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Pensione anticipata: 64 anni per tutti

Pensione anticipata: 64 anni per tutti, i giudici della Corte dei Conti hanno suggerito al governo di uniformare la flessibilità in uscita per tutti i lavoratori. Al centro del dibattito anche la questione previdenziale per i giovani.

di The Wam

Novembre 2023

Pensione anticipata a 64 anni per tutti: i giudici della Corte dei Conti hanno suggerito al governo di uniformare la flessibilità in uscita per i contributivi puri e per chi può usufruire del calcolo misto dei contributi. Al centro del dibattito anche le scelte della manovra sul tema pensioni e la questione previdenziale per i giovani. (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione anticipata: la proposta della Corte dei Conti

La Corte dei Conti ha suggerito al governo di uniformare l’età per la pensione anticipata a 64 anni per tutti i lavoratori. Questa proposta riguarda sia i lavoratori contributivi puri, coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995, sia quelli misti, che hanno versato una parte dei contributi con il metodo retributivo.

I magistrati contabili hanno anche auspicato che «si giunga presto ad un assetto stabile della normativa in materia di uscite: regole equilibrate, non soggette a cambiamenti frequenti e in grado di contemperare le diverse esigenze micro e macroeconomiche».

Perché 64 Anni?

La scelta di stabilire 64 anni come età unica per la pensione anticipata deriva da una serie di considerazioni. In primis, l’equità: fissare un’età comune per tutti i lavoratori mira a ridurre le disparità esistenti.

Inoltre, questa scelta offre una maggiore flessibilità, permettendo ai lavoratori di lasciare il mondo del lavoro in momenti diversi, a seconda delle loro necessità e situazioni personali. Infine, non meno importante è il criterio della sostenibilità finanziaria: si tratta di trovare un equilibrio tra i bisogni dei lavoratori e le capacità del sistema pensionistico di sostenere queste uscite anticipate.

Impatto sui contributivi puri e misti

Le implicazioni di questa unificazione dell’età di pensionamento a 64 anni sono diverse a seconda della categoria di lavoratori. Da una parte, per i contributivi puri, coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 e che hanno versato esclusivamente con il sistema contributivo, significa poter accedere alla pensione in modo più flessibile, senza dover attendere l’età standard di pensionamento. Dall’altra, per i contributivi misti, che hanno una parte dei loro contributi calcolata con il metodo retributivo, potrebbe essere necessaria una revisione nel calcolo della pensione per bilanciare i diversi tipi di contributi.

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La questione giovani

Sfide pensionistiche per le nuove generazioni

La questione giovani nel contesto pensionistico italiano si concentra su due problemi principali. Da un lato, molti giovani lavoratori affrontano un percorso professionale incerto e frammentato, che si traduce in una contribuzione pensionistica ridotta e discontinua.

Dall’altro, la prospettiva di pensioni basse a causa del limitato versamento di contributi rappresenta un serio problema per il futuro delle nuove generazioni.

L’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) ritiene sia importante andare oltre il semplice dibattito sulle regole pensionistiche. Sarebbe fondamentale considerare un approccio più ampio che includa il mercato del lavoro, il rafforzamento degli altri istituti di welfare dedicati alle nuove generazioni e politiche fiscali e di crescita economiche che possano aiutare i giovani. Senza escludere la pensione complementare.

Promosso il capitolo pensioni della manovra

Il capitolo sulle pensioni della manovra di bilancio è stato valutato in maniera positiva sia dalla Corte dei Conti che dall’Upb. È stato riconosciuto il valore delle misure adottate, in particolare per quanto riguarda il recupero delle risorse finanziarie.

Una delle misure più importanti è il ricalcolo contributivo delle pensioni anticipate, che entrerà in vigore a partire dal 2024. Questa modifica influenzerà notevolmente la determinazione delle pensioni anticipate, incidendo direttamente sui futuri pensionati. Inoltre, la rimodulazione di Quota 103, che prevede 62 anni di età e 41 anni di contribuzione, continua a offrire una possibilità di pensione anticipata (anche se è così restrittiva che probabilmente sarà presa in considerazione da poche migliaia di lavoratori).

In questo post abbiano analizzato se è meglio Quota 103 o la pensione anticipata ordinaria.

L’Upb sottolinea che le nuove norme rappresentano un cambiamento significativo rispetto agli anni passati, introducendo canali temporanei di pensionamento con requisiti ridotti, ma più stringenti. Queste norme sono destinate a incidere strutturalmente sull’evoluzione della spesa pensionistica, con effetti consolidati nel medio e lungo termine.

Le uscite anticipate dei contributivi puri e dei misti

Per i contributivi puri, l’età di uscita dalla vita lavorativa è fissata a 64 anni, con un minimo di 20 anni di contributi e una soglia di reddito che deve essere almeno tre volte superiore all’assegno sociale. Condizioni più favorevoli sono previste per le lavoratrici madri. Per i contributivi misti, invece, l’età di uscita anticipata è stabilita a 62 anni con 41 anni di contributi, subendo però un ricalcolo contributivo e un aumento del periodo di attesa per l’uscita dal lavoro.

Pensione anticipata a 64 anni?

