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Home / Lavoro » Previdenza e Invalidità / Pensione anticipata con maggiorazione contributiva invalidi?

Pensione anticipata con maggiorazione contributiva invalidi?

Pensione anticipata con maggiorazione contributiva invalidi: è possibile? Ecco una pratica guida per saperne di più sulle agevolazioni previdenziali, tra cui la maggiorazione contributiva invalidi.

di Carmine Roca

Settembre 2022

Pensione anticipata con maggiorazione contributiva invalidi: è possibile? Ne parliamo in questo articolo (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE:

Agevolazioni previdenziali invalidi: quali sono?

Pensione anticipata con maggiorazione contributiva invalidi. I lavoratori invalidi, considerate le loro condizioni di salute, possono beneficiare di alcune agevolazioni previdenziali, riconosciute dal nostro ordinamento.

Parliamo dell’assegno ordinario di invalidità e alla pensione di inabilità che sono state introdotte quasi 40 anni fa, oppure alla pensione ai superstiti, erogata in favore dei figli maggiorenni invalidi.

In seguito, la Riforma Fornero ha confermato la possibilità, per i lavoratori con invalidità, di accedere alla pensione di vecchiaia o alla pensione anticipata ordinaria qualche anno prima rispetto ai limiti anagrafici e reddituali imposti dall’ordinamento (67 anni di età e 20 anni di contributi per la pensione di vecchiaia; 42 anni e 10 mesi (o 41 anni e 10 mesi per le donne) di contributi per la pensione anticipata ordinaria).

Infine, con la legge 232 del 2016, sono stati introdotti, a partire dal 1° maggio 2017, altri due benefici previdenziali in favore dei lavoratori invalidi: l’Ape Sociale e la pensione per lavoratori precoci (Quota 41).

Scopri la pagina dedicata a tutti i modi per andare in pensione in anticipo.

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Pensione di vecchiaia anticipata

Pensione anticipata con maggiorazione contributiva invalidi. Prima di entrare nel vivo dell’articolo e di introdurre la possibilità di accedere alla pensione anticipata con maggiorazione contributiva invalidi, analizziamo le agevolazioni previdenziali a disposizione dei lavoratori invalidi, iniziando dalla pensione di vecchiaia anticipata.

Ai lavoratori con un’invalidità riconosciuta pari o superiore all’80% spetta la pensione di vecchiaia anticipata, accessibile a 61 anni per gli uomini e a 56 anni per le donne, se in possesso di 20 anni di contributi. È prevista una finestra mobile di 12 mesi.

La norma è vigente soltanto per i lavoratori dipendenti del settore privato, iscritti all’AGO e ai fondi di previdenza sostitutivi dell’AGO, in possesso di contributi al 31 dicembre 1995. L’agevolazione non è prevista per i lavoratori dipendenti del settore pubblico e neppure per i lavoratori autonomi.

Ape Sociale

Pensione anticipata con maggiorazione contributiva invalidi. L’Ape Sociale è entrata in vigore dal 1° maggio 2017. È un anticipo pensionistico che accompagna il pensionato fino alla pensione di vecchiaia.

La misura è destinata soltanto ad alcune categorie di lavoratori: disoccupati, caregiver, lavoratori impiegati in mansioni gravose e usuranti e, appunto, ai lavoratori invalidi.

Per accedervi è necessario possedere un’invalidità civile pari o superiore al 74%, avere compiuto 63 anni e aver maturato un’anzianità contributiva di almeno 30 anni (è possibile cumulare i contributi presenti in più gestioni INPS).

Alle donne, la misura spetta in anticipo di un anno per ogni figlio avuto, fino al massimo di due anni (anticipo non superiore ai 28 mesi). L’Ape Sociale è in vigore fino al 31 dicembre 2022, ma probabilmente verrà prorogata anche per il 2023.

Quota 41 per lavoratori precoci

Pensione anticipata con maggiorazione contributiva invalidi. Sempre dal 1° maggio 2017 è stata introdotta la pensione per lavoratori precoci, conosciuta anche come Quota 41.

Con questa misura, aperta anche ai lavoratori invalidi con una percentuale pari o superiore al 74%, è possibile uscire dal mondo del lavoro, a prescindere dall’età, con 41 anni di contributi, di cui almeno uno versato prima del compimento dei 19 anni di età.

Come per l’Ape Sociale, Quota 41 per lavoratori precoci è aperta ai lavoratori iscritti alla Gestione Obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, alla gestione separata e ai fondi sostitutivi ed esclusivi dell’AGO a partire dal 1° maggio 2017, in possesso di contributi versati al 31 dicembre 1995.

Pensione anticipata con maggiorazione contributiva invalidi: è possibile?

E veniamo alla maggiorazione contributiva per i lavoratori invalidi. L’ultimo beneficio riservato a questa categoria di lavoratori, con una percentuale pari o superiore al 74%, è la maggiorazione contributiva.

Cosa significa? Che il lavoratore invalido può richiedere 2 mesi di contribuzione figurativa per ogni anno di lavoro svolto, fino a un massimo di 5 anni di contribuzione figurativa, utile sia ai fini del diritto alla pensione, che alla determinazione della sua misura, per quanto riguarda le anzianità soggette al calcolo retributivo (solo al diritto alla pensione, per le anzianità soggette al calcolo contributivo).

È possibile, dunque, richiedere la pensione anticipata con maggiorazione contributiva invalidi? La risposta è affermativa, ma entro un limite di 5 anni di contribuzione figurativa, rispettando alcuni requisiti.

Pensione anticipata con maggiorazione contributiva invalidi
Pensione anticipata con maggiorazione contributiva invalidi: è possibile?

Pensione anticipata con maggiorazione contributiva invalidi: esempio

Pensione anticipata con maggiorazione contributiva invalidi. Facciamo un esempio: una lavoratrice invalida al 74%, con 56 anni di età e 20 anni di contributi vorrebbe accedere alla pensione di vecchiaia, prima del compimento dei 67 anni di età, sfruttando la contribuzione figurativa per invalidità.

In questo caso, pur beneficiando di tutta la contribuzione figurativa possibile (40 mesi per 20 anni di contributi), la nostra lavoratrice non anticiperebbe di molto l’età pensionabile. Inoltre, con un’invalidità riconosciuta al 74% (quindi inferiore all’80%) non potrebbe neppure sfruttare la pensione di vecchiaia anticipata.

Stesso discorso se avesse avuto la possibilità di accedere all’intera maggiorazione contributiva (5 anni, su 30 anni di contributi versati).

La nostra lavoratrice potrebbe pensare di accedere alla pensione anticipata contributiva, al compimento dei 64 anni (quindi le mancherebbero 8 anni alla pensione), ma solo se l’importo del suo assegno sarà superiore 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale INPS.

Anche in questo caso bisogna fare i conti con una limitazione: per l’importo della pensione sono tenuti in considerazione soltanto i contributi effettivi, poiché la maggiorazione non incide sul valore dell’assegno, essendo calcolato col sistema contributivo.

La situazione sarebbe stata diversa se la lavoratrice invalida al 74% avesse avuto 62 anni e 30 anni di contributi versati: sfruttando la maggiorazione contributiva fino al massimo di 5 anni avrebbe avuto accesso alla pensione di vecchiaia con 5 anni di anticipo rispetto ai 67 anni previsti dalla legge.

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