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Pensione anticipata, rispunta Quota 41 (con soglia d’età)

Pensione anticipata, rispunta Quota 41, ma questa volta con una soglia di età e non a uscita libera come voleva la Lega.

di The Wam

Ottobre 2022

Pensione anticipata, rispunta Quota 41 tra le possibili alternative alla Legge Fornero, ma riveduta e corretta. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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La nuova Quota 41 avrà una soglia di età minima per andare in pensione. Una condizione che la differenzia, e non di poco, dalla prima ipotesi formulata dalla Lega: con 41 anni di contributi oin pensione a qualsiasi età.

Su questo stesso argomento puoi leggere quanti anni di contributi servono per andare in pensione; c’è anche un articolo che spiega come versare contributi senza lavorare; e un focus su quanto si prende i pensione netta rispetto alla lorda.

Pensione anticipata Quota 41: il cantiere delle riforme

Il cantiere della riforma previdenziale è in fermento nel centrodestra, anche se il governo non si è ancora ufficialmente insediato. Ma del resto non potrebbe essere altrimenti: una revisione strutturale del sistema previdenziale è più che urgente.

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Si valutata, come accennato in un precedente post anche Opzione Uomo(in pensione a 58 anni con 35 di contributi), che non convince soprattutto per un motivo: comporta una decurtazione dell’assegno pensionistico troppo penalizzante per i cittadini.

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Pensione anticipata Quota 41: la proposta

Nell’incontro che si è svolto ieri, i componenti della maggioranza di centrodestra, e in particolare la Lega, è tornata d’attualità la Quota 41, ma in versione aggiornata. E cioè con l’introduzione di un soglia di età minima per accedere al trattamento pensionistico.

Il limite di età consente di ridurre i costi della misura, che in caso contrario sarebbero stati del tutto insostenibili per il sistema previdenziale. Nell’immediato e soprattutto per il futuro, quando il numero dei pensionati sarà più alto mentre si sarà ridotto quello dei lavoratori in attività (causa di decenni di calo delle nascite).

Con una soglia minima di età per andare in pensione con 41 anni di contributi la misura costerebbe circa 5 miliardi l’anno. Una cifra che rientra tra quelle che possono essere sopportate dai bilanci dell’ente previdenziale.

Pensione anticipata Quota 41: a che età si esce

C’è da escludere che la soglia sia fissata a 60 o 61 anni. In quel caso si avrebbe lo stesso effetto negativo, per i bilanci, di Quota 101, che è stata infatti eliminata dopo la sperimentazione e sostituita temporaneamente da Quota 102 (per evitare uno scalone).

Sia Quota 101, sia Quota 102 (in pensione a 64 anni con 38 di contributi) non sono proponibili a medio e lungo termine.

Si dovrà quindi valutare a che età si potrà uscire con 41 anni di contribuzione.

I 41 anni di contributi necessari per andare in pensione a 63, 64 anni, possono essere sufficiente a garantire una certa flessibilità in uscita a un determinato numero di lavoratori, ma non consente a tanti altri di anticipare i 67 anni della Legge Fornero (non sono molti i lavoratori con più di 40 anni di contribuzione).

Pensione anticipata Quota 41: dubbi su Opzione Uomo

Su Opzione Uomo, la misura proposta da Fratelli d’Italia, non sono troppo convinti i sindacati (che invece sono propensi a sostenere Quota 41). Il motivo lo ha esposto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: «Mandare in pensione le persone riducendogli l’assegno non mi pare sia una grande strada percorribile. Credo che il tema sia quello di affrontare la complessità del sistema pensionistico».

Pensione anticipata Quota 41: proposta Tridico

Più possibilista il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico. Soprattutto su un punto: la necessità di ragionare sulle pensioni in uscita partendo dal calcolo contributivo. Magari valutando meglio sia la riduzione dell’assegno, sia l’età di uscita.

Tridico aveva proposto la possibilità per i cittadini di andare in pensione a 62/63 anni, percependo fino a 67 anni, un trattamento solo con il calcolo contributivo per avere al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia l’assegno pieno. Un’idea che non era dispiaciuta al governo Draghi e sulla quale si stava lavorando prima della caduta del governo.

Anche oggi sembra quella una mediazione valida, perché coniuga la flessibilità in uscita con la sostenibilità della spesa. E un po’ somiglia all’Ape Sociale. Per Tridico il minimo contributivo doveva essere di 20 anni.

Pensione anticipata Quota 41: Opzione uomo a rischio flop

Opzione uomo non convince anche per un altro motivo che deriva da una analisi diretta, ovvero da quello che è accaduto con Opzione donna. A oggi solo il 25% delle lavoratrici che avevano i requisiti (58 anni per le dipendenti, 59 per le autonome, e 35 anni di contribuzione e con l’assegno calcolato solo con il contributivo) ha scelto di andare in pensione.

Si teme che per gli uomini quella percentuale potrebbe ridursi ulteriormente. Per un motivo esclusivamente economico: si rischia di perdere il 30% in meno rispetto alla pensione che si potrebbe maturare sette anni dopo (42 anni e 10 mesi di contributi).

Per dirla in modo più chiaro: il primo assegno della pensione potrebbe essere pari alla metà dell’ultimo stipendio. Un taglio che, soprattutto in questo periodo, potrebbe non rendere così appetibile l’accesso a questa misura.

Pensione anticipata, rispunta Quota 41 (con soglia d’età)

Pensione anticipata Quota 41: taglio consistente

Paradossalmente potrebbe essere utilizzata soprattutto da chi ha un reddito alto. Perché chi ha uno stipendio da 3.000 euro potrebbe trovarsi con una pensione dignitosa (1.500 euro) e con largo anticipo rispetto al trattamento di vecchiaia (quasi dieci anni prima).

Ma chi ha uno stipendio da 1.500 euro, potrebbe ricevere un assegno pensionistico di circa 750 euro: una famiglia che non ha altre entrate si troverebbe in immediata e grave difficoltà.

Ma non solo, nei primi anni la misura avrebbe anche un costo rilevante per la previdenza. Perché anche se si passa a un regime contributivo, la spesa per le pensioni verrebbe anticipata di un bel po’ di anni. È vero anche che nel medio e lungo periodo questa uscita si tramuterebbe in un risparmio per lo Stato.

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