Pensione anticipata, tutte le possibilità per il 2022

Pensione anticipata, tutte le possibilità per il 2022: le ipotesi allo studio di governo e sindacati. Uscite dal lavoro previste tra 62 e 64 anni, con sistemi diversi. Si punta a una rielaborazione della pensione anticipata contributiva, rendendo più accessibile per i requisiti. Il minimo contributivo ancorato a 20 anni. Si studia anche la pensione di garanzia per i giovani che hanno carriere intermittenti e bassi stipendi.

4' di lettura

Pensione anticipata per il 2022. Se ne discute tra il governo e i sindacati: hanno a disposizione 4 mesi per sciogliere tutti i nodi legati alla previdenza. Non solo la pensione anticipata, ma partendo da quella riorganizzare l’intero sistema pensionistico italiano. Per superare le rigidità della Legge Fornero e l’insostenibilità di Quota 100.

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Si inizia dalla pensione anticipata. La flessibilità in uscita è una delle priorità. Per molti motivi: a partire dalla necessità di avviare un profondo ricambio generazionale.

Sul tavolo ci sono molte ipotesi.

Ve le elenchiamo, con i dettagli. Da questa rosa verrà fuori la pensione anticipata che da qui a qualche mese potrebbe rappresentare l’uscita dal lavoro per milioni di cittadini.

Al momento la pensione anticipata è assicurata da Ape Sociale, Opzione donna e la pensione anticipata contributiva (con almeno 20 anni di contributi).

Pensione anticipata: la “contributiva” a 64 anni e 20 di contributi

Si parte proprio da una riedizione della pensione anticipata contributiva, introdotta con la legge Fornero.

Una riedizione e una rilettura.

Questa ipotesi consente la pensione anticipata con il ricalcolo contributivo e retributivo.

Con questi requisiti:

  • 64 anni di età;
  • 20 anni di contributi;
  • l’ammontare minimo dell’assegno deve però essere pari a 1,5 / 2,5 l’assegno sociale (quindi 690/1.150 euro).

Al momento la pensione anticipata contributiva (della Fornero) prevede gli stessi requisiti, ma viene concessa solo se l’ammontare dell’assegno supera di 2,8 volte l’assegno sociale.

Questa misura (64 + 20), potrebbe offrire un canale d’uscita anche per chi ha iniziato a lavorare con il retributivo (e quindi prima del 1996).

La misura costerebbe il primo anno un miliardo circa. Non è poco, ma siamo nell’ordine delle cose possibili. E sostenibili.

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Pensione anticipata: 62+20, ma solo contributiva

Deriva direttamente da questa ipotesi (64 + 20), l’ipotesi di uscita a 62 anni con 20 o 25 anni di contribuzione. Il costo sarebbe maggiore per le casse dello Stato, ma andrebbe incontro alle richieste dei sindacati per un anticipo pensionistico a 62 anni. Il calcolo dell’assegno sarebbe comunque tutto il con il sistema contributivo.

Pensione anticipata: 62/63 + 20, contributiva e retributiva

Non si discosta da questa linea anche la proposta formulata dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, da tempo sul tavolo del governo.

Uscita a 62, 63 anni di età con la sola quota contributiva. Poi a 67 anni (quando scatta la pensione di vecchiaia), si aggiunge, per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, anche la quota retributiva.

Il minimo contributivo previsto per questa proposta è di 20 anni.

L’altro requisito è aver maturato un importo della pensione pari o superiore a 1,2 volte l’assegno sociale (almeno 552 euro).

Questa ipotesi è la più sostenibile per le casse dell’Inps: costerebbe il primo anno 450 milioni.

Pensione anticipata: Quota 104, 41 anni di contributi

Sul tavolo anche l’altra possibilità, quella più cara ai sindacati e alla Lega: 63 anni e 41 anni di contributi. Una sorta di Quota 104, che nelle intenzioni di chi l’ha proposta dovrebbe poi trasformarsi in una Quota 41, ovvero: in pensione a qualsiasi età se si hanno 41 anni di contributi.

Pensione anticipata: Opzione tutti

Su queste basi è partito il confronto tra Mario Draghi e il governo con i sindacati.

Come abbiamo visto divrse ipotesi non si discostano molto, in particolare quelle immaginate per l’uscita anticipata.

C’è anche la possibilità di Opzione tutti: che si ricollega alle prime tre. Ovvero in pensione a qualsiasi età, solo con il contributivo e al realizzarsi di determinate condizioni, che possono essere legate sia alla contribuzione (20 anni?), sia soprattutto all’importo minimo che si è maturato.

Pensione anticipata: garanzia giovani

L’ultima spinosa questione riguarda la pensione di garanzia per chi oggi è giovane ed ha carriere lavorative intermittenti e con bassi stipendi. Ma su quest’ultimo punto la discussione potrebbe essere rinviata al 2023, quando sarà più chiara la direzione che è stata decisa per riformare il sistema pensionistico nazionale.

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