Pensione anticipata 2023: i conti con la rivalutazione

Pensione anticipata 2023: i conti con la rivalutazione non tornano, aumentano i costi per la flessibilità in uscita. La spesa per i trattamenti pensionistici potrebbe aumentare tra 13 e 36 miliardi, rendendo così complicata la riforma della previdenza. Nonostante le promesse di tutti i partiti.

6' di lettura

Pensione anticipata 2023: bisognerà fare i conti con la rivalutazione che aumenterà la spesa di almeno 13 miliardi. Una cifra importante e che rischia di rappresentare un freno importante ai programmi per la riforma del sistema previdenziale: in modi diversi, ma tutti i partiti politici stanno promettendo una maggiore flessibilità in uscita. Ovvero consentire a chi lo desidera di andare in pensione prima rispetto ai 67 anni previsti dalla Legge Fornero. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Ricevi tutte le news sempre aggiornate su bonus e lavoro.

Su questo tema abbiamo già scritto, seguendo le evoluzioni del dibattito pubblico. Potrebbe interessarti una prima analisi su cosa cambia nel 2023 e su come sarà dopo il voto. O anche i rischi che si corrono senza una riforma delle pensioni e quali sono le possibilità per andare in pensione in questo 2022.

Pensione anticipata 2023: svalutazione

Ma, appunto, bisogna fare i conti. Non è detto che sarà così semplice far diventare concreti i programmi elettorali. E, come detto, uno dei limiti potrebbe essere imposto proprio dalla rivalutazione delle pensioni che potrebbe essere superiore al 7%. Un incremento che è pari alla svalutazione ed è necessario per non far perdere il potere d’acquisto ai trattamenti pensionistici (compresi quelli erogati per l’invalidità).

Aggiungiti al gruppo Telegram sulle pensioni e sulle notizie legate al mondo della previdenza. Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook. Scopri le ultime offerte di lavoro sempre aggiornate nella tua zona.

Pensione anticipata 2023: conferme

Sarà necessario agire in fretta anche solo per rinnovare le misure che già oggi prevedono delle uscite anticipate. Infatti Quota 102, Opzione Donna e Ape Sociale devono ancora essere confermate. Si è atteso perché si immaginava di portare a termine la riforma delle pensioni. La caduta del governo Draghi ha però vanificato il percorso che era stato compiuto da governo, partiti e parti sociali.

Scopri la pagina dedicata a tutti i tipi di pensioni, sociali e previdenziali.

Si ricomincia da zero, o quasi. E il rischio che non si concluda nulla è molto alto.

Pensione anticipata 2023: il documento

I dati che segnalano questi rischi sono contenuti nel rapporto che ogni anno viene diffuso dalla Ragioneria generale dello Stato su «Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario».

Il documento è recente e mette già in evidenza come il governo abbia dovuto modificare le stime nell’aprile scorso per l’aumento dell’inflazione che si è registrato tra il 2021 e il 2022. Da aprile a oggi la situazione è peggiorata ancora.

Pensione anticipata 2023: 13 miliardi in più

Ebbene secondo la Ragioneria dello Stato, la spesa per le pensioni in rapporto al Pil (Prodotto interno lordo), proprio per l’adeguamento dei trattamenti al costo della vita, deve essere incrementato nel biennio 2023/2024 di oltre lo 0,7%.

Sembra una percentuale minima, in realtà si traduce in una spesa complessiva di 13 miliardi in più. Per avere un’idea di cosa significhi, basti pensare che alcune riforme delle pensioni non sono state prese in considerazione perché incidevano sulla spesa pubblica per una cifra del tutto simile o poco superiore.

Pensione anticipata 2023: sanità e non autosufficienti

Ma non è tutto, se si considerano anche le spese per la sanità e le persone che non sono autosufficienti, il costo sale di un altro punto percentuale nel 2023 e in media dello 0,6% annuo fino al 2023. Costi che sono incrementati rispetto alle previsioni di spesa che sono state formulate nel 2021 (prima che l’inflazione iniziasse a galoppare).

Pensione anticipata 2023: costi sul medio e lungo periodo

È facile immaginare come questo aumento incida in modo molto pesante sul debito pubblico nel medio e lungo periodo. Non ha quindi un peso estemporaneo, legato a una condizione di uno o due anni.

C’è un dato che viene sottolineato proprio nel documento della Ragioneria dello Stato: rispetto al livello del 2021, la spesa complessiva fino al 2070 aumenta il costo del 31% rispetto al Pil. In pratica 550 miliardi più della spesa attuale.

Un incremento che viene così suddiviso:

  • 23,4 punti per il peggioramento del quadro demografico (sempre più anziani rispetto ai giovani);
  • 5,4 punti per l’inflazione;
  • 2,3 punti per l’aumento dei tassi impliciti sul debito.

Non bisogna essere degli economisti per capire che la cosiddetta coperta è corta. Ed è difficile farsi grandi illusioni su una riforma delle pensioni che porti vantaggi consistenti a chi esce dal mondo del lavoro o si appresta a farlo.

Pensione anticipata 2023: effetti duraturi

Gli effetti della svalutazione resteranno dunque per sempre sulla spesa pubblica. Ma non è tutto, quelle cifre potrebbero solo peggiorare. Da qui alla fine dell’anno potrebbero concretizzarsi due condizioni, entrambe molto probabili.

Pensione anticipata 2023: le due condizioni

Nel primo caso, e lo verificheremo a breve, la Russia potrebbe prevedere il blocco delle esportazioni del gas per tutto il 2023. Blocco che causerebbe un inevitabile incremento dei prezzi dell’energia, anche rispetto alle previsioni che sono state formulate nel documento della Ragioneria dello Stato.

Si arriverebbe a una inflazione media annua del 7,5% (nel Documento di Economia e finanza era prevista al 5,8%) e del 4,3% nel 2023 (era prevista al 2%).

Non si tratta di una previsione campata in aria o lontana dalla realtà, l’Istat ha calcolato che già ora l’inflazione in Italia è intorno al 6,7%.

Con questi numeri la spesa per le pensioni nel 2023 salirà dello 0,7% rispetto al Pil e di un punto percentuale nel 2023. Il che significa un incremento di più di 30 miliardi nel biennio.

Chiaro che una inflazione ancora più alta porterebbe un aumento della spesa pensionistica a 36 miliardi.

Pensione anticipata 2023: i conti con la rivalutazione

Pensione anticipata 2023: la riforma che verrà

Una situazione che potrebbe convincere il nuovo governo a riflettere bene prima di individuare nuove strade per la pensione anticipata (che non è mai a costo zero). Cioè sommare aumento della spese ad aumento della spesa potrebbe rivelarsi insostenibile per l’equilibrio del nostro sistema previdenziale.

Considerazioni che potrebbero rendere invece più probabile un’altra scelta: la conferma delle misure che già ci sono (Quota 102, Opzione Donna e Ape Sociale), magari rendendole fruibili a più cittadini modificandone i requisiti di ammissione.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni:

Entra nei gruppi offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su YouTube | Google | Gruppo Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie