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Pensione anticipata Quota 41, cosa ci aspetta

Pensione anticipata Quota 41, cosa ci aspetta con la riforma che potrebbe essere approvata subito dopo il voto.

di The Wam

Settembre 2022

Pensione anticipata Quota 41, cosa ci aspetta se come sembra probabile dovesse passare la proposta della Lega. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

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Se Quota 100 è stato il cavallo di battaglia delle precedenti elezioni (poi la misura è stata eliminata), il partito di Salvini oggi promuove, per la riforma del sistema previdenziale, Quota 41. Questa volta in accordo con i sindacati.

Sullo stesso argomento puoi legge Pensione anticipata Quota 41, i rischi e i costi; o anche pensione anticipata, verso Quota 41 nel 2023. C’è anche un focus sulla riforma delle pensioni: Legge Fornero o Quota 41? Ipotesi e news.

Pensione anticipata Quota 41: le proposte

Ma cosa significa Quota 41, quali saranno gli effetti per i cittadini e questo trattamento pensionistico sarà attuato o si dimostrerà insostenibile o poco utilizzato come Quota 100?

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Una serie di domande inevitabili. E necessarie: gli errori commessi con la previdenza sono sempre molto rischiosi, perché ricadono direttamente sui cittadini. E in particolare: pensionati, fragili, disoccupati e giovani.

Tra le proposte formulate dai partiti, quella di Quota 41 ha forse le maggiori possibilità di concretizzarsi. Forza Italia sostiene l’ipotesi di un assegno minimo da 1.000 euro per i pensionati sprovvisti di altri redditi. Non sarebbe una cattiva idea, ma si scontra con dei costi complessivi che non sembrano sostenibili per il nostro sistema.

Ma torniamo a Quota 41 per tutti. Quindi una misura che ha poco in comune con quella attuale, che prevede la pensione anticipata per i lavoratori precoci (o fragili o caregiver) che a 19 anni avevano già 12 mesi di contributi e hanno versato in totale, appunto, 41 anni di contributi.

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Pensione anticipata Quota 41: esempio

La Quota 41 per tutti non prevede delle categorie (fragili, caregiver) e neppure l’obbligo di aver versato un anno di contribuzione prima dei 19 anni.

Ovviamente 41 anni di contributi e nessun limite di età.

Il che significa, per fare un esempio:

un lavoratore che è nato nel 1964 e ha iniziato a lavorare a 18 anni, potrà andare in pensione nel 2023, a soli 59 anni.

Come si può notare è una misura che avvantaggia in particolare chi ha iniziato a lavorare molto presto, e senza interruzioni di carriera, o che magari ha riscattato il periodo di studi universitari (in quel caso sarebbero necessari 37 anni di contributi effettivi).

In pratica non contiene quella “flessibilità in uscita” invocata da tanti lavoratori e ritenuta fondamentale dallo stesso presidente dell’Inps, Pasquale Tridico

Pensione anticipata Quota 41: e per gli altri?

E infatti, per i lavoratori che hanno una anzianità contributiva inferiore, le uscite anticipata sono legate solo a Quota 102 (64 anni e 38 di contributi), oppure 64 anni e 20 di contributi (ma è accessibile solo per chi ha avuto carriere lavorative con stipendi alti e quindi contributi di una certa consistenza).

Escluse queste due possibilità, resta la pensione a 67 anni (come impone la Legge Fornero). Per intesi, nessun partito ha messo in discussione i 67 anni per la pensione di vecchiaia: quel limite di età (che resta legato alle aspettative di vita e quindi potrebbe essere via via anche innalzato), resta invariato.

Con la sola Quota 41 si potrebbe creare anche una evidente disparità di trattamento: chi ha iniziato a versare contributi può andare in pensione a 59 anni, chi ha invece cominciato a lavorare 10 anni dopo, dovrà aspettare – se tutto va bene – i 67 anni.

Pensione anticipata Quota 41: Ape sociale e Opzione donna

Oltretutto il centrodestra non si è ancora pronunciato sulla possibile conferma di Opzione donna e Ape sociale (la guida completa su invaliditàediritti.it), le due misure che hanno consentito di avere una discreta flessibilità anche all’interno di una legge Fornero, ritenuta da tutti molto rigida.

Pensione anticipata Quota 41: riforma complessiva

Ma non solo: il limite di Quota 41 è anche un altro. Si tratta infatti di una nuova misura, che amplia il raggio della cosiddetta pensione ai precoci, non di una riforma strutturale del sistema previdenziale. Un sistema che ha bisogno di evidenti correzioni e per questi motivi:

Quindi Quota 41 potrebbe essere una delle misure adottate dal governo, ma non l’unica: perché arrecherebbe sì un vantaggio a chi ha iniziato a lavorare presto, ma lascerebbe agli altri lavoratori una sola altra possibilità: la pensione di vecchiaia a 67 anni.

Pensione anticipata Quota 41, cosa ci aspetta

Pensione anticipata Quota 41: quanto costa

Ma quanto costa Quota 41? In realtà è difficile ipotizzarlo. Una analisi superficiale lascia immaginare che sia molto costosa per il sistema previdenziale. Il motivo è semplice: ci saranno persone che andranno in pensione molto in anticipo e con un assegno elevate (41 anni di contribuzione). Ricevendo quindi un trattamento sostanzioso per 20, 25 anni.

In realtà però il dato non è scontato. Anche Quota 100 aveva dei costi molto alti, poi alla fine non è stata utilizzata da un numero così elevato di lavoratori.

Su Quota 41, comunque, il centrodestra è favorevole, così come le parti sociali (i sindacati). Questo lascerebbe presupporre un iter breve per la sua approvazione.

Speriamo comunque, che oltre all’introduzione di questa uscita anticipata, il governo che verrà (qualunque esso sia) metta al centro dell’agenda una riforma del sistema previdenziale che sia strutturale e capace di guardare alle esigenze di oggi (una maggiore flessibilità) e di domani (la pensione ai giovani).

Il rischio è che si vada avanti a colpi di misure estemporanee che non servono a molto. O meglio, possono dare dei vantaggi a chi rientra nei requisiti, ma non risolvono in concreto i problemi in sospeso della previdenza.

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