Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Pensioni » Previdenza e Invalidità / Pensione con 25 anni di contributi part time

Pensione con 25 anni di contributi part time

Pensione con 25 anni di contributi part time: come funziona il calcolo dell'importo, quanto si prende al mese? Ecco alcuni esempi pratici.

di Carmine Roca

Settembre 2023

Come si calcola la pensione con 25 anni di contributi part time? Vediamolo insieme in questo approfondimento (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione col contratto part time

Cambiano le regole di calcolo della pensione quando si lavora con un contratto part time?

Iniziamo col dirvi che un contratto part time prevede una riduzione dell’orario di lavoro rispetto a quello ordinario. Il dipendente lavora un numero di ore inferiore rispetto a quelle previste per il tempo pieno.

Dobbiamo distinguere tra contratto part time orizzontale, che comporta la riduzione dell’orario di lavoro su ogni singola giornata lavorativa (ad esempio, 4 ore a giornata per 5 giorni a settimana, per un totale di 20 ore lavorative settimanali), e contratto part time verticale, dove l’attività lavorativa avviene quotidianamente, ma per un periodo limitato (ad esempio, 8 ore al giorno ma per sole 2 settimane al mese).

Potrebbe interessarti questo aggiornamento su come chiedere il part time con la Legge 104.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su Youtube e Instagram.

Il part time incide sull’importo della pensione?

Il contratto part time incide sicuramente sull’importo della pensione, ma non sull’età pensionabile. In parole povere: un dipendente part time va in pensione alla stessa età di un lavoratore full time, ma il suo assegno sarà più basso.

Questo perché il contratto part time prevede una minore retribuzione e, di conseguenza, una minore contribuzione, che va a incidere, anche pesantemente, sull’importo finale della pensione, soprattutto per la parte calcolata col sistema contributivo.

Come si conteggiano i periodi contributivi?

Come detto in apertura, per i lavoratori part time non cambia l’età pensionabile. Tuttavia, bisogna tenere in considerazione un paio di aspetti, a seconda che si parli di lavoro dipendente del settore pubblico o privato.

Dipendenti del settore privato

I dipendenti del settore privato vedono conteggiati i periodi lavorati in part time (orizzontale o verticale che sia) allo stesso modo di quelli svolti in full time, a patto che venga rispettato il minimale INPS per il lavoro dipendente, ai sensi dell’articolo 7 del decreto legge numero 463 del 1983 (227,18 euro, aggiornato al 2023; 567,95 euro al mese).

Dipendenti del settore pubblico

Per i dipendenti del settore pubblico, invece, il vincolo del minimale contributivo viene meno. Secondo l’articolo 8, comma 2, della legge numero 554 del 1988, ai fini dell’acquisizione del diritto alla pensione, gli anni di servizio con contratto part time sono considerati utili per intero.

Come si calcola la pensione con il part time?

Ma come si calcola la pensione con il part time? Allo stesso modo di una pensione con orario di lavoro a tempo pieno.

Se il lavoratore ha iniziato a versare contributi prima del 1996, allora la sua pensione verrà calcolata col sistema misto: la parte di assegno relativa ai contributi precedenti al 1996 verrà calcolata col metodo retributivo, anche se a fine carriera si dovesse scegliere di svolgere un lavoro part time.

Lo stesso vale per il pubblico impiego: il part time non incide sul valore della retribuzione prevista per il rapporto di lavoro a tempo pieno.

La parte relativa ai contributi versati a partire dal 1° gennaio 1996 verrà calcolata col metodo contributivo: per ogni anno di lavoro, il dipendente accantona il 33% della sua retribuzione, che dà vita al montante contributivo, su cui incide il coefficiente di trasformazione in base all’età anagrafica.

Invece, se il dipendente ha preso servizio soltanto a partire dal 1° gennaio 1996, la sua pensione verrà calcolata interamente col metodo contributivo, con le stesse regole applicate per il calcolo della quota contributiva del sistema misto, appena spiegata.

Nel loro caso, però, per l’accesso alla pensione di vecchiaia, l’assegno previdenziale deve essere pari ad almeno 1,5 volte il valore dell’Assegno sociale (754,90 euro al mese).

Una soglia non sempre raggiungibile per i lavoratori part time, che sono costretti ad allungare la carriera lavorativa di qualche anno. Ricordiamo che, per i contributivi puri, è prevista l’uscita a 71 anni, con soli 5 anni di contributi versati: la pensione di vecchiaia contributiva.

