Pay Tv pirata, denunciati 223 clienti: ora l'Irpinia trema

Denunciate 223 persone che hanno utilizzato abbonamenti abusivi alle pay tv. Ora rischiano anche gli irpini

2' di lettura

Denunciate 223 persone che hanno utilizzato abbonamenti abusivi alle pay tv per guardare in modo illegale eventi sportivi, serie e film. Ai clienti, in caso di condanna, saranno confiscati televisione, computer e smartphone per violazione del diritto d’autore. Rischiano, inoltre, fino a otto anni di reclusione e una multa da 25mila euro.

Il meccanismo “pirata”

La “stretta sui clienti” arriva dopo le indagini degli ultimi mesi svolte dalla Guardia di Finanza in diverse regioni Italiane. L’obiettivo? Smantellare le associazioni che distribuiscono illecitamente i contenuti, ricodificando i palinsesti televisivi delle più grandi piattaforme a pagamento: Sky, Mediaset Premium, Dazn. E poi li distribuiscono su internet a chi ha deciso di usufruire di un abbonamento illecito e può farlo con tablet, smart-tv, pc e persino cellulare purché siano connessi alla rete.

L’inchiesta

In Campania, come rivelato dagli atti di Riesame relativi all’inchiesta della Procura di Napoli, il clan dei Lo Russo aveva messo gli occhi sul sistema delle Tv Pirata. I “pezzotti” che permettevano di guardare le grandi partite del campionato italiano o i film di piattaforme come Netflix. Un’indagine che si incrocia anche con Avellino. Un 39enne di Avella è fra gli indagati e ci sono tanti potenziali clienti che possono aver usufruito del servizio.

La mente del sistema era un napoletano che, in un colloquio via Skype, fa riferimento proprio a un tentativo di estorsione da parte dei Lo Russo. Un giro d’affari che per i finanzieri era quantificato in diversi milioni. E che avrebbe innescato anche una “scissione” fra i gruppi che se ne occupavano. Così sarebbe nato un “mercato nero” parallelo con attacchi hacker che minavano il business delle IpTv.

L’operazione Eclissi 

L’operazione Eclissi è stata coordinata dalla Procura di Roma e dalle agenzie europee Europol ed Eurojust. Gli indagati sono accusati di aver convertito il sistema analogico della PayTv trasformandolo, illegalmente, in web-digitale. Un’inchiesta che ha visto impegnate Polizie e Procure di alcuni Stati Europei: Italia, Paesi Bassi, Bulgaria, Francia e Grecia.

Stretta sui clienti delle false Pay Tv

Sono numerose le persone che devono essere ancora identificate fra Campania, Veneto, Lombardia, Puglia, Calabria e Sicilia. Clienti che, acquistato gli abbonamenti illegali, sarebbero accusati di ricettazione. Caccia anche al sistema centrale di trasmissione dei segnali illeciti. Il rischio, come spiegato dagli investigatori, è anche l’utilizzo dei dati personali da parte delle associazioni criminali. Dati anagrafici e bancari. Nelle indagini si è rivelata fondamentale anche la Fapav (Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali)

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su Google | Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie