Pensione anticipata, torna Opzione donna: uscita a 58 anni

Pensione anticipata: torna Opzione donna con l'uscita a 58 anni, ripristinata la vecchia misura che potrebbe essere la base per la riforma Opzione tutti. L'uscita anticipata è garantita per alcune categorie di lavoratori anche dalla conferma e dall'ampliamento dell'Ape sociale. Vediamo come si può andare in pensione prima nel 2022.

5' di lettura

Pensione anticipata, torna la vecchia Opzione donna. Un passo indietro del governo che guarda al futuro: il trattamento pensionistico potrebbe essere infatti la base di partenza per la riforma delle pensioni che dovrebbe vedere la luce entro il 2022.

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Per Opzione donna si torna alla versione originaria: in pensione a 58 anni per le lavoratrici dipendenti e a 59 anni per quelle autonome, con 35 anni di contributi.

Nella bozza della manovra finanziaria circolata nei giorni scorsi, il governo aveva previsto di portare alla soglia anagrafica a 60 anni per le dipendenti e a 61 per le autonome.

Pensione anticipata: due uscite possibili

In assenza di una riforma definitiva, con la soppressione di quota 100 (sostituta per un anno da quota 102), il governo ha confermato Opzione donna e ampliato la platea dei lavoratori che possono usufruire dell’Ape sociale. Due strumento importanti per la pensione anticipata di alcune categorie di lavoratori.

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Pensione anticipata: calcolo contributivo

Opzione donna resta dunque inalterata. Il calcolo dell’importo resta con le regole del sistema contributivo. È una caratteristica importante e da tenere presente, perché comporta una perdita dell’assegno mensile che si aggira tra il 25 e il 30%.

È proprio per questo motivo che Opzione donna non è stata scelta come possibile pensione anticipata da un gran numero di lavoratrici: solo 33mila (21mila nel 2019 e 13mila nel 2020).

Ma è pur vero che con il trascorrere degli anni il calcolo sarà sempre più solo contributivo e quindi quella penalizzazione di fatto sarà azzerata.

Pensione anticipata: altri requisiti Opzione donna

Confermato il requisito dell’anzianità contributiva: almeno 35 anni.

Questa pensione anticipata non viene erogata immediatamente. Ci sono delle finestre mobili che prevedono il pagamento 12 mesi dopo la maturazione dei requisiti per le dipendenti e 18 mesi per le autonome.

Per la pensione anticipata restano dunque due strumenti importanti a disposizione dei lavoratori: Opzione donna e l’Ape Sociale. A un certo punto nella manovra di bilancio si è temuto non venissero confermate o depotenziate, soprattutto Opzione donna.

È andata diversamente.

Pensione anticipata: la conferma dell’Ape sociale

L’Ape sociale a dire il vero non è esattamente una pensione anticipata. Ma una forma di prepensionamento, una indennità mensile che conduce alcune categorie di lavoratori fino all’età per la pensione di vecchiaia (o anche alla stessa pensione anticipata).

L’Ape sociale è entrata in vigore nel 2017 (con la legge 232 del 2016). Una fase sperimentale, che evidentemente ha funzionato, come confermano le proroghe continue e la decisione di ampliarla.

Possono usufruirne i dipendenti pubblici e privati, gli autonomi e i lavoratori iscritti alla gestione separata (con l’eccezione delle casse previdenziali private) che sono in difficoltà.

E quindi:

  • lavoratori disoccupati che hanno perso il sostegno della Naspi;
  • lavoratori che assistono un familiare con handicap grave;
  • lavoratori che sono impegnati in lavori gravosi e usuranti (la lista è stata molto ampliata).

Pensione anticipata: altri requisiti Ape sociale

I requisiti per accedere all’Ape sociale sono questi:

  • Età: aver compiuto 63 anni;
  • aver almeno 30 anni di contributi.

L’Ape sociale prevede anche una opzione rosa: per le donne c’è la possibilità di ridurre l’età pensionabile di 6 mesi per ogni figlio. Fino a un massimo di due anni, e quindi 4 figli.

Pensione anticipata: importo Ape sociale

Per chi accede all’Ape sociale, la rata mensile della pensione anticipata viene calcolata in base alla prestazione se la pensione è inferiore a 1.500 euro o pari a 1.500 euro se risulta pari o superiore al quella cifra.

In pratica: non è possibile percepire più di 1.500 euro al mese.

Pensione anticipata: tutti i lavori gravosi e usuranti dell’Ape sociale

Come detto nella manovra finanziaria sono state inserite altre 23 categorie di lavoratori (gravosi e usuranti), che possono accedere alla pensione anticipata con l’Ape sociale.

Eccole: professori di scuola primaria e pre-primaria, magazzinieri, estetisti, portantini, personale addetto alla consegna delle merci, lavoratori delle pulizie, artigiani, operai specializzati, agricoltori, personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci, operatori di macchinari fissi in agricoltura e nella industria alimentare, operai semi-qualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio.

Ci sono poi: i conduttori di veicoli, macchinari mobili e di sollevamento, mulini e impastatrici, forni e analoghi impianti per il trattamento termico dei minerali, impianti per la produzione di energia termica e di vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque, impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta, forni e altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati.

Nell’elenco anche chi si occupa di agricoltura, manutenzione del verde, allevamento, pesca e silvicoltura, manifattura, estrazione di minerali, costruzioni. Per chi svolge questi lavori considerati gravosi, il requisito contributivo è di 36 anni.

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