Pensione anticipata: uscita a 62 anni per assumere giovani

Pensione anticipata: il governo rinforza le misura per una uscita a 62, 63 anni per favorire l'assunzione dei giovani, i provvedimenti nella manovra. Non è possibile una riforma complessiva delle pensioni: verranno rinforzato il contratto di espansione, l'opzione donna e l'Ape sociale. L'obiettivo è consentire un ricambio generazionale senza penalizzare chi esce prima o pregiudicare le pensioni di domani. Siamo alle battute finali.

4' di lettura

Il capitolo pensioni è alle battute finali, e sul tavolo del governo ci sono due temi che convergono: la pensione anticipata e l’occupazione dei giovani. Punti chiave di oggi e di domani che sono alla base di qualsia riforma strutturale, capace quindi di risolvere evidenti problemi attuali, ma senza arrecare alcun danno alle generazioni che verranno.

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Per la pensione anticipata le misure che saranno inserite già nella prossima manovra di bilancio sono tre.

Pensione anticipata: fino a 5 anni prima

La prima è l’ampliamento del cosiddetto contratto di espansione: consente di andare in pensione fino a 5 anni prima (la legge Fornero prevede l’uscita a 67 anni con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e un anno in meno per le donne).

I cinque anni di anticipo, con il contratto di espansione, sarebbero coperti dal datore di lavoro, con una indennità mensile che di fatto è un accompagnamento alla pensione di vecchiaia.

Per il 2021 il contratto di espansione è stato utilizzato solo dalle aziende con più di 100 dipendenti. Dal prossimo anno la misura potrebbe essere adottata anche dalle imprese che di dipendenti ne hanno almeno 50.

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Pensione anticipata: limite dipendenti

Sul punto la questione non è ancora chiusa. Perché alcune forze politiche sostengono la necessità di eliminare del tutto il limite dei 50 dipendenti e garantire ai lavoratori di aziende anche piccole la pensione anticipata fino a 5 anni.

Pensione anticipata: vantaggi datore di lavoro

Ma perché un datore di lavoro dovrebbe accollarsi l’onere di versare per anni (fino a 5) una indennità mensile a un dipendente che è del tutto analoga alla pensione che ha maturato in quel momento?

Quale è il vantaggio?

Il datore di lavoro non pagherebbe alcun contributo. Ma non solo: il contratto di espansione prevede anche altro. L’imprenditore interessato dovrà anche presentare un piano di assunzioni che garantirà l’ingresso in azienda di nuovo personale specializzato.

La misura, per intenderci, potrebbe essere adatta a quelle imprese che hanno la necessità di fare un veloce ricambio generazionale. Cosa frequente in questo periodo di profonda innovazione tecnologica in tanti settori produttivi.

Pensione anticipata: Ape Sociale rinforzata

Per una uscita anticipata sarà prorogata anche l’Ape Sociale. La misura verrà ampliata con l’inserimento di un’altra trentina di lavori gravosi a quelli che già sono previsti nell’elenco.

I lavoratori che sono stati impegnati nelle mansioni riportate dalla misura previdenziale, più altre categorie fragili, potranno uscire dal lavoro a 63 anni (con 30 di contributi). (qui tutto sull’Ape Sociale).

Pensione anticipata: Opzione donna

Nella prossima manovra di Bilancio sarà confermata anche Opzione donna.

Consente il prepensionamento delle lavoratrici che hanno 58 anni (e 35 di contributi) se dipendenti, e 59 anni (sempre con 35 di contributi) se autonome.

Si può accedere a questa pensione solo dopo la fine del rapporto di lavoro dipendente.

Questa misura è particolarmente vantaggiosa per il numero di anni di anticipo che consente (fino a 9). Ma a volte le buone notizie hanno un retrogusto amaro, questa uscita precoce rispetto ai 67 anni previsti dalla Legge Fornero ha infatti dei costi che bisogna valutare: l’assegno pensionistico subisce un taglio che oscilla tra il 20 e il 30%.

Insomma, è una “opzione” sulla quale è necessario riflettere. Ma per chi ha l’esigenza di usufruire di una pensione anticipata resta una possibilità per molti aspetti interessante.

Pensione anticipata: e la riforma complessiva?

Il governo ha dunque deciso di agire immediatamente per ridurre il più possibile lo scalone di 5 anni lasciato in eredità dalla soppressione di quota 100 (che si conclude il 31 gennaio 2021). E quindi rinforzando e confermando le misure che già ci sono per la pensione anticipata.

Per una riforma più strutturale del sistema pensionistico bisognerà evidentemente aspettare il prossimo anno.

I tempi per una riforma complessiva sono troppo stretti.

Nella manovra di bilancio è stato previsto un intervento di 5 miliardi. Non è poco, chiaro. Ma in quella cifra sono contenute tante voci:

  • rivalutazione delle pensioni all’inflazione;
  • protezione delle pensioni non liquidate dal calo del Pil che avrebbe conseguenza una svalutazione degli assegni.

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