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Pensione dal 2025: le ultime novità su importi e requisiti

Pensione dal 2025, come sarà? Ecco una panoramica sui requisiti di accesso e sugli importi degli aumenti per la rivalutazione.

di Carmine Roca

Giugno 2024

Come sarà la pensione dal 2025? Ecco cosa sapere su requisiti e importi, in attesa della nuova rivalutazione (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Come sarà la pensione dal 2025?

Come sarà la pensione dal 2025? Quali saranno i requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia? Ci saranno adeguamenti alla speranza di vita?

Rispondiamo subito alle domande: no, non ci saranno modifiche dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia, che anche nel 2025 e almeno fino al 31 dicembre 2026, rimarranno invariati: 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi.

Lo ha stabilito il decreto ministeriale del 18 luglio 2023 redatto dal Ministero dell’Economia, alla luce dei dati ISTAT, dai quali si riscontra un abbassamento della speranza di vita di un mese, che ha reso impossibile l’adeguamento dei requisiti per la pensione.

Ricordiamo, infatti, che per legge, ogni due anni (come stabilito dall’articolo 24 del decreto legge 201 del 2011, la cosiddetta riforma Fornero), il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia viene aumentato fino a un massimo di 3 mesi (come stabilito dalla Legge di bilancio 2018).

A causa del Covid-19, la speranza di vita è peggiorata, al punto tale da spingere il Ministero dell’Economia a rinviare al 2027 il prossimo adeguamento dei requisiti per la pensione.

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Come sarà la pensione anticipata dal 2025?

Non ci saranno novità neppure per la pensione anticipata ordinaria (Legge Fornero), i cui requisiti (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini; un anno in meno per le donne, a prescindere dall’età anagrafica) rimarranno invariati fino al 31 dicembre 2026 (e non è da escludere una riconferma anche dal 2027).

Stesso discorso per la pensione anticipata contributiva (64 anni di età e 20 anni di contributi, se versati interamente a partire dal 1° gennaio 1996), che nel 2024 ha subito una modifica dal punto di vista economico.

L’importo dell’assegno per l’accesso alla pensione deve essere almeno 3 volte il valore dell’Assegno sociale. Sono previsti sconti per le donne con figli: l’assegno deve essere 2,8 volte l’importo dell’Assegno sociale per le donne con un solo figlio; 2,6 volte per le donne con due o più figli.

Significa che – ma già lo è da quest’anno – l’accesso alla pensione anticipata contributiva sarà più difficile, considerato che, l’importo dell’Assegno sociale viene rivalutato ogni anno, mentre gli stipendi rimangono gli stessi.

Come saranno le altre pensioni anticipate dal 2025?

Per quanto riguarda le altre misure previdenziali anticipate, nel 2025 dovrebbe essere confermata l’Ape sociale, con i requisiti di accesso cambiati nel 2024: 63 anni e 5 mesi di età (nel 2023 bastavano 63 anni) e un’anzianità contributiva compresa tra 30 anni (per disoccupati, caregiver e invalidi civili) e 36 anni (per i lavoratori gravosi, a esclusione dei lavoratori edili a cui bastano 32 anni di contributi).

Difficile prevedere altre modifiche per Opzione Donna, che nel giro di due anni, dal 2022 ad oggi, è stata oggetto di modifiche peggiorative per quanto riguarda i requisiti di accesso.

Una volta prevista alle donne lavoratrici, a prescindere dal loro status, di età compresa tra 58 e 59 anni (a seconda della tipologia di lavoro, se dipendente o autonomo), nel 2024, Opzione Donna è riservata solo alle lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende in crisi, alle caregiver e alle invalide civili con almeno il 74% di riduzione della capacità lavorativa.

L’età è salita a 61 anni, con sconti previsti per le donne con un figlio (60 anni) o con due o più figli (59 anni). L’anzianità contributiva richiesta è rimasta invariata: 35 anni.

Nel 2025 ci sarà sicuramente Quota 41 per lavoratori precoci (41 anni di contributi versati, di cui almeno uno entro il 19° anno di età), con requisiti confermati sino al 2026.

