Pedopornografia Instagram, anche ad Avellino: già 33 indagati

Pedopornografia Instagram, anche ad Avellino: già 33 indagati
2' di lettura

Un giro di pedopornografia in tutta Italia. Immagini di minori che corrono sul web e vengono scambiate da cinici pedofili, spesso attraverso account fittizi sui maggiori social network incluso Instagram. L’indagine tocca la provincia di Avellino. Dove sono in corso altri accertamenti – da parte della polizia postale – che potrebbero ampliare la traccia investigativa della Procura di Trieste. In Campania sono già state eseguite perquisizioni a Salerno, Caserta e nell’area Vesuviana.

Oltre 30 indagati in tutta Italia per pedopornografia

Sono 33 le persone indagate in un’operazione nata in Friuli Venezia Giulia e delegata al Compartimento di polizia postale del territorio. La Procura di Trieste ha dato esecuzione a 37 decreti di perquisizione a carico di altrettante persone in tutta Italia. Grazie alla collaborazione di altri agenti distribuiti sul territorio.

I controlli hanno già portato al sequestro di più di ottanta dispositivi. Si tratta dei contenitori delle immagini hot dei minori che incastrerebbero i pedofili. Un’operazione sotto copertura, condotta dalla Polizia Postale grazie a un account fake che è riuscito a farsi accettare in un gruppo Instagram nel quale venivano scambiate le foto dei ragazzini.

Gli agenti hanno rintracciato il gruppo di persone dopo lunghe indagini col web. Delle dichiarazioni di alcuni informatori avrebbero contribuito a mettersi sulla pista giusta.

E ora l’inchiesta si starebbe stringendo anche intorno ad alcuni irpini. Gli inquirenti avrebbero già isolato dei profili dell’hinterland avellinese. Al momento l’indagine è solo in fase embrionale e, considerata la delicatezza, le autorità inquirenti mantengono il massimo riserbo.

Attenzione puntata su telefoni e tablet

Anche perché bisognerà attendere i controlli sui contenuti dei 47 smartphone sequestrati oltre ai tablet e diversi hard hisk. Memorie che potrebbero rappresentare la prova regina per incastrare i pedofili.

L’appello a stare in guardia è stato lanciato stamattina – attraverso il microfono del collega Ottavio Giordano – proprio dalla polizia postale che a invitato i genitori a “controllare i cellulari dei figli”. Anche perché pure i casi di cyber-bullismo sarebbero diffusi in provincia di Avellino.

Secondo i dati relativi alla linea 114 Emergenza Infanzia dell’Associazione, le denunce di abuso sessuale o pedofilia rappresentano oltre l’8% dei casi gestiti dal servizio. In Europa – in media – ogni sette minuti una pagina web mostrerebbe immagini di bimbi nudi o oggetti di violenze. E sono oltre 70mila gli indirizzi elettronici riconducibili a materiale pedopornografia. Numeri che fotografano una situazione impietosa che non risparmia Avellino e la provincia irpina.

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