Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Invalidità Civile » Pensioni » Previdenza e Invalidità » Salute / Pensione anticipata con queste patologie

Pensione anticipata con queste patologie

Pensione anticipata con queste patologie: quando è possibile anticipare la pensione se si è affetti da malattie o menomazioni? Ecco tutte le soluzioni e i requisiti da rispettare.

di Carmine Roca

Aprile 2024

Cosa sono le malattie croniche e quando è possibile accedere alla pensione anticipata con queste patologie? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Malattie croniche: pensione anticipata con queste patologie?

Lo Stato italiano consente a chi soffre di malattie croniche di anticipare l’accesso alla pensione fino a 11 anni rispetto all’età pensionabile (67 anni).

E’ l’INPS a stabilire quali sono le malattie che comportano il riconoscimento di un punteggio di invalidità tale da rendere possibile il pensionamento anticipato (dal 74% in poi).

Ricordiamo, infatti, che a seconda della gravità della patologia, all’interessato viene attribuito, dalla commissione medica esaminatrice, un punteggio di invalidità che, a partire dal 34% dà diritto ad agevolazioni lavorative o sanitarie, al collocamento mirato, a prestazioni economiche o al pensionamento anticipato.

Acquista la nostra Guida più dettagliata sull’Invalidità Civile con oltre 150 pagine e le risposte a tutte le domande. Leggi gratis l’indice e il primo capitolo.

Ma quali sono le malattie croniche che consentono di anticipare la pensione? L’elenco completo lo troverete alla fine di questo paragrafo, di seguito, invece, vi elenchiamo le patologie più diffuse e gravi, che possono dare accesso al pensionamento anticipato.

Parliamo di:

Entra nella community, informati e fai le tue domande su Youtube e Instagram.

Pensione anticipata con malattie croniche: quali soluzioni?

Con il 74% di invalidità riconosciuta è possibile anticipare la pensione con 5 diverse soluzioni:

Pensione anticipata con malattie croniche: l’Ape Sociale

Con l’Ape Sociale, con 63 anni e 5 mesi di età (fino al 31 dicembre 2023 “bastavano” 63 anni), una percentuale di invalidità pari o superiore al 74% e 30 anni di contributi versati, il lavoratore o la lavoratrice invalido/a può avere diritto a un anticipo pensionistico, che li accompagnerà fino al compimento dell’età pensionabile.

L’importo della prestazione è pari al valore dell’assegno maturato al momento della presentazione della domanda (entro il 31 marzo, il 15 luglio o fine novembre), ma, in ogni caso, non può superare i 1.500 euro lordi al mese.

Le donne invalide con un punteggio pari o superiore al 74% hanno diritto a uno sconto contributivo di uno o due anni a seconda dei figli avuti. Di conseguenza, l’accesso all’Ape Sociale è consentito con 28 anni di contributi, in presenza di due o più figli; con 29 anni di contributi, in presenza di un solo figlio.

Pensione anticipata con malattie croniche: Opzione Donna

Anche con Opzione Donna, dal 1° gennaio 2023, è previsto il pensionamento anticipato per le lavoratrici con un’invalidità pari o superiore al 74%.

In questo caso occorre aver versato 35 anni di contributi e compiuto 61 anni di età. In presenza di uno o più figli, si ha diritto a uno sconto anagrafico di uno o due anni.

La lavoratrice invalida con un figlio può andare in pensione con Opzione Donna a 60 anni; con due o più figli l’accesso è consentito già a 59 anni di età.

Pensione anticipata con malattie croniche: Quota 41 precoci

Con Quota 41 per lavoratori precoci a essere favoriti sono quei lavoratori e quelle lavoratrici che hanno iniziato a lavorare in giovanissima età.

Con 41 anni di contributi versati, di cui uno prima del compimento del 19° anno di età, a prescindere dall’età anagrafica, sarà possibile anticipare la pensione, anche di 7-8 anni rispetto all’età pensionabile.

Pensione anticipata con malattie croniche: pensione anticipata per invalidità

Con una percentuale di invalidità pari o superiore all’80%, invece, lo Stato consente ai soli dipendenti privati, con 20 anni di contributi versati dal momento in cui si è palesata la malattia, di accedere alla pensione di vecchiaia anticipata per invalidi civili.

In questo caso il pensionamento può essere anticipato fino a 11 anni sulla “tabella di marcia”. Infatti, alle donne, in possesso del requisito sanitario e contributivo, è concessa l’uscita a 56 anni di età (agli uomini a 61 anni).

Va precisato che non è sufficiente il “requisito “semplice” riconoscimento dell’invalidità, ma va considerata la cosiddetta invalidità specifica, ovvero l’effettiva compromissione della capacità lavorativa in relazione alla mansione da lui svolta.

Pensione anticipata con malattie croniche: Assegno ordinario di invalidità

C’è anche un’altra possibilità di uscita anticipata dal lavoro per i lavoratori e le lavoratrici invalidi/e: l’Assegno ordinario di invalidità.

Quando la capacità lavorativa è ridotta a meno di un terzo, il lavoratore in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 5 anni, di cui 3 anni versati nell’ultimo quinquennio, potrà ricevere questa prestazione economica.

L’Assegno ordinario va rinnovato ogni 3 anni e al terzo rinnovo spetta in modo automatico. Tuttavia, l’INPS può comunque riservarsi il diritto a sottoporre l’interessato a una visita di controllo, che può essere richiesta dallo stesso lavoratore, nel caso in cui sono sopraggiunti peggioramenti della condizione di salute.

Pensione anticipata con queste patologie
Pensione anticipata con queste patologie: in foto alcune pillole e medicinali vari.

Faq sulla pensione anticipata con malattie croniche

Chi va in pensione con l’Ape Sociale nel 2024 può continuare a lavorare?

La Circolare n. 35/2024, che interpreta la legge n. 213/2023 (legge di bilancio 2024), impone, a chi fa domanda nell’anno corrente, l’incompatibilità tra l’Ape sociale con redditi da lavoro dipendente o autonomo: l’unica eccezione riguarda il lavoro autonomo occasionale, ma entro il limite di 5.000 euro annui.

Entro quando va presentata domanda per l’Ape Sociale nel 2024?

Anche con il cambiamento dell’età richiesta, rimane valido il principio per cui la certificazione del diritto all’Ape Sociale, ottenuta entro il 2023, consente di inoltrare la domanda di accesso anche oltre il termine del 31 dicembre 2024. Questa disposizione garantisce una certa flessibilità per i lavoratori che, nonostante le nuove normative, hanno ottenuto l’approvazione prima dell’entrata in vigore dei nuovi requisiti.

Quando inviare domanda per Quota 41 precoci?

La domanda per la pensione per persone invalide con 41 anni di contributi va effettuata entro il 1° marzo dell’anno in corso. Entro questa data bisogna produrre la documentazione che attesti la sussistenza delle condizioni sopra indicate.

La domanda può anche essere presentata dal 2 marzo al 30 novembre (istanza tardiva). Una volta maturati i requisiti richiesti, va presentata la seconda domanda per accedere alla pensione per persone invalide con 41 anni di contributi.

Come sono calcolate le pensioni con Opzione donna 2024?

Le pensioni nell’ambito di Opzione donna 2024 vengono calcolate secondo il sistema interamente contributivo. Questo significa che l’ammontare della pensione dipenderà dai contributi versati durante la vita lavorativa, senza le componenti del sistema retributivo che erano presenti in precedenza.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp

1