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In pensione 11 anni prima le donne, 6 gli uomini: quando

Pensione anticipata per malattia cronica: chi può andare in pensione 11 anni o 6 anni prima? Ecco cosa sono le malattie croniche e come sono valutate.

di Carmine Roca

Marzo 2024

In questo articolo vi parleremo di pensione anticipata per malattia cronica: quando spetta? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione anticipata per malattia cronica: quando è possibile?

Con una o più malattie croniche è previsto l’anticipo dell’accesso alla pensione di vecchiaia, come stabilito dal decreto legislativo numero 503 del 1992 e riportato dalla circolare INPS numero 35 del 2012.

Per avere diritto alla pensione anticipata è necessario essere stati riconosciuti invalidi con una percentuale di riduzione della capacità lavorativa pari o superiore all’80%.

Inoltre, occorre aver versato almeno 20 anni di contributi, quanti quelli che servono alla generalità dei lavoratori per l’accesso alla pensione di vecchiaia.

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La differenza è soprattutto anagrafica, poiché con un’invalidità pari o superiore all’80% e 20 anni di contributi versati, è possibile accedere alla pensione anticipata con:

All’età va aggiunta la finestra mobile di 12 mesi.

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Pensione anticipata per malattia cronica: cosa sapere?

Attenzione però, il diritto alla pensione anticipata per invalidità spetta soltanto ai lavoratori dipendenti del settore privato.

Inoltre va tenuto conto dell’invalidità specifica (legge numero 222 del 1984) e non dell’invalidità generica (legge numero 118 del 1971).

Cosa significa? Che la commissione medica dovrà accertare la percentuale di invalidità collegata alla professione svolta e certificare se la malattia cronica possa impedire o meno l’esecuzione di una o più mansioni previste dal proprio impiego.

Pensione anticipata per malattia cronica: quali alternative?

Se il lavoratore o la lavoratrice sofferente di una malattia cronica non dovesse avere diritto alla pensione anticipata per invalidità, con accesso a 56 anni (donne) o 61 anni (uomini), per una riduzione della capacità lavorativa inferiore all’80%, potrà comunque puntare ad altre misure previdenziali anticipate rivolte agli invalidi, come l’Ape Sociale, Opzione Donna o Quota 41 per lavoratori precoci.

In questi casi occorre avere una percentuale di invalidità del 74% e maturare 30 anni di contributi (per l’Ape Sociale), 35 anni di contributi (Opzione Donna), 41 anni di contributi, con il primo versato prima di compiere 19 anni di età (Quota 41 precoci).

Infine, con una capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo è possibile accedere all’Assegno ordinario di invalidità, a condizione che siano stati versati almeno 5 anni di contributi, di cui almeno 3 anni nel quinquennio precedente alla presentazione della domanda.

Cosa sono le malattie croniche?

Le malattie croniche sono un ampio gruppo di patologie che comprende, cancro, diabete, cardiopatie, ictus e malattie respiratorie croniche.

A queste si aggiungono le malattie mentali, i disturbi muscolo-scheletrici e dell’apparato gastrointestinale, oltre ai difetti della vista e dell’udito e le malattie generiche.

Sono tutte patologie che presentano sintomi che non si risolvono nel tempo, né giungono a miglioramento.

E’ l’INPS, tramite le linee guida per l’accertamento degli stati invalidanti, che potrete scaricare nel file in basso, a determinare quali sono le malattie invalidanti e quali sono le percentuali di riduzione della capacità lavorativa ad esse collegate.

Quali sono le principali malattie croniche riconosciute?

Di seguito, le principali malattie croniche riconosciute dall’INPS, che danno diritto allo status di invalidità civile:

A queste si aggiungono altre patologie, come la sindrome di Down, o le patologie congenite, ematologiche, neoplastiche e reumatiche rare (ad esempio, l’AIDS, la talassemia, la fibrosi cistica, l’artrite reumatoide, la sindrome di Edwards).

Pensione anticipata per malattia cronica
Pensione anticipata per malattia cronica: in foto un uomo con la bombola di ossigeno.

Faq su pensioni e invalidità

Chi va in pensione con l’Ape Sociale nel 2024 può continuare a lavorare?

La Circolare n. 35/2024, che interpreta la legge n. 213/2023 (legge di bilancio 2024), impone, a chi fa domanda nell’anno corrente, l’incompatibilità tra l’Ape sociale con redditi da lavoro dipendente o autonomo: l’unica eccezione riguarda il lavoro autonomo occasionale, ma entro il limite di 5.000 euro annui.

Entro quando va presentata domanda per l’Ape Sociale nel 2024?

Anche con il cambiamento dell’età richiesta, rimane valido il principio per cui la certificazione del diritto all’Ape Sociale, ottenuta entro il 2023, consente di inoltrare la domanda di accesso anche oltre il termine del 31 dicembre 2024. Questa disposizione garantisce una certa flessibilità per i lavoratori che, nonostante le nuove normative, hanno ottenuto l’approvazione prima dell’entrata in vigore dei nuovi requisiti.

Quando inviare domanda per Quota 41 precoci?

La domanda per la pensione per persone invalide con 41 anni di contributi va effettuata entro il 1° marzo dell’anno in corso. Entro questa data bisogna produrre la documentazione che attesti la sussistenza delle condizioni sopra indicate.

La domanda può anche essere presentata dal 2 marzo al 30 novembre (istanza tardiva). Una volta maturati i requisiti richiesti, va presentata la seconda domanda per accedere alla pensione per persone invalide con 41 anni di contributi.

Come sono calcolate le pensioni con Opzione donna 2024?

Le pensioni nell’ambito di Opzione donna 2024 vengono calcolate secondo il sistema interamente contributivo. Questo significa che l’ammontare della pensione dipenderà dai contributi versati durante la vita lavorativa, senza le componenti del sistema retributivo che erano presenti in precedenza.

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