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Pensione contributiva minima

Pensione contributiva minima: quanti contributi occorrono, come anticipare la pensione e quando avere l'integrazione al minimo?

di Carmine Roca

Settembre 2023

In questo approfondimento vi parleremo di pensione contributiva minima e di quanti contributi occorrono per accedervi (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Anzianità contributiva: perché è importante

L’accesso alla pensione è regolato dall’anzianità contributiva maturata dal lavoratore o dalla lavoratrice, nel corso della sua carriera lavorativa.

L’anzianità contributiva è, infatti, più dell’età anagrafica, un requisito fondamentale per andare in pensione: mentre alcune misure consentono l’accesso a prescindere dall’età anagrafica (ad esempio, la pensione anticipata con la legge Fornero), non esistono, ad oggi, soluzioni previdenziali che non prevedono un numero minimo di anni di contributi da rispettare.

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Pensione di vecchiaia: quanti contributi?

Detto questo, per andare in pensione con la formula “classica” di vecchiaia, occorre aver versato almeno 20 anni di contributi e compiuto almeno 67 anni di età (questi requisiti rimarranno in vigore almeno fino al 31 dicembre 2024).

Ai fini del raggiungimento del limite minimo dei 20 anni di contributi vale qualsiasi contribuzione: obbligatoria, volontaria, figurativi, da riscatto, da ricongiunzione o da cumulo.

Pensione di vecchiaia contributivi puri: cosa cambia?

La situazione cambia per i contributivi puri, ovvero per coloro che hanno versato contributi esclusivamente a partire dal 1° gennaio 1996.

In questo caso non cambiano né gli anni di età per accedere alla pensione di vecchiaia (67 anni), né gli anni di contributi minimi (20 anni), ma è previsto un paletto economico che spesso non consente ai contributivi puri di andare in pensione con questi requisiti.

L’importo della loro pensione non deve essere inferiore a 1,5 volte l’importo dell’Assegno sociale: significa che il valore dell’assegno previdenziale maturato deve essere almeno pari a 754,90 euro al mese.

Pensione di vecchiaia contributiva: a chi spetta?

Sotto questo importo, anche in possesso dell’età anagrafica o dei contributi necessari, la pensione di vecchiaia rimarrà un miraggio e l’unica soluzione previdenziale rimarrebbe la pensione di vecchiaia contributiva, che consente l’uscita a 71 anni di età e con almeno 5 anni di contributi versati, esclusivamente a partire dal 1996.

L’accesso alla pensione scatterebbe a prescindere dall’importo dell’assegno maturato dal lavoratore.

Pensione anticipata ordinaria: quanti contributi?

Chi volesse anticipare l’uscita dal mondo del lavoro, prima di compiere 67 anni di età, può farlo grazie alla pensione anticipata ordinaria.

A prescindere dall’età anagrafica, l’accesso alla pensione avviene con un’anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi (per gli uomini) o di 41 anni e 10 mesi (per le donne).

Pensione anticipata contributiva: cosa cambia?

Per i contributivi puri, invece, c’è la pensione anticipata contributiva, a cui s’accede con:

Attenzione, però: per andare in pensione con la formula anticipata contributiva è obbligatorio aver maturato una pensione che sia almeno 2,8 volte l’importo dell’Assegno sociale (1.409,16 euro nel 2023).

Sotto questo importo, anche se in presenza dei requisiti anagrafici e contributivi, non si avrà diritto alla pensione.

Pensione minima: quando spetta?

Non sempre si ha diritto a un assegno pensionistico il cui importo consente di vivere una vita dignitosa.

Esiste una soglia di importo di pensione sotto la quale si ha diritto – se si rispettano determinati requisiti reddituali – all’integrazione al minimo.

Nel 2023, la soglia minima è stata portata a 563,73 euro, mentre con i due mini-bonus introdotti dalla legge di bilancio 2023, abbiamo assistito a un aumento della pensione minima dell’1,5% (circa 8 euro al mese) per i pensionati al minimo con meno di 75 anni di età e del 6,4% (circa 36 euro al mese) per i pensionati al minimo con almeno 75 anni di età.

L’integrazione spetta se si rispettano determinati limiti di reddito:

In caso di reddito superiore a questo limite, l’integrazione al minimo spetta in misura ridotta, fino a questi importi:

Oltre questi importi l’integrazione al minimo non spetta. Ricordiamo anche che, ai contributivi puri non spetta alcuna integrazione di importo.

Pensione contributiva minima
Pensione contributiva minima: in foto un’anziana signora e sua nipote davanti a un computer.

Faq sulla pensione

Cosa devo fare per richiedere la pensione?

Per richiedere la pensione in Italia, di solito devi presentare una domanda all’ente previdenziale competente. È consigliabile farlo con anticipo, in modo da avere tutto in regola per il momento in cui desideri andare in pensione.

Come posso sapere la data dei pagamenti della mia pensione?

Il pagamento delle pensioni avviene all’inizio di ogni mese, con una data precisa che può variare a seconda del cognome. Puoi controllare il calendario fuori l’ufficio postale o la banca in cui devi ritirare la pensione.

Come posso controllare il cedolino della mia pensione?

Il modo più veloce e pratico per verificare i pagamenti della pensione è attraverso il sito ufficiale dell’INPS. Devi accedere alla tua area riservata con le tue credenziali SPID, CIE o CNS, poi andare sulla categoria Pensione e Previdenza e cliccare sulla voce “cedolino di pensione“. In questo modo, potrai controllare tutte le informazioni relative alla tua pensione.

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