Partite Iva, contributi a fondo perduto entro fine anno

Partite Iva, contributi a fondo perduto entro fine anno: da ieri è possibile presentare le domande per il fondo perequativo, ecco come, dove e quando. In ballo 4,5 miliardi di euro, destinati a chi ha subito una riduzione del risultati economico superiore al 30% tra il 2019 e il 2020. Aperte anche le domande per le attività che sono rimaste chiuse fino a luglio 2021.

4' di lettura

Partite Iva, contributi a fondo perduto: manca poco più di un mese per ottenere gli oltre 4,5 miliardi stanziati dal Sostegni Bis (decreto legge numero 21 del 2021).

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In pratica:

  • i 4,4 miliardi del fondo perequativo, quello che basa la concessione dei contributi, sulla base del risultato economico del 2021 rispetto a quello dell’anno precedente;
  • e i 140 milioni del fondo che è stato invece destinato alle discoteche e alle palestre che sono state costrette a restare chiuse per le restrizioni del covid.

Il via ufficiale a questi due provvedimenti è arrivato dopo la firma su due provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Partite Iva, contributi a fondo perduto: fondo perequativo

Il primo a partire è anche quello che coinvolge un elevato numero di contribuenti: il fondo perequativo, ovvero i contributi a fondo perduto per le partite Iva.

Le domande possono essere presentate (da ieri) sui canali telematici di Entratel/Fiscoline (è attiva anche la procedura online Fatture e Corrispettivi). È possibile farlo fino al 28 dicembre.

Una vera corsa contro il tempo.

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Partite Iva, contributi a fondo perduto: requisiti

I contributi a fondo perduto sono stati stanziati a favore di chi ha subito un peggioramento del risultato economico (il che significa che non si considera il fatturato, come è accaduto per l’erogazione degli altri contributi a fondo perduto), del 30% nel 2020 rispetto al 2019.

Partite Iva, contributi a fondo perduto: esempi

Il Sole 24Ore offre questi 3 esempi pratici per capire quando si ha diritto al contributo a fondo perduto perequativo:

Sì contributo al fondo perduto

  • Dall’utile alla perdita
  • utile 2019: 38.2000 euro
  • perdita 2020: -5.500 euro
  • variazione risultato economico: – 114,4%

No al contributo a fondo perduto

  • doppia perdita
  • perdita 2019: -16.800 euro
  • perdita 2020: -21.100
  • variazione risultato economico: -25.6%

No al contributo a fondo perduto

  • dalla perdita all’utile
  • Perdita 2019: -1.400 euro
  • Utile 2020: 300 euro
  • variazione risultato economico: +121,4%

Partite Iva, contributi a fondo perduto: gli importi

Gli importi saranno concessi con bonifico bancario o credito d’impresa (sceglie il contribuente). L’elargizione si verifica sottraendo prima i fondi perduti già ricevuti dall’Agenzia delle Entrate e poi applicando una percentuale al livello di ricavi e compensi registrati nel 2019.

Le cifre possono variare dal 30% (se gli importi sono stati inferiori a 100.000 euro) e fino al 5%, per chi invece ha registrato importi tra 5 e 10 milioni.

Partite Iva, contributi a fondo perduto: l’Iban

È fondamentale indicare l’Iban (se si sceglie per l’accredito sul conto corrente) e la sottoscrizione. In caso contrario si rischia di vedersi rigettare la domanda.

La pagina web dove dovrà essere compilato il modulo per la presentazione della domanda di accesso al fondo perequativo, richiede:

  • i dati anagrafici del contribuente;
  • il risultato economico del 2019 in confronto con quello del 2020;
  • l’ammontare dei contributi a fondo perduto già ricevuti;
  • la fascia di posizionamento dei ricavi o compensi (la percentuale varia)

Partite Iva, contributi a fondo perduto: le attività chiuse

Giovedì 2 dicembre e fino al 21 sarà possibile presentare le domande per l’aiuto alle attività che sono state chiuse nel corso della pandemia di covid e a causa delle restrizioni che sono state imposte dal governo.

Rientrano in questa categoria i titolari di discoteche, sale da ballo, cinema, teatri, palestre e piscine.

Sono previste due tipologie di contributi:

  • fino a 25mila euro per le discoteche e le sale da ballo che erano chiuse al 23 luglio del 2021;
  • fino a 12mila euro per tutte le attività lavorative (sport, intrattenimento, svago, benessere e altro) che sono rimaste chiuse per almeno 100 giorni tra il primo gennaio e il 25 luglio del 2021.

In questa categoria rientrano:

  • cinema;
  • musei;
  • piscine;
  • parchi di divertimento;
  • organizzazione di feste;
  • discoteche e sale da ballo (le due forme di sostegno non sono alternative tra loro).

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