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Pensione di garanzia per giovani e donne più vicina

Pensione di garanzia per giovani e donne più vicina. Cosa dice la riforma delle pensioni, perché è importante agire subito e quali sono le proposte avanzate.

di The Wam

Febbraio 2022

Pensione di garanzia per giovani e donne – La trattativa tra i sindacati e il Governo per introdurre una pensione di garanzia per i giovani e donne è entrata nel vivo e si sta facendo sempre più serrata (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Le sigle sindacali puntano a colmare il divario che si è formato fra i requisiti per andare in pensione (contributivi e anagrafici) e la situazione lavorativa attuale, dove difficilmente un giovane con meno di 30 anni riesce a essere regolarmente sotto contratto.

La pensione di garanzia per giovani e donne, ovviamente, non sarebbe un «regalo». La proposta obbligherebbe lo Stato a coprire i periodi senza contributi solo laddove la mancanza di un’attività lavorativa è giustificata (assenza per curare la famiglia, per formarsi, periodi di ricerca attiva di lavoro e così via).

Ci sono già alcuni metodi per permettere alle casalinghe, con e senza contributi, di costruirsi una pensione, ma di certo non bastano, anche perché sono tutti carico dei contribuenti.

In questo articolo vedremo a che punto è la trattativa, quali sono le proposte avanzate sulla pensione di garanzia per giovani e donne e come questa si innesta nel più ampio quadro di riforma previdenziale.

Pensione di garanzia per giovani e donne, il quadro

Un ragazzo che dopo le scuole superiori decide di fare l’Università occupa, nel migliore dei casi, 5/6 anni per conseguire una laurea specialistica (3 + 2). Secondo i dati Agensir la realtà è più amara: poco più della metà degli iscritti riescono a conseguire un diploma di laurea triennale e lo fanno nel doppio del tempo.

Si capisce che, sempre nel migliore dei casi, dai 19 ai 24 anni ci sono già 5 anni di contributi mancanti. Sono colmabili con il «riscatto della laurea» certo, ma i prezzi sono folli per una famiglia benestante (circa 5.200 euro per ogni anno riscattato), figurarsi per tutti gli altri.

A questi anni va poi ad aggiungersi il periodo di tempo per trovare effettivamente un lavoro dopo la laurea, che è pari circa a un anno per 7 giovani su 10.

Ovviamente, il primo lavoro raramente sarà a tempo indeterminato full time. Probabilmente si tratterà di tirocini o stage; per i più fortunati di contratti a tempo determinato part-time.

Insomma, prima di un lavoro retribuito decentemente e in modo stabile, si arriva, generalmente, intorno ai 30 anni.

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Pensione di garanzia per giovani e donne, 3 problemi da risolvere

A prescindere dalla formazione poi, secondo l’Istat, in Italia quasi un giovane (tra 15 e 34 anni) su tre è disoccupato.

A questo va ad aggiungersi la condizione della donna nel mondo del lavoro, svantaggiata rispetto agli uomini sotto diversi aspetti.

In questo quadro disastroso si comprende quanto sia necessaria una pensione di garanzia per giovani e donne, tendendo conto di tre problemi da risolvere, che coincidono con i tre requisiti fondamentali per andare in pensione oggi:

  1. Servono almeno 20 anni di contributi;
  2. Servono almeno 67 anni di età;
  3. Bisogna aver maturato un assegno che supera di almeno 1,5 volte il trattamento minimo.

Basta solo che una di queste tre condizioni manchi affinché l’età anagrafica slitti a 71 anni, quando viene erogata la pensione cosiddetta «di vecchiaia», che richiede solo 5 anni di contributi.

Pensione di garanzia per giovani e donne, le proposte

Le proposte sulla pensione di garanzia per giovani e donne su cui si sta lavorando si concentrano, quindi, innanzitutto sui periodi di formazione svolti. Lo Stato, secondo quanto si apprende dalle prime proposte avanzate, si prenderebbe carico di tutte le spese.

Il famoso riscatto di laurea quindi non sarebbe onere dell’ex studente.

Sul versante familiare invece, anche se non sono trapelati requisiti e modalità, l’intenzione è quella di coprire i periodi scoperti da contributi che le donne hanno trascorso a casa, non potendo lavorare, per occuparsi della famiglia (familiari bisognosi di assistenza o per la crescita dei figli).

In un primo momento si era parlato di un’integrazione alla pensione, quindi comunque al raggiungimento della soglia anagrafica (67 anni) e dei contributi (20 anni). A proposito, in questo articolo puoi leggere come sono state rivalutate le pensioni al 2022, chi ci ha guadagnato e quanto.

Ora invece pare che si stia andando verso il riconoscimento di una quota di pensione garantita per tutti. Non è possibile fare delle proiezioni su quanto tempo ci vorrà per mettere a punto questo sistema, ma il tempo stringe e le riforme sono da fare presto, per non perdere il treno del PNRR.

Oltre alla pensione di garanzia per giovani e donne non va dimenticato un altro ambito, importante e delicato, come quello delle pensioni di invalidità, per cui c’è stato un aumento, ma solo per quelle con percentuale al 100%.

La speranza è che si intervenga anche per gli assegni che spettano a chi ha fra il 74% e il 99% di invalidità, con un aumento già proposto da associazioni ed enti di categoria.

Pensione di garanzia per giovani e donne più vicina
Pensione di garanzia per giovani e donne più vicina

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