Pass per viaggiare in Italia, eccolo (ma quanti dubbi)

Pass per viaggiare in Italia: sarà indispensabile per uscire dai confini regionali e andare in locali e alberghi, sarà rilasciato da chi fa i tamponi. Ma restano dubbi sul documento, quello cartaceo può essere falsificato, e per le app ci sono alcune opzioni, ma il tempo non è molto.

4' di lettura

Dal 26 aprile buona parte dell’Italia torna in zona gialla, altre Regioni dovranno aspettare solo qualche settimana e sarà quindi possibile spostarsi ovunque, ma avrete bisogno di una cosa: il pass per viaggiare in Italia.

Con il pass per viaggiare in Italia (in attesa del pass europeo), potrete spostarvi anche in regioni con colorazioni più “rischiose”, come l’arancione o il rosso (in quel caso con l’autocertificazione).

Il pass per viaggiare in Italia consentirà grande libertà di movimento, ma è l’esatto contrario del “liberi tutti”, perché quel pass sarà consegnato solo a certe condizioni.

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Insomma, è stato studiato per evitare quello che è accaduto l’estate scorsa. Ci sono però dei problemi.

Me vediamo insieme di cosa si tratta.

Come si ottiene il pass

Il pass per viaggiare in Italia ricalca in gran parte il green pass che è stato messo a punto dall’Ue e che dovrebbe essere “diffuso” con una app per smarphone dal prossimo primo giugno.

Se sono vaccinato e i miei figli no, come devo comportarmi?

Per i primi che riceveranno il pass italiano sarà cartaceo, poi digitale.

Si, ok, ma chi avrà diritto ad avere il pass per viaggiare in Italia?

Beh, le condizioni sono tre (o almeno, una o due di queste tre). Le elenchiamo:

  • avere ricevuto entrambe le dosi del vaccino
  • avere gli anticorpi al covid (perché magari ha già avuto e superato l’infezione)
  • e, soprattutto, il risultato negativo a un tampone fatto tra 48 e 72 ore prima della partenza.

Chi lo rilascia

La questione diciamo “documentale” è ancora un po’ in sospeso. Al momento potrebbe funzionare così:

  • Si fa il tampone in una struttura accreditata
  • Viene rilasciato un certificato che attesta la negatività con un Qr Code (codice a barre)
  • Quel codice dovrebbe poi essere scansionato all’ingresso di un albergo e dirà se potrete entrare.

Meglio l’app

Che dite, basta quel pezzo di carta? In teoria sì. Ma, appunto, solo in teoria. Se si alza lo sguardo, e si osserva quello che è accaduto altrove, beh, cambierete idea insieme a noi.

Falsificare quel documento non è poi così difficile e i controlli – un albergatore non è un poliziotto – non potranno essere così accurati. In altri Paesi hanno già sperimentato questa soluzione, in particolare in Israele. Ma sono stati costretti a fare marcia indietro: troppi certificati fasulli.

E allora, qual è l’alternativa? Il digitale è sicuramente meglio del pezzo di carta, con una app dedicata il problema sarebbe risolto. O meglio, un problema. Perché poi ne arriva subito un altro: le strutture accreditate che fanno i tamponi sono in grado di connettersi a tutte le altre per produrre un pass digitale? Improbabile, almeno fino a quando questo Paese non adotta su larga scala la tecnologia blockchain (ma questo è un altro discorso). Fino ad allora ci saranno sempre questioni infinite sulla sicurezza dei dati sensibili.

E allora? Vediamo cosa sta immaginando il governo. E tra quello che immagina c’è anche un imprevedibile ritorno.

Soluzioni

E se il pass per viaggiare in Italia fosse “registrato” sulla famigerata app Immuni? Se ne parla al governo e potrebbe essere una mezza soluzione. C’è anche in piedi l’AppIo, quella che si sta implementando per la pubblica amministrazione. O una terza app.

Insomma è questione di app.

Nel frattempo non tutto è chiaro, anzi. C’è meno di un mese e mezzo per trovare la soluzione. Di certo il documento cartaceo, al momento, sembra il lasciapassare perfetto per chi vuola andare in giro per il Paese anche se non è vaccinato, non ha anticorpi e magari non ha fatto il tampone.

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