Pedofilia Avellino, agli arresti quattro mesi: assolto

Pedofilia ad Avellino: assolto un 77enne arrestato a luglio dai carabinieri in una indagine su una presunta violenza sessuale. Il Pm aveva chiesto sei anni.

Pedofilia Avellino. Assolto 77enne
Pedofilia Avellino. Assolto 77enne
2' di lettura

Pedofilia. Quattro mesi agli arresti domiciliari, l’accusa infamante di violenza sessuale su un ragazzino di dodici anni, l’appellativo di “mostro” appiccicato addosso, oggi è stato assolto con formula piena.

E’ questa la decisione del gup presso il tribunale di Avellino, Paolo Cassano, che ha disposto anche la scarcerazione immediata per il 77enne Raffaele Barisano. Il pm di turno in udienza, Antonella Salvatore (la titolare del fascicolo era Cecilia Annecchini), aveva chiesto sei anni di reclusione al termine del rito abbreviato.

La difesa: “Nessuna pedofilia”

“Le indagini difensive – commenta a caldo l’avvocato Gerardo Di Martino che ha curato la difesa col collega Francesco De Cicco – hanno messo in evidenza l‘esistenza di enormi dubbi sulla veridicità del racconto fatto dalla parte offesa, risultato sfornito degli elementi necessari a confortarlo”.

Pedofilia ad Avellino. Assolto 77enne
Pedofilia ad Avellino. Assolto 77enne

Le indagini

I carabinieri di Avellino, a luglio, avevano arrestato il 77enne accusato di aver costretto un ragazzino a masturbarlo nei bagni, usando un coltello, con la minaccia di pubblicare la foto degli atti sessuali se avesse raccontato l’episodio. Il ragazzino alla fine, assistito dall’avvocato Katia Solomita, aveva deciso di sporgere denuncia, descrivendo dieci mesi di presunti abusi.

L’assoluzione

Una ricostruzione, relativa a degli atti di pedofilia, la cui veridicità è stata fortemente contestata, anche al Riesame, dai legali dell’imputato. Senza successo. L’uomo era rimasto ai domiciliari.

Gli avvocati avevano evidenziato una serie di incongruenze nell’indagine degli inquirenti, avvalendosi di accertamenti tecnici sulla memoria del cellulare dell’imputato, affidati agli ingegneri informatici Luigi Cocozza e Giuseppe Caprio.

Proprio su quell’apparecchio si era concentrata anche l’attenzione dei carabinieri. La sentenza di primo grado ha però smontato l’accusa: nessuna pedofilia, quell’uomo arrestato era innocente.

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