La pensione di cittadinanza sparirà nel 2024? Fate chiarezza

Sono in molti a chiedersi se la pensione di cittadinanza sparirà nel 2024, ma per una risposta si attende chiarezza.

7' di lettura

Il futuro incerto del Reddito di cittadinanza fa preoccupare anche chi percepisce la Pdc: molte persone, infatti, si stanno chiedendo se la pensione di cittadinanza sparirà nel 2024 oppure no. In questo articolo cercheremo di rispondere a questa domanda sulla base delle notizie giunte finora (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Che il Reddito di cittadinanza subirà dei cambiamenti dal prossimo anno è ormai una certezza, anche se la conferma arriverà solo con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2023, al momento disponibile solo in formato di bozza.

Tra i cittadini in apprensione per questa incertezza sul futuro della misura, c’è anche chi attualmente percepisce la Pensione di cittadinanza, erogata alle persone con più di 67 anni come supporto alla pensione. Proprio loro, infatti, si chiedono cosa succederà dal 2023 e se la pensione di cittadinanza sparirà nel 2024.

Indice

La pensione di cittadinanza sparirà nel 2024: le paure dei cittadini

Il nostro approfondimento prende spunto dalla domanda di un utente che ci ha chiesto se la pensione di cittadinanza sparirà nel 2024. Una domanda lecita, dal momento che il futuro di questa misura, strettamente collegata al Reddito di cittadinanza, è piuttosto incerto.

In effetti, al momento non possiamo dare una risposta concreta a questa domanda, in quanto non si hanno ancora informazioni ufficiali su quello che succederà dopo l’abolizione del Rdc prevista nel 2024. Tuttavia, possiamo avanzare delle ipotesi sulla base di ciò che è stato detto dal governo negli ultimi giorni.

Dunque, in merito al Reddito di cittadinanza nel 2024, si è fatto riferimento a due aiuti che andrebbero a sostituire la misura anti-povertà. Anche se non sono stati specificati, uno di questi aiuti prenderebbe la forma di un vero e proprio sussidio da erogare alle persone di alomeno 60 anni di età; l’altro, invece, potrebbe corrispondere a una maggiore formazione per aiutare i cittadini a inserirsi nel mondo del lavoro.

Visto che la Pensione di cittadinanza è destinata alle persone con più di 60 anni, e più precisamente over 67, possiamo confermare che i cittadini che al momento percepiscono questo sussidio avranno degli aiuti adeguati. In particolare, questa ipotesi si deve anche alle numerose dichiarazioni che sono state fatte per quanto riguarda la categoria degli “inoccupabili” che include i cittadini dai 60 anni in su.

A tal proposito, si è pronunciata la ministra del lavoro Marina Calderone, la quale ha assicurato che per gli inoccupabili, ossia coloro che non si trovano nelle condizioni di lavorare, “non cambierà nulla nel 2023 e si troveranno strumenti idonei nel 2024“.

Da queste parole possiamo quindi immaginare che sul tavolo ci sono diverse idee per assicurare un sussidio economico a coloro che al momento percepiscono la Pensione di cittadinanza. Ovviamente, per avere dettagli più certi si dovrà aspettare la pubblicazione della Legge di Bilancio 2023.

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Nel video di seguito descriviamo i cambiamenti illustrati nella bozza della legge di bilancio 2023, tra cui sono presenti anche le modifiche al Reddito di cittadinanza.

Oltre alle pensioni da 2100 euro tagliate per 2 anni, sulla Legge di Bilancio 2023 leggi anche:

La pensione di cittadinanza sparirà nel 2024: ipotesi per il futuro

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, al momento non si può sapere con certezza se la pensione di cittadinanza sparirà nel 2024 e con cosa verrù eventualmente sostituita. Per questo motivo, possiamo solo avanzare delle ipotesi in base alle idee sul tavolo del governo per la legge di bilancio 2023.

Poiché i cittadini che ricevono mensilmente la Pensione di cittadinanza hanno dai 67 anni in su, in teoria non ci sarebbe motivo per preoccuparsi. Se le promesse del governo verranno mantenute, per le categorie considerate inoccupabili, ossia coloro che per motivi anagrafici, salutari o familiari non possono lavorare, sarà fornito un supporto adeguato per garantire una vita dignitosa.

La natura di questo supporto è ancora ignota e probabilmente potrebbe tradursi in una conferma della sola Pensione di cittadinanza nel 2024 oppure nella sostituzione con un altro sussidio. Ultimamente, per esempio, si è parlato spesso del Reddito di sussistenza.

Si tratterebbe di un beneficio economico destinato ai nuclei familiari che si trovano in una condizione di difficoltà che impedisce loro di impegnarsi in un’attività lavorativa, per esempio chi ha all’interno del proprio nucleo familiare:

  • persone con disabilità a carico;
  • figli minori a carico;
  • persone con più di 60 anni a carico.

L’erogazione del reddito di sussistenza sarebbe gestita dai Comuni, non più dall’INPS che attualmente si occupa del Rdc, poiché sono considerati più efficienti dal punto di vista dei controlli nei confronti di chi se ne approfitta.

Tuttavia, ci teniamo a precisare che quella del reddito di sussistenza è solo un’ipotesi, in quanto è una misura che deve ancora essere delineata da zero e che non esiste ancora in forma scritta. Per questo motivo, è bene prendere ogni notizia con le pinze.

La pensione di cittadinanza sparirà nel 2024? Le ipotesi

La pensione di cittadinanza sparirà nel 2024: cosa succederà nel 2023

Finora abbiamo fatto qualche ipotesi sul futuro della pensione di cittadinanza dal 2024 in poi, ossia dall’abolizione del Reddito di cittadinanza. Ma cosa succederà nel 2023 per chi percepisce questa misura come supporto alla pensione?

Ormai mancano pochi mesi al nuovo anno ed è più che giusto avere dei dubbi, visto che la legge di bilancio 2023 non è ancora stata pubblicata. Per il momento, basandoci sulle parole della presidente Meloni e di altri ministri del nuovo governo, tutti i cambiamenti principali del 2023 riguarderanno solo il Reddito di cittadinanza. Infatti, nelle varie dichiarazioni in cui si discuteva del prossimo anno non è mai stata nominata la pensione di cittadinanza.

Questo lascia pensare che molto probabilmente per questa misura resterà tutto invariato almeno fino al 31 dicembre 2023. Tuttavia, non è da escludere che la pensione di cittadinanza venga assorbita da un’altra prestazione simile, come la pensione sociale, con una riforma sui requisiti e le modalità di erogazione.

In attesa di chiarezza sulla posizione del governo nei confronti della Pensione di cittadinanza, ricordiamo brevemente quali sono i requisiti previsti al momento per ottenere questa misura.

Nello specifico, hanno diritto alla pensione di cittadinanza coloro che rientrano in questi requisiti:

  • un valore dell’Isee inferiore a 9.360 euro;
  • patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore ai 30mila euro;
  • patrimonio mobiliare non superiore alla soglia di 6mila euro. Questo limite aumenta di duemila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino a un massimo di 10mila euro, e viene incrementato di ulteriori 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo. Queste soglie patrimoniali sono incrementate di ulteriori 5mila euro per ogni componente con disabilità e di 7mila euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza;
  • un valore del reddito familiare inferiore a 7.560 euro moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (il valore limite di base è incrementato di 1.800 euro qualora il nucleo familiare risieda in abitazione in affitto).

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