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Pensione ai superstiti 2024: importi, inabili, limiti

Pensione ai superstiti 2024: ecco una pratica guida e cosa sapere su importi, inabilità, limiti di reddito e vivenza a carico.

di Carmine Roca

Maggio 2024

Oggi vi parliamo di pensione ai superstiti 2024: ecco cosa sapere su importi, inabili e limiti di reddito (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione ai superstiti 2024: quali sono?

La pensione ai superstiti è una prestazione economica che l’INPS riconosce ai familiari stretti del pensionato o del lavoratore deceduto, con l’obiettivo di tutelare le esigenze di vita della famiglia.

La pensione ai superstiti può essere di tre tipi, a seconda della posizione del defunto:

Inoltre, i superstiti hanno diritto alla pensione supplementare di reversibilità, qualora il deceduto fosse anche titolare di pensione supplementare diretta.

Ai superstiti che abbiano già conseguito una pensione ai superstiti può essere riconosciuta anche una pensione supplementare indiretta nel caso in cui il deceduto non abbia in regola i requisiti contributivi per il riconoscimento della pensione indiretta presso un altro fondo pensionistico.

Ai superstiti spetta anche una pensione privilegiata indiretta o di reversibilità qualora la morte del dante causa sia in rapporto causale diretto con finalità di servizio.

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Pensione ai superstiti 2024: chi ne ha diritto?

Ma chi ha diritto alla pensione ai superstiti? L’articolo 13 della legge numero 636 del 1939 individua i beneficiari delle prestazioni alla morte del pensionato o del lavoratore assicurato.

Ovvero:

a) il coniuge superstite, anche se separato o divorziato, a patto che sia titolare di assegno divorzile e non abbia contratto un nuovo matrimonio. Se il defunto avesse contratto due matrimoni, la pensione ai superstiti sarà ripartita tra il coniuge superstite e l’ex coniuge divorziato. A decidere l’importo sarà il Tribunale competente;

b) ai figli del lavoratore assicurato o del pensionato deceduto, anche se adottivi o affiliati, se riconosciuti legalmente o giudizialmente oppure se nati da un precedente matrimonio (ai sensi dell’articolo 38 del Dpr 818/1957). I figli, alla morte del titolare di pensione o del lavoratore assicurato, devono essere minorenni (fino a 18 anni), oppure maggiorenni studenti di scuola media o professionale fino a 21 anni carico del deceduto se non prestano attività lavorativa, oppure maggiorenni studenti universitari per la durata del corso legale di laurea e comunque non oltre i 26 anni, a carico del deceduto e senza lavoro, oppure inabili di qualsiasi età a carico del deceduto alla data della morte; 

c) ai nipoti minori (equiparati ai figli) o maggiorenni inabili carico degli ascendenti (nonno o nonna) e con loro conviventi, a patto che non siano già titolari di un’altra pensione o di altri redditi da determinare l’autosufficienza economica del minore;

d) ai genitori, in mancanza del coniuge, dei figli e dei nipoti, se di età non inferiore a 65 anni, non titolari di pensione, a carico del lavoratore o del pensionato al momento della sua morte; 

e) ai fratelli celibi inabili e alle sorelle nubili inabili, in mancanza del coniuge, dei figli, dei nipoti e dei genitori, a patto che non siano titolari di pensione e che risultano a carico del lavoratore o del pensionato.

Pensione ai superstiti 2024: inabilità e vivenza a carico, cosa sapere?

Un requisito molto importante ai fini del diritto alla pensione ai superstiti riguarda la condizione di inabilità lavorativa, riconducibile all’articolo 8 della legge numero 222 del 1984.

È riconosciuto inabile il soggetto che, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, si trovi nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. 

La legge consente, comunque, ai figli maggiorenni inabili di svolgere un’attività lavorativa, con finalità terapeutiche presso determinati datori di lavoro, conservando il diritto alla pensione ai superstiti, come riportato nella circolare INPS numero 15 del 2009.  

L’altra condizione altrettanto importante, ai fini del riconoscimento della pensione ai superstiti è la vivenza a carico del soggetto lavoratore/pensionato deceduto.

Il requisito è sempre richiesto, tranne nei casi in cui è il coniuge o sono i figli minorenni ad avere diritto alla prestazione.

Affinché si abbia diritto alla pensione ai superstiti, se familiare a carico, devono verificarsi una di queste condizioni: la non autosufficienza economica e il mantenimento abituale.

Pensione ai superstiti 2024: in che percentuale spetta?

La pensione ai superstiti è liquidata in base alla percentuale del rateo corrisposto o che si sarebbe dovuto corrispondere al lavoratore o al pensionato defunto, comprensivo dell’eventuale integrazione al minimo, come riferisce la sentenza numero 495 della Corte Costituzionale, del 1993.

Ecco le percentuali spettanti:

Pensione ai superstiti 2024: importi e tagli in base al reddito

L’importo della pensione ai superstiti viene ridotto del 25% nel caso in cui il coniuge abbia un reddito superiore a 3 volte il valore annuo del trattamento minimo (23.345,79 euro nel 2024).

Se il reddito del beneficiario è superiore a 4 volte il trattamento minimo INPS (31.127,72 euro nel 2024), scatta una decurtazione dell’importo del 40%.

Infine, nel caso in cui il reddito del beneficiario dovesse essere superiore a 5 volte il valore annuo del trattamento minimo INPS (38.909,65 euro nel 2024), la decurtazione dell’importo della pensione ai superstiti sarà del 50%.

L’incumulabilità non si applica in presenza di contitolari della prestazione, come indicato nella circolare numero 234 dell’INPS del 1995.

Inoltre, in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale (numero 162/2022) la riduzione della pensione ai superstiti non può superare l’importo dei redditi del superstite.

Pensione ai superstiti 2024: quando si perde?

Il diritto alla pensione ai superstiti non è irreversibile, ma può cessare:

Pensione ai superstiti 2024
Pensione ai superstiti 2024: in foto marito e moglie.

Faq sulla pensione ai superstiti 2024

Come richiedere la pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità va richiesta all’INPS, inoltrando la domanda in via telematica sul sito dell’ente previdenziale.

Se a richiederla è il coniuge, l’INPS, sul suo sito, ha messo a disposizione un modello precompilato con le informazioni più importanti. Invece, se a richiederla sono tutti gli altri familiari superstiti, sarà necessario presentare domanda seguendo la normale procedura.

In alternativa, il richiedente o la richiedente può fare domanda tramite:

Quali documenti allegare alla domanda per la pensione di reversibilità?

Alla domanda per la pensione di reversibilità vanno allegati diversi importanti documenti, quali:

Quali redditi si considerano per la pensione di reversibilità al coniuge con pensione?

Nel calcolo del reddito per la pensione di reversibilità sono inclusi tutti gli importi assoggettabili all’IRPEF, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali.

Sono esclusi:

C’è incompatibilità tra pensione di reversibilità e pensione minima?

La prestazione spetta anche se il coniuge superstite percepisce una pensione propria e se l’assegno è integrato al trattamento minimo. Non c’è, dunque, incompatibilità tra pensione di reversibilità e pensione minima, ma a condizione che si rispettino determinati requisiti di reddito personali (e coniugali, ma nel nostro caso non è importante).

Da quando decorre la pensione ai superstiti?

La pensione ai superstiti decorre dal 1° giorno del mese successivo a quello del decesso del lavoratore oppure del pensionato, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda.

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