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Home / Bonus e Incentivi » Contributi per famiglie » Pensioni » Previdenza e Invalidità » Reddito di cittadinanza / La pensione di cittadinanza sarà confermata?

La pensione di cittadinanza sarà confermata?

Il Decreto Lavoro nell’ambito del nuovo Assegno di inclusione prevede specifiche disposizioni per gli over 67. Oggi analizziamo la Pensione di cittadinanza nel 2024.

di Valerio Pisaniello

Maggio 2023

Dal primo gennaio 2024, l’Assegno di inclusione sostituirà il Reddito di cittadinanza. Ma il decreto lavoro varato dal governo introduce anche altre novità. Oggi analizziamo la Pensione di cittadinanza nel 2024 (scopri le ultime notizie su agevolazioni economiche e diritti per la famigliaLeggi su Telegram le novità su educazione, cura e salute dei figli, gravidanza, consigli per neo-mamme e relazioni familiari. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Pensione di cittadinanza nel 2024: le novità 

Il Decreto Lavoro nell’ambito del nuovo Assegno di inclusione prevede specifiche disposizioni per gli over 67 che di fatto sono una versione rivisitata della precedente Pensione di cittadinanza.

Nello specifico, il beneficio economico dell’assegno di inclusione, su base annua, è composto da una integrazione del reddito familiare fino alla soglia di euro 7.560 annui se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni ovvero da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza, moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza.

Quali sono i requisiti richiesti per fruire del beneficio economico? Come verrà erogato?

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Pensione di cittadinanza nel 2024: il Decreto Lavoro 

Il decreto lavoro (D.L. n. 48/2023) introduce l’assegno di inclusione che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2024 come misura di contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale, rivolto alle famiglie in cui sono presenti disabili, minori o over-60 e che potrà arrivare a 500 euro al mese.

Tale strumento eleva il proprio importo a 630 euro se il nucleo è composto da over 67 o con disabili gravi, cui aggiungere 280 euro mensili se vivono in affitto.

Nei fatti si tratta di una versione restilizzata della Pensione di cittadinanza. Va opportunamente ricordato come la legge di Bilancio 2023 (legge n. 197/2022), ha disposto alcune modifiche alla disciplina del reddito di cittadinanza applicabile nel 2023, in vista della soppressione di tale istituto e della pensione di cittadinanza dal 2024, nell’ambito di una più ampia riforma delle misure di sostegno alla povertà e di inclusione attiva.

Contestualmente, ha istituito un “Fondo per il sostegno alla povertà e all’inclusione attiva”, nel quale confluiscono parte delle economie derivanti dalla soppressione dell’istituto del reddito e della pensione di cittadinanza e dall’azzeramento della relativa autorizzazione di spesa.

Pensione di cittadinanza nel 2024: cos’è

Pensione di cittadinanza nel 2024. E’ utile ripercorrere in premessa quali sono le caratteristiche attuali della pensione di cittadinanza che rappresenta un sussidio economico ad integrazione del reddito familiare rivolto alle famiglie in difficoltà i cui componenti abbiano compiuto tutti 67 anni.

l sostegno può essere concesso anche nei casi in cui nel nucleo familiare siano presenti esclusivamente persone in condizione di disabilità grave o non autosufficienti, come definito ai fini ISEE. Le regole generali e di funzionamento della pensione di cittadinanza sono simili a quelle del reddito di cittadinanza, tuttavia, non sono previsti gli adempimenti legati al lavoro.

Va sottolineato come la legge di Bilancio 2023 non modifica i requisiti previsti dall’art. 2 del D.L. n. 4/2019 per avere accesso al beneficio della pensione di cittadinanza. Occorre allora che il nucleo familiare possieda congiuntamente una serie di requisiti rappresentati in primo luogo dal possesso della cittadinanza UE o del permesso di soggiorno UE di lungo periodo o residenza in Italia da almeno dieci anni.

E’ necessario poi un ISEE inferiore a 9.360 euro, un patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro e un patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro, incrementabile di 2.000 euro per ogni ulteriore componente, fino a 10.000 euro (ulteriormente incrementabile di 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo).

Ulteriori incrementi sono ammessi in caso di componenti in condizioni di disabilità. Occorre poi non avere il non possesso di veicoli nuovi o di grossa cilindrata o di navi o imbarcazioni da diporto, un reddito familiare inferiore ad un importo di 6.000 euro, moltiplicato per un parametro definito dalla specifica scala di equivalenza (la medesima soglia è elevata a 7.560 euro per l’accesso alla pensione di cittadinanza e a 9.360 in caso di nucleo familiare in affitto).

