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Pensione 2021, requisiti, scivoli e deroghe

Pensione 2021: la Legge di Bilancio ha confermato quasi in tutto i requisiti anagrafici e contributivi, ecco tutte le possibilità per l'uscita quest'anno.

di The Wam

Aprile 2021

In pensione nel 2021. L’ultima Legge di Bilancio non ha variato i requisiti anagrafici e contributivi per l’uscita dei lavoratori che sono iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria.

Per ora resta la quota 100 (che potrebbe essere modificata a partire dal 2022, non è stata un successo: ha avuto meno dei 50% di adesioni rispetto alla quota prevista), poi si vedrà. Nell’attesa di una nuova svolta (quota 92 o quota 102), questi sono i requisiti per andare in pensione quest’anno.

Requisiti anagrafici e contributivi

Anche per quest’anno resta dunque la possibilità di uscire dal mondo del lavoro a 62 anni con 38 di contributi (la quota 100), con una finestra mobile che è di tre mesi per i lavoratori del privato e di sei per il pubblico.

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Per ottenere invece la pensione anticipata servono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Questo a prescindere dall’età.

Per la pensione di vecchiaia bisogna aver compiuto 67 anni e aver versato almeno 20 anni di contributo. Sono esclusi i lavoratori che svolgono mansioni pesanti e hanno almeno 30 anni di contributi e non sono titolare dell’ape sociale al momento dell’uscita: per chi rientra in questa categoria si può andare in pensione a 66 e 7 mesi.

Vi ricordiamo che per la pensione di vecchiaia non è stata prevista nessuna finestra di slittamento.

Scivoli per categorie disagiate

Sono previsti anche per quest’anno dei benefici per le categorie lavorative più deboli (disoccupati, invalidi almeno al 74%, cergivers e lavoratori con mansioni gravose).

Ecco le tipologie di pensione previste per queste categorie:

Tutti coloro che raggiungeranno questi requisiti nel corso dell’anno dovranno presentare una doppia domanda all’Inps:

Altre deroghe

È stata anche rinnovata l’opzione donna, ed è valida per le lavoratrici che hanno raggiunto i 58 anni – se sono autonome 59 – con 35 anni di contributi entro il 31 dicembre dello scorso anno, e che decidano di andare in pensione con il sistema contributivo.

Anche per chi ha svolto lavori usuranti o notturni (guarda la lista), restano in vigore i requisiti ridotti. L’uscita può essere raggiunta con 61 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi e il perfezionamento del quorum 97.6.

Pensione 2021: la Legge di Bilancio ha confermato quasi in tutto i requisiti anagrafici e contributivi, ecco tutte le possibilità per l'uscita quest'anno.

Cumulo contributivo

Si possono raggiungere i requisiti contributivi cumulando i periodi assicurativi: il lavoratore può sommare la contribuzione sparsa in gestioni previdenziali diverse per ottenere il requisito minimo previsto per la pensione di vecchiaia, per la pensione anticipata e per la quota 100.

Il cumulo non può essere utilizzato per arrivare a 35 anni di versamenti necessari per aderire all’opzione donna e per i lavori usuranti.

Difesa e sicurezza

I requisiti anagrafici e contributivi restano diversi per chi appartiene al comparto difesa, sicurezza, soccorso pubblico, gli iscritti al fondo volo, al fondo previdenza per gli sportivi professionisti e al fondo clero.

Requisiti anagrafici ridotti anche per gli autoferrotranvieri, per alcune categorie di marittimi e diversi profili professionali iscritti al Fpls.

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