Partite IVA e omessa fatturazione: perdono con auto-denuncia

Partite IVA e omessa fatturazione: perdono con auto-denuncia. Premi e sconti per i cittadini onesti, ma sanzioni salate per chi fa finta di niente.

3' di lettura

Stanno filtrando diverse indiscrezioni sui piani del governo per la riforma del fisco, che si preannuncia incisiva sia per le imprese che per i cittadini. Novità importanti anche per le partite IVA (entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Dopo l’ipotesi, che trova sempre più conferme, della fatturazione elettronica obbligatoria per le Partite IVA a regime forfettario, pare che il MEF abbia in serbo altre sorprese.

Una di queste dovrebbe riguardare la nuova possibilità di auto-denuncia per regolarizzare discrepanze nel fatturato. In questo articolo vedremo quali sono i piani del governo e quali i vantaggi per chi decide di denunciarsi.

Partite IVA, omessa fatturazione e autodenuncia

Secondo ItaliaOggi, che è riuscita a ottenere informazioni di prima mano sulla riforma, sarebbe allo studio una sorta di regime premiale simile alla «voluntary disclosure».

Il contribuente con Partita IVA che si autodenuncia avrà diritto a una specie di perdono fiscale, ottenuto sotto forma di sconti sulle imposte.

Secondo le prime stime questo sistema potrebbe portare un recupero di 15 miliardi di euro in tre anni.

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Partite IVA e garante della privacy

La costante digitalizzazione dei processi e l’incrocio dei dati dei database di vari enti determina un problema sul trattamento dei dati personali dei cittadini.

Sarà compito del Garante della Privacy riuscire a bilanciare la necessità di combattere l’evasione fiscale e quella di preservare dati sensibili delle persone.

Partite IVA, evasometro e sanzioni

Se da un lato quindi si premia il contribuente che si auto-denuncia, dall’altro è probabile un inasprimento delle sanzioni per chi invece non regolarizza la sua posizione.

Inoltre, l’utilizzo dell’evasometro è stato mitigato negli ultimi mesi e bloccato nel periodo del Covid. Si tratta di uno strumento che incrocia varie banche dati con la dichiarazione dei redditi.

L’onere della prova sarà a carico del contribuente, che con i documenti giusti, dovrà dimostrare la natura di entrate ritenute sospette. La sanzione scatta quando non si riesce a dimostrare l’origine lecita dei soldi.

Ovviamente, maggiore è la somma non dichiarata e maggiore sarà anche la sanzione applicata.

Partite IVA e omessa fatturazione: perdono con auto-denuncia
Partite IVA e omessa fatturazione: perdono con auto-denuncia

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