Pandemia di non vaccinati, bollettino per non immunizzati

Pandemia di non vaccinati: e la protezione civile nel bollettino separerà il dato degli infetti senza copertura da quelli che hanno completato il ciclo. Serve, secondo gli esperti, a far capire in modo esplicito la necessità di sottoporsi al vaccino. Ma anche a contrastare il fiume di fake news che partirà in autunno quando salirà, anche se di poco, pure il numero degli infetti vaccinati.

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Una pandemia di non vaccinati, anche in Italia: il virus sta colpendo in modo grave soprattutto chi non è immunizzato. Una situazione che ha convinto gli esperti a modificare il bollettino, lo stesso che viene diffuso ogni giorno da un anno e mezzo.

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Tra qualche settimana la scheda che contiene i dati aggiornati su contagi, pazienti in ospedale e morti, separerà gli infetti vaccinati da quelli senza copertura.

Pandemia di non vaccinati: le Regioni si attrezzano

Serve solo tempo alle Regioni per attrezzarsi. E per questo si partirà nelle prime settimane di settembre. Alcuni governatori hanno già avviato questo conteggio separato. Accade in Campania, Veneto e Sicilia.

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Pandemia di non vaccinati: perché il doppio bollettino

Che sia una pandemia di non vaccinati è palese proprio dai dati che arrivano da queste tre Regioni. Ma non solo.

Perché questa scelta, questa divisione tra infetti con vaccino e senza? L’obiettivo sembra chiaro, spingere gli indecisi a vaccinarsi, i dati infatti raccontano in modo chiaro, esplicito e indiscutibile il rischio che sta correndo chi ha deciso di dire no alla somministrazione.

Dimostrare che siamo di fronte a una pandemia di non vaccinati è ritenuto importante per il Ministero della Salute, un passaggio chiave per rendere meno efficace il fiume di false informazioni che inonderà il web (e non solo) in autunno, quando quasi inevitabilmente il numero di persone ricoverate in ospedale dovrebbe aumentare in modo consistente (anche quello dei vaccinati).

Pandemia di non vaccinati: cosa dicono i numeri

Ma com’è la situazione? Davvero siamo di fronte a una pandemia di non vaccinati?

Al momento possono essere un riferimento i dati che arrivano dalle uniche tre Regioni che hanno diviso le categorie dei nuovi positivi. Come detto, Campania, Sicilia e Veneto.

Pandemia di non vaccinati: così in Veneto

Il primo dato certo che emerge dall’analisi di quei numeri è di facile lettura: il numero dei non vaccinati ricoverati nei reparti Covid è estremamente più alto rispetto a chi ha completato il ciclo delle somministrazioni.

Un dato dal Veneto: gli intubati perché affetti da Covid grave sono stati (nell’arco di 100 giorni):

  • 25 vaccinati
  • 256 non vaccinati

I non vaccinati in ospedale sono 10 volte di più anche se la popolazione di chi non ha copertura è solo un terzo rispetto a chi ha avuto le due iniezioni.

Pandemia di non vaccinati: così in Campania

I dati che arrivano dalla Campania sono invece particolarmente interessanti perché il monitoraggio è iniziato l’8 marzo. E quindi sulla base di un campione molto esteso e prolungato nel tempo.

Questa era ala situazione a giugno:

  • lo 0,12% dei vaccinati si infettava 15 giorni dopo la somministrazione delle dosi;
  • il 4% dei non vaccinati si è infettato invece nello stesso periodo.

A fine agosto (quasi cento giorni dopo), questa è invece la situazione:

  • il 3,5% dei vaccinati si è infettato 15 giorni dopo la somministrazione delle dosi;
  • il 13% dei non vaccinati si è infettato nello stesso periodo.

Forse i numeri sono ancora più chiari delle percentuali, sempre in Campania, dove negli ultimi giorni si sono verificati questi contagi:

  • 29.000 infetti tra le persone che non sono state vaccinate
  • 1.300 infetti tra le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Pandemia di non vaccinati: i dati di Pfizer e Moderna

Ma non è tutto: il governatore Vincenzo De Luca ha chiesto di verificare in particolare l’efficacia di due vaccini, Pfizer e Moderna (che dovrebbero essere utilizzati anche nell’eventuale terzo richiamo).

Ebbene in quel caso e con quel tipo di prodotti è stato accertato che solo l’1% dei vaccinati ha poi contratto il covid (e quasi sempre in forma lieve).

Un dato più basso rispetto a quello che è stato indicato dalle stesse case farmaceutiche che ritengono il vaccino efficace nel 90/95% dei casi.

Pandemia di non vaccinati: ma gli incerti si convinceranno?

Che sia una pandemia di non vaccinati lo dicono i numeri. Lo diranno in modo più chiaro quando il bollettino dei casi nazionali fornirà la doppia indicazione sugli infetti.

Ma resta il dato di un consistente rallentamento della campagna vaccinale. Una buona parte di chi non ha avuto le dosi si è sottratto per scelta. Convincere questa parte della popolazione non sarà semplice. Chissà se basteranno quei numeri, certo preoccupanti, sul bollettino quotidiano della Protezione Civile.

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