Pensione anticipata Quota 41, scontro sull’età di uscita

Pensione anticipata Quota 41, scontro sull'età di uscita: per i sindacati non deve essere introdotta una soglia. Il governo sembra propenso a limitare l’uscita solo a chi ha tra 61 e 63 anni. Le proposte in campo: i sindacati, uscita a 62 anni. Fornero critica Opzione donna: è discriminante.

6' di lettura

Pensione anticipata Quota 41, il confronto tra governo e sindacati continua e ci sono punti di disaccordo. Uno in particolare: l’età di uscita per chi ha 41 anni di contributi. L’esecutivo vorrebbe fissare un limite minimo (tra 61 e 63 anni), le parti sociali non vorrebbero nessuna soglia anagrafica. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Mercoledì prossimo la presidente Meloni incontrerà i sindacati. Sul tavolo oltre alle pensioni ci sono altre emergenze, come l’inflazione e le bollette. Senza dimenticare il taglio al cuneo fiscale, che dovrebbe consentire di ridurre le tasse in busta paga e aumentare il netto per i lavoratori.

Su questo argomento potrebbe interessarti la proposta di Meloni: bonus contro penalità; o anche l’ipotesi di una uscita anticipata a 60 anni; c’è anche un articolo che spiega come funziona la Quota 41 con un tetto di età.

Evitare lo scalone della legge Fornero

Sulle pensioni l’esecutivo sembra propenso a percorrere la strada della maggiore flessibilità in uscita. Meloni ha più volte ribadito una promessa: eviteremo lo scalone della legge Fornero.

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Ovvero: non consentire che si crei una differenza abissale tra chi è andato in pensione quest’anno utilizzando dei trattamenti anticipati (tutti in scadenza) e chi, senza interventi, si ritroverà solo con la legge precedente: in pensione a 67 anni con un minimo contributivo di 20 anni o con 42 anni e 10 mesi di contribuzione (41 anni e 10 mesi per le donne).

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Pensione anticipata Quota 41, cosa chiedono i sindacati?

I sindacati piuttosto che misure tampone hanno chiesto al governo una vera e strutturale correzione della legge Fornero. Modifiche che durino nel tempo, evitando di lasciare i cittadini nella costante incertezza. Che concedano una adeguata flessibilità in uscita senza essere penalizzanti per i lavoratori.

Pensione anticipata Quota 41, cosa significa flessibilità in uscita?

Con il mondo del lavoro che sta cambiando a una velocità siderale, le parti sociali chiedono che i lavoratori con più di 60 anni abbiano la possibilità di andare in pensione senza dover aspettare di compiere 67 anni. Sul come c’è una certa distanza. Ma c’era anche con il governo Draghi.

Pensione anticipata Quota 41, niente limiti di età?

In linea di massima i sindacati sono sempre stati piuttosto favorevoli alla pensione anticipata Quota 41. Ma in particolare nella prima formulazione proposta dalla Lega: ovvero uscita libera una volta raggiunto quel limite contributivo.

Quella misura non è stata però ritenuta sostenibile (sia dal governo Draghi, sia da quello Meloni). Per questo motivo sono stati apportati dei correttivi. Si è deciso dunque di imporre dei limiti e quindi l’uscita sarà sì possibile con 41 anni di contributi, ma con un soglia di età che può variare tra i 61 e 63 anni.

Con 63 anni e 41 di contributi avremmo Quota 104. Insomma, non ci sarebbe poi tutta questa flessibilità, anche perché il numero dei lavoratori che possono vantare una contribuzione così alta non è certo irrilevante, ma lascia fuori chi ha iniziato a lavorare tardi o ha avuto delle carriere discontinue.

E infatti i sindacati battono su un punto, così commenta Maurizio Landini della Cgil: «Bisogna mettere mano a tutta la riforma del sistema previdenziale perché serve una pensione di garanzia per i giovani, e una lotta al precariato e serve riconosce i danni fatti dalla riforma Fornero alla donna».

Insomma, la pensione anticipata Quota 41 non è la misura base per costruire una strutturale riforma pensionistica. Può essere una delle uscite anticipate. Non l’unica.

Pensione anticipata Quota 41, uscita a 62 anni?

I sindacati hanno due opzioni sul tavolo

  • in pensione a 62 anni (con un minimo contributivo di 20 anni);
  • o in pensione a qualsiasi età con 41 anni di contribuzione.

Molto probabilmente le due misure potrebbero convivere. Certo chi esce con 41 anni di contribuzione avrà un trattamento più alto. Ma del resto significa che ha versato più contributi.

Il ritornello ripetuto dalle parti sociali è piuttosto chiaro: le persone devono essere libere di programmare il proprio futuro. E quindi, stop alle Quote o ai limiti troppo stringenti.

Pensione anticipata Quota 41: la posizione di Confindustria

Gli industriali su una cosa sono d’accordo con i sindacati: basta quote. Serve una riforma complessiva del sistema che oggi è una sorta di giungla. Solo all’Inps ci sono 30 comitati che gestiscono il sistema pensionistico. Ma non solo: le tante casse private aggiungono confusione a confusione.

E del resto – hanno continuato gli industriali – sono stati già imposti 8 interventi di salvaguardia alla Fornero, il che significa che in pensione con i requisiti richiesti dalla legge originaria non è uscito quasi nessuno dal lavoro.

Come dire: sono anni che siamo oltre la Fornero, ma servirebbe un intervento più strutturale e definitivo.

Fornero: pensiamo ai giovani

Per l’ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero, la “madre” del sistema pensionistico oggi in vigore, il punto è uno solo: si lascia o meno il limite dei 67 anni? Per Fornero oggi in Italia ci sono priorità più importanti delle pensioni: la povertà sta crescendo soprattutto tra i giovani coinvolgendo anche i bambini, “in una situazione come questa è più giusto occuparsi di queste emergenze o delle pensioni?”.

Pensione anticipata Quota 41, scontro sull’età di uscita

Opzione donna è una discriminazione

Per Fornero Opzione donna (che verrà prorogata) è una misura che nasconde una sottile discriminazione per le lavoratrici rispetto agli uomini. Perché ha conseguenze non solo sul calcolo pensionistico ma anche sulle possibilità di carriera.

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