Pensione di cittadinanza nel 2024: le somme erogate 

Pensione di cittadinanza nel 2024. Per quel che riguarda il quantum il beneficio economico della Pensione di cittadinanza, è costituito da un’integrazione del reddito familiare, fino ad una soglia, su base annua, di 7.560 euro, moltiplicata, in caso di nuclei con più di un componente, per il corrispondente parametro della scala di equivalenza; un importo aggiuntivo, fino ad un massimo di 1.800 euro annui, a copertura del canone annuo, per i nuclei residenti in un’abitazione in locazione (non cumulabile con i contributi affitto erogati dai Comuni con le risorse del Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, ovvero un importo aggiuntivo, fino ad un massimo di 1.800 euro annui, a copertura delle rate del mutuo, qualora il nucleo risieda in un’abitazione di proprietà, per i nuclei residenti in un’abitazione di proprietà.

Il beneficio economico della Pensione di cittadinanza, esente dal pagamento dell’IRPEF, non può in ogni caso essere superiore ad una soglia di 9.360 euro annui, moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza e ridotta per il valore del reddito familiare; inferiore a 480 euro annui.

La Pensione di cittadinanza può essere percepita anche qualora tutti i suoi componenti siano percettori di NASPI, qualora uno o più componenti siano percettori delle prestazioni destinate agli invalidi civili e anche qualora tutti i componenti del nucleo familiare siano lavoratori, dipendenti o autonomi.

Occorre però darne comunicazione all’INPS per l’eventuale adeguamento dell’importo riconosciuto. Si prevede, inoltre, la sospensione dell’erogazione della pensione di cittadinanza a seguito di specifici provvedimenti dell’autorità giudiziaria penale.

E’ interessante anche riportare il dato statistico di cui all’ Osservatorio su Reddito e Pensione di cittadinanza dell’INPS con i dati di marzo 2023 secondo cui a marzo 2023 i nuclei beneficiari della pensione di cittadinanza sono 103.408 (10% contro il 90% del Reddito di cittadinanza), per un totale di 1.005.654 nuclei.

Pensione di cittadinanza nel 2024: requisiti di residenza e soggiorno

Pensione di cittadinanza nel 2024. Il beneficiario della Pensione di cittadinanza è il nucleo familiare, costituito dai soggetti componenti la famiglia anagrafica.

Il nucleo familiare è definito ai sensi della norma in materia di ISEE. Ai fini della definizione del nucleo familiare, la suddetta normativa viene, inoltre, integrata dalla nuova disciplina. Pertanto, valgono le seguenti disposizioni:

Il componente familiare richiedente il beneficio deve cumulativamente:

Pensione di cittadinanza nel 2024: requisiti reddituali e patrimoniali 

Il nucleo familiare deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

Pensione di cittadinanza nel 2024: nella foto una coppia di anziani.

Pensione di cittadinanza nel 2024: beneficio economico per gli over 67

Pensione di cittadinanza nel 2024. Il beneficio economico dell’assegno di inclusione, su base annua, è composto da una integrazione del reddito familiare fino alla soglia di euro 7.560 annui se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni ovvero da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza, moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza.

Il beneficio economico è, altresì, composto da una integrazione del reddito dei nuclei familiari residenti in abitazione concessa in locazione con contratto ritualmente registrato, per un importo pari all’ammontare del canone annuo previsto nel contratto in locazione, come dichiarato a fini ISEE, fino ad un massimo di euro 1.800 euro annui se il nucleo familiare è composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni ovvero da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza.

Tale integrazione non rileva ai fini del calcolo della soglia di reddito familiare. Il beneficio economico è erogato attraverso uno strumento di pagamento elettronico ricaricabile, denominato “Carta di inclusione”. L’assegno di inclusione è compatibile con il godimento di ogni strumento di sostegno al reddito per la disoccupazione involontaria.

Pensione di cittadinanza nel 2024: compatibilità e incompatibilità 

Pensione di cittadinanza nel 2024. Non ha diritto alla Pensione di cittadinanza il componente del nucleo familiare disoccupato a seguito di dimissioni volontarie (tranne quelle per giusta causa), nei dodici mesi successivi alla data delle dimissioni.

La Pensione di cittadinanza è compatibile con il godimento della NASpI, della DIS COLL e di altro strumento di sostegno al reddito per la disoccupazione involontaria.

Fermo restando il mantenimento dei requisiti richiesti, la Pensione di cittadinanza è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa da parte di uno o più componenti il nucleo familiare.

Nel corso della fruizione della Pensione di cittadinanza, nel caso di svolgimento di lavoro dipendente, da parte di uno o più componenti il nucleo familiare, il maggior reddito derivante dall’attività lavorativa, nella misura dell’80%, è rilevante al fine della determinazione del beneficio.

Per quanto riguarda lo svolgimento di attività d’impresa o di lavoro autonomo da parte di uno o più componenti il nucleo familiare, il reddito è individuato secondo il principio di cassa.

Fonti e materiale di approfondimento

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