Pensione anticipata precoci, che delusione per lavoratori. Questa categoria di lavoratori che può andare in pensione con 41 anni di contributi non ha avuto nessun beneficio dalle modifiche che hanno invece reso più agevole l’accesso all’Ape Sociale. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata.
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Per l’Ape Sociale (la misura è stata rinnovata fino al 31 dicembre del 2022), sono state aumentate le mansioni gravose e soppressa l’attesa di 3 mesi dopo che sono terminati gli ammortizzatori sociali.
Pensione anticipata precoci: mansioni gravose
Proprio questi rinnovati e incrementati benefici per l’Ape Sociale lasciavano supporre un analogo trattamento per la pensione anticipata ai lavoratori precoci. Le due misure non solo hanno requisiti simili, ma si rivolgono anche alla stessa platea di utenti. Ovvero: disoccupati, invalidi, caregivers e addetti a mansioni gravose.
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Pensione anticipata precoci: è andata meglio all’Ape sociale
E invece è andata diversamente. La Legge di Bilancio 2021 (legge numero 234 del 2021) non ha previsto modifiche per l’accesso alla pensione anticipata lavoratori precoci.
Con il risultato che si sono marcate in modo più consistente anche le differenze. Una in particolare, da quest’anno sono state aggiunte all’Ape Sociale altre 23 professioni gravose (allegato 3 della legge numero 234 del 2021): possono ottenere l’indennità di pensione prevista per l’Ape sociale (massimo 1.500 euro lordi al mese fino al raggiungimento dei 67 anni), ma non hanno diritto alla pensione per i precoci.
Queste le 23 professioni aggiunte per l’Ape Sociale:
- Professori di scuola primaria, pre–primaria e professioni assimilate
- Tecnici della salute
- Addetti alla gestione dei magazzini e professioni assimilate
- Professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali
- Operatori della cura estetica
- Professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati
- Artigiani, operai specializzati, agricoltori
- Conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali
- Operatori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli
- Conduttori di forni ed altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati
- Conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta
- Operatori di macchinari e di impianti per la raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi, per la chimica di base e la chimica fine e per la fabbricazione di prodotti derivati dalla chimica
- Conduttori di impianti per la produzione di energia termica di vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque
- Conduttori di mulini e impastatrici
- Conduttori di forni e di analoghi impianti per il trattamento termico dei mineral
- Operai semiqualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio
- Operatori di macchinari fissi in agricoltura e nella industria alimentare
- Conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento
- Personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci
- Personale non qualificato nei servizi di pulizia di uffici, alberghi, navi, ristoranti, aree pubbliche e veicoli
- Portantini e professioni assimilate
- Professioni non qualificate nell’agricoltura, nella manutenzione del verde, nell’allevamento, nella silvicoltura e nella pesca
- Professioni non qualificate nella manifattura, nell’estrazione di minerali e nelle costruzioni
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Pensione anticipata precoci: altre scelte del governo
Per i precoci dunque resta tutto com’è. Aver privilegiato l’Ape Sociale (e la stessa Opzione Donna), e il tentativo di riformulare anche la pensione anticipata contributiva (64 anni di età e 20 di contributi), indica la direzione che sta prendendo la riforma delle pensioni attualmente in discussione.
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Pensione anticipata precoci: a chi spetta
La pensione anticipata lavoratori precoci (con 41 anni di contribuzione) continuerà a essere riconosciuta ai lavoratori che hanno almeno 12 mesi di lavoro effettivo entro il 19esimo anno di età. Ma devono essere rispettate queste condizioni:
- siano in stato di disoccupazione per la cessazione del rapporto di lavoro a causa di licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, numero 604, e che abbiano concluso la prestazione per la disoccupazione da almeno tre mesi;
- assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;
- abbiano una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74 per cento;
- lavoratori dipendenti addetti alle cosiddette attività gravose di cui al Decreto del Ministero del Lavoro del 5 febbraio 2018 e che svolgono tali attività da almeno sette anni negli ultimi dieci o da almeno sei anni negli ultimi sette prima del pensionamento ovvero;
- siano lavoratori che soddisfano le condizioni di cui all’articolo 1, commi da 1 a 3 del decreto legislativo del 21 aprile 2011, numero 67 (cosiddetti lavori usuranti).
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