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In pensione prima nel 2023: le strade più veloci e il prezzo

Alternative per la pensione anticipata 2023: ecco tutte le opzioni possibili, età, contributi e requisiti da rispettare.

di Carmine Roca

Gennaio 2023

Quali sono le alternative per la pensione anticipata nel 2023? Ecco chi può uscire prima dal mondo del lavoro (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Quali sono le alternative per la pensione anticipata nel 2023?

Pensione anticipata ordinaria (Legge Fornero), Quota 103, l’Ape Sociale, Opzione Donna, la pensione per lavori usuranti e Quota 41 per lavoratori precoci: sono queste alternative per la pensione anticipata nel 2023, concesse dal nostro ordinamento ai lavoratori e alle lavoratrici con i requisiti in regola per anticipare la pensione.

Ricordiamo che, anche nel 2023, sarà possibile accedere alla pensione di vecchiaia al compimento dei 67 anni di età con almeno 20 anni di contributi. Se l’intera anzianità contributiva è stata versata dal 1° gennaio 1996, la legge impone la maturazione di un assegno pari ad almeno 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale, circa 753 euro.

Tra tutte le misure anticipate, quella che consente di andare in pensione prima è Opzione Donna, che dal 2023 consentirà l’uscita a 58 anni (alle donne con 2 o più figli), a 59 anni (alle donne con un figlio) e a 60 anni (alle donne senza figli), se appartenenti a determinate categorie tutelate dallo Stato.

A seguire le altre alternative per la pensione anticipata nel 2023 sono:

Scopri la pagina dedicata a tutti i tipi di pensioni, sociali e previdenziali.

Altre due alternative per la pensione anticipata nel 2023 permettono l’uscita a prescindere dall’età anagrafica, al solo ottenimento del requisito contributivo:

Prima di continuare la lettura delle alternative per la pensione anticipata nel 2023, ti consigliamo la visione di questo video sul futuro del Reddito di cittadinanza:

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Alternative per la pensione anticipata nel 2023: Opzione Donna

Entriamo nel dettaglio delle alternative per la pensione anticipata nel 2023. Iniziamo dalla misura che permette l’uscita con meno anni di età: Opzione Donna.

Nel 2023, Opzione Donna presenterà diverse novità introdotte dalla legge di bilancio. Se fino al 2022, la misura era consentita alle donne lavoratrici dipendenti e autonome, con 58 anni di età (dipendenti) o 59 anni di età (autonome), in possesso di 35 anni di contributi, dal 2023 la platea di potenziali beneficiarie sarà sensibilmente ridotta.

Possono accedervi, sempre con 35 anni di contributi versati, le donne lavoratrici di 58 anni se hanno 2 o più figli; di 59 anni se hanno un figlio e di 60 anni se non hanno figli.

Inoltre, cosa più importante, per avere accesso a Opzione Donna è necessario rientrare in una di queste categorie:

In pratica, Opzione Donna nel 2023 si avvicina molto all’Ape Sociale, che spiegheremo a breve. Sono state confermate le finestre mobili di 12 mesi per le dipendenti e di 18 mesi per le autonome, così come il penalizzante ricalcolo dell’assegno con il sistema contributivo, che provocherà tagli all’importo della pensione.

Alternative per la pensione anticipata nel 2023: pensione per lavori usuranti

Una delle alternative per la pensione anticipata nel 2023 è accessibile a 61 anni e 7 mesi, con 35 anni di contributi versati: la pensione per lavori usuranti.

Per lavori usuranti si intende chi si occupa di:

I lavoratori notturni sono compresi nelle seguenti categorie:

Per andare in pensione si segue il sistema delle quote. Con quota 97,6 possono accedervi i lavoratori dipendenti con almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 di contributi versati, se hanno svolto un’attività usurante per 7 anni negli ultimi 10 anni di vita o per 6 anni negli ultimi 7 anni di vita.

I lavoratori autonomi possono accedervi con quota 98,6 (62 anni e 7 mesi di età e 35 di contributi). I lavoratori impiegati in turni di notte possono accedervi con quota 98,6 (se hanno lavorato dalle 72 alle 78 notti in un anno, a 63 anni di età e con 35 anni di contributi), oppure con quota 99,6 (se hanno lavorato dalle 64 alle 71 ore di notte in un anno, a 64 anni di età e 35 di contributi versati).

