenire, «occupandoci non solo della nostra salute, ma anche di quella del nostro pianeta».

Il coronavirus ha una bassa letalità, il prossimo chissà

«Siamo entrati in un periodo storico – ha dichiarato Ricciardi – in cui queste pandemie saranno sempre più frequenti. Con questo coronavirus ci è andata anche bene, perché ha una bassa letalità. Se con il prossimo virus quest’ultima dovesse essere più alta, i risultati sarebbero disastrosi».

Certo, nel pieno di una pandemia parlare della prossima che, «di certo ci sarà», e potrebbe essere catastrofica, sembra almeno inopportuno. Già si fa fatica a superare il coronavirus, e un esperto ci dice che in fondo è andata anche bene.

Ricciardi parlerà di questo tema nella relazione su Planetary Health, durante l’ultima giornata del Festival della Salute globale, una manifestazione in modalità online che prevede anche la partecipazione di Giuseppe Remuzzi, direttorre dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs.

La salute dell’uomo intrecciata a quella del pianeta

«Sarà l’occasione – ha continuato Ricciardi – per sottolineare che la salute dell’uomo è strettamente intrecciata a quella del pianeta. Se non curiamo contemporaneamente le condizioni di acqua, aria, clima e alimentazione, questo risponderà portandoci a una estinzione. L’ennesima che si verificherebbe sulla Terra».

In passato erano eventi rarissimi

«Dobbiamo essere razionali – ha continuato -, capire come curare noi stessi e il nostro pianeta. L’esempio più lampante è dato proprio dall’attuale pandemia: questi virus erano eventi rarissimi in passato, eppure negli ultimi anni ne abbiamo già conosciuti tanti e pericolosi».

Quante epidemie negli ultimi anni

Il consulente del ministro della Salute fa riferimento all’Aids, l’aviaria, la Sars, la Mers, la Zika e altre. Una lunga serie di nuovi virus che si sono diffusi con una certa facilità, anche se non ai livelli da pandemia del Covid.

Strategie di prevenzione a medio e lungo termine

«Possiamo scongiurare questo tipo di fenomeni sia nel breve che nel medio-lungo termine – continua Ricciardi -. Nel primo caso si agisce trovando vaccini e terapie, ma in questo modo non risolveremo il problema, perché col tempo arriveranno nuovi virus e nuove pandemie. Occorrerà quindi, e questo è il secondo punto, elaborare anche strategie di prevenzione per il medio-lungo termine. Gli uomini battono i virus da millenni, ma se i virus imparano, e approfittano delle nostre debolezze, sociali e politiche, potremmo arrivare a delle catastrofi».

Ci sono 750mila virus animali che possono fare il salto di specie

Purtroppo Walter Ricciardi racconta una verità ben nota da anni. Ci sono 750mila virus degli animali che potrebbero fare il salto di specie. E molti sono sconosciuti. E’ già avvenuto in passato con l’Hiv, passato da uno scimpanzé all’uomo. Anche l’ebola è entrato frequentemente nella nostra specie, il timore è che possa mutare e diventare meno letale favorendo in questo modo una pandemia. Pure l’ebola, del resto è arrivato all’uomo da uno spillover (il salto di specie) da animali selvatici.

Perché la pandemia dovrebbe essere più frequente

Ma perché una pandemia in futuro dovrebbe essere più frequente? C’è una maggiore interazione fra essere umano e animale per una serie di fattori diversi: l’aumento della popolazione globale, la povertà (aggravata dal coronavirus), i cambiamenti climatici e ambientali che sono la causa di spostamenti di intere comunità umane e di animali, sempre più a contatto fra loro.

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