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Partite Iva dopo il voto: non solo forfettari a 100.000 euro

Cosa accadrà alle partite Iva dopo il voto? Ecco una panoramica dei programmi elettorali dei principali partiti italiani.

di Valerio Pisaniello

Settembre 2022

Il 25 settembre si avvicina e i partiti rincarano la dose a suon di proposte elettorali (leggi il nostro speciale). Nel caso delle partite Iva ci sono diverse opzioni messe in campo per attutire già l’alta pressione fiscale che oggi si trovano ad affrontare. Vediamo cosa accadrà alle partite Iva dopo il voto.  (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Partite Iva dopo il voto: le proposte del centrodestra

Su un programma di 17 pagine, la parola professioni compare tre volte (la ricerca è basata sulla parola professioni per comprendere sia quest’ultima che il termine professionisti). Due i riferimenti al lavoro autonomo e uno alle partite Iva. Per prima cosa, si parla di «maggiori tutele per lavoro autonomo e libere professioni, tutela delle micro e delle piccole medie imprese, lotta alla concorrenza sleale».

Poi si propone la riduzione della pressione fiscale «per famiglie, imprese e lavoratori autonomi».

La misura bandiera per le partite iva presente nel programma è quella della flat tax, la cui soglia vuole essere alzata a 100.000 euro rispetto ai 65.000 attuali. A queste tre proposte si aggiungono poi il «contrasto all’esercizio abusivo delle professioni e delle attività del turismo e della cultura» e l’incentivo ai corsi universitari «per le professioni Stem».

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Partite Iva dopo il voto: le proposte del centrosinistra

Il programma del Pd è più corposo di quello della destra (37 pagine), ma anche molto più discorsivo (l’altro è sviluppato in punti). La parola professioni compare otto volte, mentre il lavoro autonomo è citato due volte.

Più difficile quantificare le proposte per le partite Iva nel programma Pd perché, come detto, è più un flusso di pensiero, un insieme di linee guida da seguire con alcuni spunti specifici.

Tra questi, relativi ai professionisti, si possono citare l’estensione dell’Ape sociale ai lavoratori autonomi, una legge per garantire l’equo compenso e alcuni esempi di possibili interventi come «un’opzione di autoliquidazione mensile delle imposte per partite Iva, autonomi e liberi professionisti in alternativa al sistema del saldo-acconto».

In generale, nel programma si afferma che dal lato fiscale saranno sostenute «le attività di artigiani, piccole e medie imprese e professionisti».

Partite Iva dopo il voto: il M5S

Il programma del M5S è il più stringato (13 pagine) e di conseguenza è quello che cita meno i professionisti (due volte) e gli autonomi (due volte, una nella stessa proposta).

Sono in sostanza due le misure per le partite Iva presenti nel documento: una riguarda la definizione di «un nuovo statuto dei lavori, delle lavoratrici e dei lavoratori per garantire a dipendenti e autonomi gli stessi diritti e le stesse tutele». L’altra è intitolata «riforma degli ammortizzatori sociali in senso universale», che dovrò riguardare anche «autonomi, partite iva, liberi professionisti e le nuove tipologie di lavoro».

Partite Iva dopo il voto: Azione – Italia Viva

Il programma del Terzo polo è il più corposo (68 pagine) e presenta una serie di misure specifiche per le partite Iva. Per prima cosa, la parola professioni è presente nove volte, il lavoro autonomo arriva invece a sei.

E sono sempre sei le proposte che si possono identificare nel programma Iv-Azione per le professioni, di cui qui vengono riportati i titoli (le misure sono poi dettagliate nel testo):

Partite Iva dopo il voto: non solo forfettari a 100.000 euro
Partite Iva dopo il voto: non solo forfettari a 100.000 euro. L’immagine mostra un foglio con delle statistiche, una calcolatrice e un blocco note.

Partite Iva dopo il voto: il regime forfettario

Attualmente per avere partita IVA in regime forfettario è richiesto di rispettare congiuntamente i seguenti due requisiti:

Con riferimento al primo requisito, se si esercitano più attività, contraddistinte da codici ATECO differenti, ai fini del limite di 65.000 euro occorre considerare la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate.

La colazione del centrodestra (Berlusconi, Salvini, Meloni ed altri partiti centristi) promettono l’innalzamento della menzionata soglia da 65.000 euro a 100.000 euro. Questo significa più soggetti che potranno agire in questo regime di favore.

Partite Iva dopo il voto: restano le cause di esclusione

Nessun interventi, invece, sulla causa di esclusione. Quindi, resterebbe fermo che (anche se al governo dovesse salire il Centrodestra) non potranno, comunque, accedere al forfettario:

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