Ma ci sarà ancora Quota 103 (62 anni di età e 41 anni di contributi) o si passerà a Quota 104 (63 anni di età e 41 anni di contributi)? Lo scopriremo entro fine anno, in concomitanza con la nuova Legge di bilancio.

Come sarà la pensione dal 2025: quale rivalutazione?

Quel che è certo è che dal 1° gennaio 2025 gli importi delle pensioni riceveranno un incremento dovuto alla nuova rivalutazione.

Rispetto al 2023 (+ 8,1%) e al 2024 (+ 5,3%), la rivalutazione del 2025 sarà decisamente più contenuta: il tasso di inflazione è sceso sensibilmente e con molta probabilità a novembre 2024, quando verrà firmato il decreto dal ministro dell’Economia, Giorgetti, si attesterà sull’1,6%.

Sarà questo l’indice di rivalutazione applicato sugli importi delle pensioni, tenendo conto che la perequazione in misura piena spetterà, con molta probabilità, soltanto ai pensionati con assegni di importo lordo mensile fino a 4 volte il valore del trattamento minimo INPS del 2024.

Come sarà la pensione dal 2025: aumenti e importi

Per comprendere meglio la portata degli aumenti, ecco alcuni esempi:

Ma come funziona il taglio della rivalutazione sugli importi oltre 4 volte il trattamento minimo INPS?

Iniziamo col dire che, come valore di riferimento si prende il minimo INPS del 2024, ovvero 598,61 euro. Di conseguenza, l’aumento in misura piena verrà applicato sulle pensioni di importo pari o inferiore a 2.394,44 euro lordi al mese.

Oltre questo importo, la rivalutazione sarà ridotta, in questo modo:

Pensione dal 2025
Pensione dal 2025: in foto una strada e la scritta 2025 sull’asfalto.

Faq sulla pensione nel 2025 e 2026

La rivalutazione degli importi viene applicata anche sulle prestazioni di tipo assistenziale?

Certo, l’aumento per la rivalutazione verrà applicato anche sugli importi dell’Assegno Unico, delle pensioni di invalidità e degli altri trattamenti assistenziali (tranne le indennità, per le quali si segue un calcolo diverso).

Ad esempio, l’assegno mensile di assistenza per invalidi parziali e la pensione di inabilità civile, con una rivalutazione dell’1,6%, aumenteranno di circa 5,34 euro al mese, per cui gli importi saliranno dagli attuali 333,33 euro a 338,67 euro. L’importo dell’Assegno sociale, ora di 534,41 euro al mese, aumenterà di 8,55 euro al mese, per un importo futuro, a partire dal 1° gennaio 2025, di 542,96 euro al mese.

C’è ancora possibilità di portare le pensioni minime a 1.000 euro al mese?

Ad oggi, non ci sono grosse possibilità di vedere un aumento di quasi 400 euro al mese sulle pensioni minime. Manco a dirlo, a frenare la riforma dei trattamenti riservati a coloro che percepiscono assegni di importo inferiore alla soglia minima rivalutata anno per anno, è l’imponente spesa da affrontareQuanto costa portare la pensione minima a 1000 euro? Almeno 30 miliardi di euro. Una cifra che, al momento, le casse dello Stato non possono fronteggiare.

Quali potrebbero essere i requisiti richiesti per la pensione anticipata dopo il 2026?

Per il biennio 2027-2028 potrebbe aspettarci un incremento dell’anzianità contributiva non superiore a 3 mesi, che porterà i requisiti di accesso alla pensione anticipata a:

Come funzionerà Quota 41 dopo il 2026?

Anche per quanto riguarda Quota 41 per lavoratori/lavoratrici precoci, il prossimo adeguamento dei requisiti contributivi alla speranza di vita verrà applicato il 1° gennaio 2027.

Fino al 31 dicembre 2026 il requisito contributivo rimarrà invariato: 41 anni di contributi richiesti, di cui almeno uno versato prima di compiere 19 anni di età, a prescindere dall’età anagrafica di accesso alla pensione.

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