Se si percepisce l’assegno ordinario di invalidità, si può accedere alla pensione anticipata? Di principio, la risposta a questa domanda è negativa, ma c’è un’eccezione che necessita di spiegazioni per capire chi riguarda e quando - Scopri tutti i modi per andare in pensione (anche anticipata) con l'invalidità.
Indice
Assegno ordinario e pensione anticipata: come funziona la regola?
Come già anticipato nell’introduzione, assegno ordinario e pensione anticipata non sono compatibili. Quindi, il titolare dell’assegno ordinario di invalidità deve aspettare di raggiungere i 67 anni, ma questo si applica solo mentre continua a essere il beneficiario dell’assegno.
Se un lavoratore raggiunge i 42 anni e 10 mesi di contributi ma è titolare di un Assegno Ordinario di Invalidità (AOI), non può richiedere l’anticipo. Questa restrizione è particolarmente significativa per coloro che, dopo il terzo rinnovo, diventano titolari di un AOI permanente, che non ha una scadenza triennale.
Tuttavia, coloro che scelgono di non rinnovare l’AOI al momento della scadenza possono richiedere l’anticipo pensionistico. Per essere idonei all’anticipo, è necessario non essere beneficiari dell’assegno ordinario.
Tuttavia, se si decide di attendere la scadenza senza rinnovarlo, non ci sono problemi. È importante sottolineare che una volta richiesto, l’AOI con validità triennale o permanente non può essere interrotto fino alla scadenza o al raggiungimento dei 67 anni, rispettivamente. In alcuni casi, ciò può rappresentare un ostacolo al diritto all’anticipo. Vediamo ora l’eccezione citata in precedenza.
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Assegno ordinario e pensione anticipata: ecco l’eccezione
La sola eccezione a questa regola riguarda la pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità, poiché viene considerata una pensione di vecchiaia standard con requisiti ridotti per coloro che presentano un certo grado di disabilità.
Probabilmente ti riferisci proprio a questa misura. Tuttavia, la risposta alla tua domanda dipende da diversi fattori. Questa misura non è basata solo sulla riduzione della capacità lavorativa, ma anche sulla percentuale di invalidità riconosciuta al lavoratore e sul settore in cui lavora.
La pensione di vecchiaia anticipata richiede almeno 20 anni di contributi versati, come la pensione di vecchiaia standard, e un’età minima di 56 anni per le donne e 61 per gli uomini (con un periodo di attesa di 12 mesi che ritarda il pensionamento effettivo fino a 57 anni per le donne e 62 per gli uomini). Questa pensione è concessa solo a coloro che hanno un’invalidità certificata pari o superiore all’80%.
Inoltre, è importante notare che questa misura è limitata ai dipendenti del settore privato e non include i lavoratori autonomi o quelli del settore pubblico. Quindi, per accedere a questa misura, potrai farlo solo dopo aver compiuto 57 anni, a condizione che tu lavori nel settore privato e la tua invalidità riconosciuta sia almeno dell’80%.
Questa è sostanzialmente l’unica eccezione alla regola esposta nel paragrafo precedente, quindi in linea di massima possiamo dire che l’assegno ordinario di invalidità è un ostacolo per la pensione anticipata, in quanto obbliga il contribuente ad attendere fino al compimento dei 67 anni di età a prescindere dagli anni di contributi versati.

Pensione anticipata: conviene esercitare questa possibilità (se possibile)?
Le nuove modifiche introdotte nel 2024 avranno conseguenze significative. Infatti, le previsioni indicano che quest’anno solo 14.700 lavoratori opteranno per il pensionamento anticipato utilizzando le forme di pensione anticipata più frequenti in passato, di cui 12.500 attraverso l’Ape sociale e solamente 2.200 tramite l’Opzione donna.
Questo dato segna un netto calo rispetto agli anni precedenti, suggerendo che le recenti normative rendono meno allettante l’opzione di pensionamento anticipato tramite questi canali. Vediamo come funzionano e che criteri prevedono queste due condizioni che, comunque, possono essere considerate da chi volesse valutare l’anticipo della pensione.
Pensione anticipata: come funziona l’Ape sociale
Possono richiedere il cosiddetto Ape sociale le seguenti categorie di lavoratori, con particolare attenzione agli anni età anagrafica che sono aumentati rispetto all’Ape sociale 2023:
- Lavoratori disoccupati: coloro che hanno almeno 63 anni e 5 mesi di età e 30 anni di contribuzione, in seguito a licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale;
- Persone con disabilità: chi ha 63 anni di età e 30 anni di contribuzione, con disabilità pari o superiore al 74% e riconosciuti invalidi civili, rientra nei beneficiari;
- Assistenti di persone disabili: lavoratori di 63 anni con 30 anni di contribuzione che assistono da almeno 6 mesi persone disabili conviventi, con disabilità grave secondo la legge 104 del 1992;
- Lavoratori in mansioni gravose: lavoratori di almeno 63 anni di età e 36 anni di contribuzione che svolgono professioni gravose, come definito dalla legge.
Pensione anticipata: come funziona Opzione Donna
Per accedere invece ad Opzione Donna nel 2024, queste sono le casistiche:
- Per età e contributi: l’età minima prevista è 61 anni, aumentata rispetto al 2023, con almeno 35 anni di contribuzione.
- Per categoria: sono ammesse le lavoratrici che hanno subito un licenziamento o in situazioni di crisi aziendale, donne con disabilità oltre il 74% e donne che assistono persone disabili.
FAQ: domande frequenti su assegno ordinario e pensione anticipata
Come cambiano o requisiti di accesso alla pensione anticipata nel 2024?
Il cambiamento riguarda sia le categorie di lavoratori considerate sia i criteri dal punto di vista anagrafico e di età contributiva. Questa tendenza è presente ormai da anni ed è l’inevitabile conseguenza del tentativo di diminuire il peso sulle casse dello Stato delle pensioni.
Si possono riscattare anni di contributi per accedere alla pensione anticipata?
Sì, a determinate condizioni è possibile riscattare alcuni anni di contributi e poterli calcolare così ai fini pensionistici. Per le casistiche specifiche, si rimanda all’articolo di approfondimento.
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