La proposta della Corte dei Conti di uniformare l’età per la pensione anticipata a 64 anni per tutte le categorie lavorative mira a ridurre le disparità tra i lavoratori che hanno iniziato la loro attività in periodi diversi, garantendo un trattamento più equo e sostenibile nel lungo periodo. Questa proposta comprende l’adozione di una soglia anagrafica unica per l’accesso alla pensione anticipata e la necessità di apportare correzioni all’importo pensionistico basate sul tipo di contribuzione e sull’età di pensionamento rispetto alla soglia “fisiologica”.

Conclusione

In conclusione, la proposta della Corte dei Conti di stabilire a 64 anni l’età per la pensione anticipata per tutti i lavoratori, sia contributivi puri sia misti, segna un passo significativo verso una maggiore equità e flessibilità nel sistema pensionistico italiano. Questa unificazione dell’età pensionabile non solo cerca di ridurre le disparità tra diverse categorie di lavoratori ma mira anche a stabilire un equilibrio tra le esigenze individuali e la sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico.

Inoltre, la questione delle pensioni basse per le nuove generazioni a causa di una contribuzione pensionistica discontinua e limitata pone sfide significative per il futuro previdenziale dei giovani.

La Corte dei Conti e l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) hanno espresso una valutazione positiva delle misure inserite dal governo nel capitolo pensioni della manovra, riconoscendo i passi avanti compiuti nel ricalcolo contributivo delle pensioni anticipate e nella Quota 103. Queste modifiche indicano un cambiamento di visione rispetto agli ultimi anni, introducendo canali temporanei di pensionamento con requisiti ridotti ma più stringenti e mirando a incidere strutturalmente sull’evoluzione della spesa pensionistica.

In questo contesto, emerge l’importanza di non limitarsi al solo dibattito sulle regole pensionistiche ma di considerare un approccio più ampio che includa il mercato del lavoro, il welfare, la fiscalità e la crescita, con un’attenzione particolare alle esigenze dei giovani.

In sintesi, la proposta di uniformare l’età di pensionamento anticipato a 64 anni rappresenta un tentativo di armonizzare il sistema pensionistico italiano, rendendolo più giusto, flessibile e sostenibile, tenendo conto delle esigenze di tutte le generazioni.

Pensione anticipata: 64 anni per tutti
Nell’immagine una coppia di 60enni legge le ultime notizie sulla pensione anticipata.

FAQ (domande e risposte)

Qual è l’età proposta per la pensione anticipata per tutti?

L’età proposta dalla Corte dei Conti per la pensione anticipata per tutti i lavoratori è di 64 anni. Questa proposta mira a unificare l’età di pensionamento anticipato sia per i contributivi puri (coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995) sia per i lavoratori con contributi misti, ovvero quelli con una parte dei contributi versata con il metodo retributivo.

Come influenzano i contributi puri e misti la pensione anticipata?

I contributi puri e misti influenzano in modo significativo la pensione anticipata. Per i contributivi puri, l’età di pensionamento anticipato è fissata a 64 anni con un minimo di 20 anni di contributi. Per i contributivi misti, invece, è possibile andare in pensione anticipatamente a 62 anni con 41 anni di contributi (Quota 103), ma con un ricalcolo contributivo dell’assegno pensionistico e tempi d’attesa più lunghi per l’uscita dal lavoro.

Quali suggerimenti ha dato la Corte dei Conti sulle pensioni?

La Corte dei Conti ha suggerito di uniformare l’età per la pensione anticipata a 64 anni per tutti, applicando correzioni adeguate per i lavoratori misti. Ha inoltre enfatizzato la necessità di un assetto stabile della normativa pensionistica, con regole equilibrate e non soggette a cambiamenti frequenti, in grado di soddisfare le diverse esigenze economiche e sociali.

Qual è l’impatto delle nuove regole pensionistiche sui giovani?

Le nuove regole pensionistiche potrebbero avere un impatto significativo sui giovani, principalmente a causa della loro bassa e discontinua contribuzione pensionistica. L’Ufficio parlamentare di bilancio ha sollevato preoccupazioni riguardo la prospettiva di pensioni basse per le nuove generazioni, invitando a un approccio più ampio che includa il mercato del lavoro, il welfare, la fiscalità e la crescita, con particolare attenzione alle esigenze dei giovani.

Quali sono le recenti valutazioni sulla manovra pensionistica?

La Corte dei Conti e l’Ufficio parlamentare di bilancio hanno espresso una valutazione sostanzialmente positiva sulle misure inserite nel capitolo pensioni della manovra governativa. Hanno riconosciuto il tentativo di bilanciare il recupero delle risorse finanziarie con scelte significative che influenzano la struttura del sistema pensionistico, come il ricalcolo contributivo per le pensioni anticipate e l’introduzione di canali temporanei di pensionamento con requisiti ridotti.

Come cambierà il pensionamento anticipato per contributivi puri e misti?

Il pensionamento anticipato per i contributivi puri e misti cambierà notevolmente se la proposta della Corte dei Conti verrà attuata. Per i contributivi puri, l’età di pensionamento anticipato resterebbe a 64 anni, ma con una soglia di reddito più alta per accedere a questo tipo di pensionamento. Per i contributivi misti, l’età di pensionamento anticipato potrebbe essere uniformata a 64 anni, con l’applicazione di correzioni all’assegno pensionistico in relazione all’anticipo o al posticipo rispetto all’età “fisiologica” di pensionamento. Questo porterà a una maggiore equità e flessibilità nel sistema pensionistico.

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