Pensione ai giovani: nati nel ‘90, nell’80 e nel ‘70

Pensione ai giovani: vediamo quando andranno in pensione i nati negli anni ‘90, ‘80 e ‘70. Le prospettive non sono molto positive: chi oggi ha 25 anni potrebbe lasciare il lavoro solo dopo i ‘70. Non cambia tantissimo anche per i nati nei decenni successivi. Si “salvano” in parte i lavoratori e le lavoratrici nate negli anni ‘60.

6' di lettura

Pensione ai giovani, la situazione è preoccupante: un 25enne dovrebbe lavorare almeno 46 anni prima di potersi riposare. Vediamo qual è la situazione per i nati negli anni ‘90, ‘80 e ‘70. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Il dato è stato fornito dal simulatore INPS “Pensami”, che è stato da poco aggiornato. Ebbene, per l’algoritmo dell’istituto previdenziale, la prospettiva per un giovane che oggi ha 25 anni è questa:

  • se ha iniziato a lavorare e a versare contributi a 24 anni potrà andare in pensione anticipata (si fa per dire) a 70 anni, con almeno 46 anni e 4 mesi di contributi;
  • può anche accedere alla pensione di vecchiaia, con 70 anni e sei mesi e almeno 20 anni di contributi (ma solo se l’importo supera di 1,5 volte il minimo);
  • potrà andare “prima”, a 67 anni e 4 mesi e almeno 20 anni di contribuzione, ma solo se ha maturato un assegno pari ad almeno 2,8 il minimo (che è ora di 1.409 euro, ma quella cifra sarà ovviamente aggiornata al rialzo nel corso degli anni).

La pensione sarà quasi un miraggio per chi è giovane adesso.

Su questo argomento puoi verificare quanto ti spetta con la pensione anticipata; c’è un focus che spiega cosa potrebbe accadere nel 2024 per la pensione ai lavoratori precari; e infine abbiamo verificato quali sono i lavori gravosi per la pensione anticipata nel 2023.

Pensione ai giovani: il simulatore INPS

Con il simulatore Pensami chiunque può verificare quali sono le proprie prospettive di pensionamento. Potrà sapere quando sarà possibile dire basta e conquistare il meritato risposo. Ovviamente sulla base dei trattamenti che sono attualmente in vigore (ma non si preannunciano rivoluzioni epocali: sarà difficile allontanarsi di molto dalla legge Fornero).

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Utilizzare il simulatore INPS è semplice. Non è neppure necessario registrarsi. Basta inserire qualche dato anagrafico, una indicazione per quello che riguarda la contribuzione e informazioni sulle pensioni a cui sarà possibile accedere nelle singole gestioni previdenziali.

Il simulatore comunicherà la data di quando si potrà andare in pensione grazie ai contributi che sono stati accumulati nel corso della vita lavorativa (in questo caso, è una simulazione, si può fare una previsione di massima).

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Pensione ai giovani: primo esempio, nati nel 1990

Facciamo qualche esempio, così tutto è più chiaro. Prendiamo questo caso:

un lavoratore nato nel 1990:

  • andrà in pensione a 70 anni se avrà versato almeno 20 anni di contributi;
  • andrà in pensione a 74 anni e 3 mesi se avrà versato meno di 20 anni di contributi;
  • a qualsiasi età se avrà versato 45 anni di contributi (pensione anticipata): ma se ha iniziato a lavorare a 25 anni, si raggiungono comunque i 70 anni;
  • andrà in pensione a 66 anni e 10 mesi, con almeno 20 anni di contribuzione, se avrà maturato un importo almeno 2,8 volte quello dell’importo minimo.

Pensione ai giovani: secondo esempio, nati nel 1980

Vediamo ora quali sono le prospettive per una persona che è nata nel 1982 e che quindi oggi ha circa 40 anni. La “generazione 1000 euro”, quella che prima di altre ha dovuto affrontare il precariato diffuso.

Ebbene, vediamo il caso di un lavoratore nato nel 1982:

  • ha iniziato a lavorare nel 2010 (intorno ai 28 anni, inizio mediamente “alto”, considerando varie esperienza da precario, anche successive);
  • potrà accedere alla pensione anticipata a 66 anni e due mesi, ma solo se ha versato almeno 20 anni di contributi e l’importo maturato è superiore di 2,8 volte il minimo;
  • potrà accedere alla pensione di vecchiaia a 69 anni e 6 mesi, con almeno 20 anni di contributi e un importo che deve essere almeno 1,5 volte quello minimo;
  • nel caso non avesse messo insieme i 20 anni di contributi, questo lavoratore dovrà aspettare i 73 anni e 9 mesi (con 5 anni di contribuzione) per accedere alla pensione di vecchiaia;
  • per la pensione anticipata saranno necessari 45 anni e 7 mesi di contribuzione, significa che potrà avere diritto a questa misura non prima di aver compiuto 73 anni e 9 mesi.

Pensione ai giovani: terzo esempio, nati nel 1970

Prendiamo ora il caso di una lavoratrice che è nata nel 1972. Oggi ha quindi 50 anni. Supponiamo che ha iniziato a lavorare a 25 anni. Vediamo quando potrà andare in pensione:

  • la lavoratrice potrà uscire dal lavoro con la pensione anticipata a 65 anni e 4 mesi se riesce ad accumulare un importo pensionistico superiore a 2,8 volte l’assegno minimo;
  • la lavoratrice dovrà aspettare invece i 68 anni e 8 mesi se l’importo è più basso rispetto a quello previsto dalla misura precedente ma più alto di 1,5 volte l’assegno minimo (servono comunque almeno 20 anni di contribuzione);
  • a 68 anni e 8 mesi potrà anche accedere alla pensione anticipata, ma solo se ha accumulato 43 anni e 6 mesi di contribuzione;
  • se non ha raggiunto i 20 anni di contribuzione avrà diritto alla pensione di vecchiaia, ma a 73 anni.

Pensione ai giovani: esempio, nati negli anni ‘60

La simulazione per chi è nato negli anni ‘60 non dà risultati molto diversi da quelli attuali. Chi è venuto al mondo in quel decennio non è molto distante dall’età pensionabile. Qualcuno è già prossimo all’uscita, altri dovranno aspettare meno di 10 anni.

Prendiamo il caso di una lavoratrice nata nel 1962. Ha compiuto 60 anni nel 2022 e ha iniziato a lavorare nel 1987, quando aveva 25 anni.

Vediamo:

  • se non ha avuto interruzioni di carriera potrà uscire a 67 anni e 5 mesi (nel 2030) o con 42 anni e 3 mesi di contributi versati;
  • non potrà accedere alla pensione anticipata contributiva (quelle delle 2,8 volte il minimo) perché ha iniziato a lavorare prima del 1996 e quindi ha una parte dei contributi da calcolare con il regime contributivo.
Nell’immagina una coppia perplessa sull’età pensionabile

Pensione ai giovani: conclusione

È bene ricordare che il simulatore INPS ha effettuato questi calcoli in base alle norme e ai parametri che sono in vigore in questo momento. L’aumento dell’aspettativa di vita è stato determinato in base a una crescita media costante che non prevede situazioni eccezionali come la pandemia (che ha bloccato per almeno due anni la progressione dell’aspettativa di vita).

È facile intuire che per i lavoratori e le lavoratrici nati negli anni ‘90, ‘80 e ‘70, l’approdo alla pensione diventa molto distante. Per loro l’uscita dal mondo del lavoro sarà vicina ai 70 anni. Qualcuno dovrà aspettare i 73 anni.

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