Pensione anticipata e Naspi: come funziona per i contributi?

Pensione anticipata e Naspi: come calcolare i contributi? Ecco una guida per comprenderlo meglio.

4' di lettura

Pensione anticipata e Naspi: il periodo in cui il lavoratore percepisce l’indennità di disoccupazione vale ai fini pensionistici e c’è un limite da considerare? (aggiungiti al gruppo Telegram sulle pensioni e sulle notizie legate al mondo della previdenza. Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook)

Ne parliamo in questo articolo, spiegandovi cosa si intende per Naspi e quando questa influisce sul calcolo della pensione anticipata.

Se sei interessato all’argomento e vuoi saperne di più, continua a leggere l’articolo.

Naspi: cos’è e a chi spetta?

La Naspi, acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, è un’indennità mensile di disoccupazione istituita nel 2015, in sostituzione di ASpI e MiniASpI, in seguito agli eventi di disoccupazione involontaria verificati dal 1° maggio 2015.

La Naspi, che dal 1° gennaio 2022 spetta anche agli operai agricoli a tempo indeterminato, viene erogata su domanda dell’interessato, ma non è accessibile a queste categorie di lavoratori:

  • dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • operai agricoli a tempo determinato;
  • lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa;
  • lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la Naspi.

La Naspi è pari al 75% della retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni lavorativi e viene corrisposta ogni mese per un numero di settimane equivalenti alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni.

Il suo importo, però, non può superare il limite massimo che, anche per il 2022, è pari a 1.335,40 euro al mese. Per il suo calcolo non si tiene conto dei periodi in cui il lavoratore ha percepito la disoccupazione.

Ma la domanda più importante è la seguente: il periodo in cui il lavoratore percepisce la Naspi vale ai fini del calcolo della pensione? Ne parleremo nei prossimi paragrafi.

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Pensione anticipata e Naspi: come calcolarla

I periodi in cui il lavoratore percepisce la Naspi sono coperti da contribuzione figurativa.

I contributi figurativi che derivano dalla Naspi sono validi per il diritto alla pensione e per il suo importo. Di conseguenza possono essere utilizzati sia per accedere al trattamento previdenziale che per il calcolo dell’assegno pensionistico.

Ma sono validi anche per richiedere e ottenere la pensione anticipata? La risposta è affermativa, a patto che, considerata l’incompatibilità tra pensione anticipata e Naspi, il lavoratore percepisca solo una delle due misure.

Però, dato che esiste un tetto massimo all’importo dei contributi figurativi accreditabili, la Naspi, avendo un importo inferiore rispetto allo stipendio, provoca un accredito inferiore di contributi rispetto a quelli che, normalmente, il lavoratore avrebbe accumulato lavorando. Di conseguenza, il montante contributivo è più basso e con esso anche l’importo della pensione.

Al lavoratore che percepisce la Naspi spetta l’accredito dei contributi figurativi, in proporzione alla retribuzione utile al calcolo della Naspi, entro un limite non superiore a 1,4 volte l’importo massimo mensile dell’indennità di disoccupazione (1.335,40 euro).

Quindi, la contribuzione figurativa, in base all’importo massimo mensile della Naspi, è riconosciuta solo entro il limite di 1.869,56 euro, ovvero il totale dato dalla seguente operazione: 1.335,40 x 1,4.

Pensione anticipata e Naspi
Pensione anticipata e Naspi: come calcolare i contributi?

Pensione anticipata e Naspi: contributi e limiti

Per la pensione anticipata sono necessari 42 anni e 10 mesi di contributi (per gli uomini) e 41 anni e 10 mesi (per le donne).

Almeno 35 anni dei 42 anni e 10 mesi di contributi (o 41 anni e 10 mesi per le donne) devono essere calcolati senza considerare eventuali contributi figurativi generati dall’indennità di disoccupazione.

L’altro limite riguarda chi non ha contributi accreditati prima del 31 dicembre 1992: in questo caso si possono utilizzare al massimo 5 anni di contributi figurativi.

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