Alternative per la pensione anticipata nel 2023: Quota 103 e Quota 102

Tra le alternative per la pensione anticipata nel 2023 troviamo Quota 103, la misura più “giovane” di tutte, introdotta dal 1° gennaio 2023.

Quota 103 sostituisce Quota 102, accessibile soltanto a chi ha maturato i requisiti necessari (64 anni di età e 38 di contributi) entro il 31 dicembre 2022.

Con 62 anni di età e 41 anni di contributi versati si potrà andare in pensione 5 anni prima rispetto all’età prevista per la pensione di vecchiaia.

L’opzione è libera e concessa a tutti i lavoratori e alle lavoratrici dipendenti e autonome. Non sono previste penalizzazioni, ma l’assegno maturato non potrà essere superiore a 5 volte l’importo della pensione minima, ovvero non superiore a 2.855 euro l’anno.

Il limite rimane attivo fino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia. Rimane attivo il vincolo dell’incompatibilità con i redditi da lavoro dipendente e autonomo, ad eccezione dei compensi derivanti da lavoro autonomo occasionale, fino a un massimo di 5.000 euro lordi di guadagni l’anno.

Sono previste due finestre mobili. Il primo assegno verrà pagato dopo 3 ai lavoratori privati e dopo 6 mesi ai lavoratori del settore pubblico.

Inoltre, con la reintroduzione del Bonus Maroni, chi farà richiesta una volta raggiunti i requisiti per l’accesso a Quota 103, potrà ricevere uno stipendio netto più alto con il mancato versamento della quota di contributi pari al 9,19% al mese.

Il congelamento dei contributi, però, provocherà una riduzione dell’importo dell’assegno previdenziale: in pratica a uno stipendio più alto corrisponderà una pensione più bassa.

Leggi anche cosa cambia nel 2023:

Alternative per la pensione anticipata nel 2023: l’Ape Sociale

Alternative per la pensione anticipata nel 2023. È stata confermata per il 2023 anche l’Ape Sociale, l’anticipo pensionistico versato dall’INPS a determinate categorie di lavoratori, al compimento dei 63 anni di età e con un’anzianità contributiva compresa tra i 30 e i 36 anni.

L’Ape Sociale spetta a 63 anni di età e con 30 anni di contributi versati ai:

L’Ape Sociale spetta a 63 anni di età con 32 anni di contributi versati ai:

L’Ape Sociale spetta a 63 anni e con 36 anni di contributi ai:

Alternative per la pensione anticipata 2023
Alternative per la pensione anticipata 2023: nella foto 7 porte chiuse.

Quali sono le altre alternative per la pensione anticipata nel 2023?

Lo Stato consente ai lavoratori che hanno versato contributi esclusivamente a partire dal 1° gennaio 1996, di andare in pensione a 64 anni e con 20 anni di contributi, grazie alla pensione anticipata contributiva.

In teoria sembrerebbe un privilegio, ma c’è da rispettare un paletto abbastanza importante.

Chi vorrà accedere alla pensione anticipata contributiva dovrà aver maturato un assegno non inferiore a 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale. Nel 2023, il limite minimo è di 18.319,02 euro in un anno. Sotto questa soglia non si ha diritto alla pensione.

Abbiamo poi altre due soluzioni che consentono l’uscita anticipata senza rispettare il requisito dell’età anagrafica: la pensione anticipata ordinaria (Legge Fornero) e Quota 41 per lavoratori precoci.

La prima consente l’uscita con un’anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi (uomini) e 41 anni e 10 mesi (donne); la seconda è rivolta alle stesse categorie dell’Ape Sociale (disoccupati, caregiver, lavoratori invalidi, impiegati in mansioni usuranti).

I lavoratori precoci sono coloro che hanno versato almeno un anno di contributi prima dei 19 anni di età e che, in totale, ne hanno accumulati almeno 41 per accedere a Quota 41.

Non va dimenticato che ai lavoratori con grave disabilità e con una percentuale di invalidità pari o superiore all’80%, lo Stato consente di andare in pensione in anticipo.

Con 20 anni di contributi versati, la pensione anticipata per invalidità è consentita alle donne (al compimento dei 56 anni di età) e agli uomini (al compimento dei 61 anni di età).

Per i lavoratori non vedenti sono previste ulteriori agevolazioni. Sempre con 20 anni di contributi versati, la pensione spetta alle donne (al compimento dei 51 anni di età) e agli uomini (al compimento dei 56 anni di età).

Abbiamo visto quali sono le alternative per la pensione anticipata 2023. Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni:

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