Formule di calcolo della pensione con il part time

Per calcolare la pensione di un lavoratore part time dobbiamo tenere conto che un anno di lavoro non corrisponderà a un anno di contributi (52 settimane), ma sarà necessario applicare questa proporzione:

Dunque, prendendo come esempio un lavoratore part time con uno stipendio di 700 euro al mese, pari a 8.400 euro l’anno, divideremo 8.400 euro per il numero di settimane (52) per avere l’importo della retribuzione settimanale: 161,53 euro.

Ora procediamo con questa operazione:

Moltiplicheremo la retribuzione settimanale (161,53 euro) per il numero di settimane presenti in un anno (52) e il risultato (8.399,56) lo divideremo per 227,18 euro (il massimale), individuando il numero di settimane contributive lavorate dal nostro dipendente: 37.

A occhio e croce, per arrivare ad avere 20 anni di contributi “pieni”, un lavoratore part time, con 37 settimane lavorate l’anno, dovrà prestare servizio circa 30 anni.

Quanto si prende di pensione con 25 anni di contributi part time?

Ora, per sapere quanto prende di pensione un lavoratore part time con 25 anni di contributi (pieni), dobbiamo applicare le stesse regole previste per un lavoratore a tempo pieno.

Prendiamo come esempio un lavoratore di 67 anni, con 25 anni di contributi versati tutti dal 1° gennaio 1996 e una retribuzione lorda annua di 15.000 euro.

Calcoleremo la sua pensione col metodo contributivo, individuando il montante contributivo (il 33% di 15.000 euro, moltiplicato per 25 anni di contributi, quindi 123.750 euro) e su questo valore applicheremo il coefficiente di trasformazione, che a 67 anni è del 5,72%.

Il 5,72% di 123.750 euro è 7.078,50 euro, l’importo lordo di un anno di pensione, circa 550 euro lordi al mese, intorno 380-400 euro netti al mese.

Se, invece, l’anzianità contributiva è stata versata prima e dopo il 1996, ad esempio 10 anni di contributi fino al 1995 e gli altri 15 anni dal 1996 in poi, calcoleremo la pensione col sistema misto, individuando due quote: la prima col metodo retributivo (il 2% per 10 anni di contributi, il risultato moltiplicato sulla retribuzione lorda annua di 15.000 euro, quindi 3.000 euro).

La seconda col metodo contributivo: l’importo del montante contributivo sarà di 74.250 euro, sul quale applichiamo il coefficiente di trasformazione, per avere l’importo della seconda quota: 4.247,10 euro.

Sommando le due quote (3.000 euro e 4.247,10 euro) avremo l’importo lordo di un anno di pensione: 7.247,10 euro, circa 558 euro lordi al mese, circa 400-420 euro netti al mese.

Pensione con 25 anni di contributi part time
Pensione con 25 anni di contributi part time: in foto una donna impegnata a fare calcoli per la pensione.

Faq sul calcolo della pensione

Come si calcola la pensione netta dalla pensione lorda?

Per calcolare la pensione netta a partire dalla pensione lorda, bisogna sottrarre l’IRPEF, il Bonus IRPEF (l’ex Bonus Renzi) e le addizionali comunali e regionali. A queste sottrazioni si aggiungono poi le detrazioni spettanti, fino a ottenere il valore netto. La pensione viene erogata al pensionato in maniera netta, con un importo detassato e migliorato per le detrazioni spettanti.

Che cos’è l’IRPEF e come influisce sulla pensione?

L’IRPEF è un’imposta che viene applicata anche ai redditi da lavoro e, di conseguenza, influisce sul calcolo della pensione. L’IRPEF va a agire sulla pensione lorda, trattenendo una quota di essa per il fisco. Esistono 4 scaglioni di IRPEF applicati a seconda della fascia di reddito. Ad esempio, su un reddito di 13.000 euro, bisogna versare il 23% di IRPEF, quasi 3.000 euro all’anno.

Come funziona la tredicesima per chi ha un contratto part time

La tredicesima per chi ha un contratto part time viene calcolata in modo proporzionale alle ore impiegate sul posto di lavoro. Se quindi lavori a tempo parziale, il tuo bonus annuale sarà determinato in base alle ore effettivamente prestate.

Per esempio, se lavori la metà delle ore di un dipendente a tempo pieno, riceverai la metà dell’importo della tredicesima che riceverebbe un dipendente a tempo pieno con lo stesso stipendio.

Quali sono gli esempi di calcolo della pensione con 25 anni di contributi?

Se hai versato 10 anni di contributi fino al 1995 e 15 anni dal 1996, con una retribuzione lorda annua di 25.000 euro, la tua pensione sarà calcolata con il sistema misto. Se tutti i tuoi contributi sono stati versati dal 1996 in poi, con la stessa retribuzione, utilizzeremo il sistema contributivo. In entrambi i casi, l’importo della tua pensione varierà a seconda della retribuzione e dei contributi versati.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp