Pensione di inabilità civile, a chi spetta e l’importo

Pensione di inabilità civile, a chi spetta e a quanto ammonta l'importo: quali sono i requisiti per accedere a questa prestazione assistenziale. I limiti di età, di reddito, il riconoscimento di una invalidità del 100%. L'importo aumentato al milione per chi è al di sotto di una determinata soglia di reddito.

4' di lettura

La pensione di inabilità civile viene assegnata a chi è stata riconosciuta una totale inabilità lavorativa (100%) e permanente. Ma non solo: queste persone devono anche trovarsi in difficoltà economiche. Aggiungiti al gruppo Telegram di news su Invalidità e Legge 104 ed Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su Whatsapp, Telegram, Facebook, Instagram e YouTube.

INDICE

Pensione di inabilità civile: requisiti

Per ottenere la pensione di inabilità civile sono necessari questi requisiti:

  • avere tra i 18 e i 67 anni e una riduzione della capacità lavorativa del 100%;
  • essere cittadini italiani, europei o extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno da almeno un anno;
  • risiedere stabilmente in Italia;
  • avere un reddito non superiore a 17.271,19 euro (dal 2022);
  • non è richiesto né lo stato di disoccupazione e neppure limiti collegati all’Isee del nucleo familiare.

La pensione di inabilità civile per il 2022 ha un importo di 291,95 euro (per 13 mensilità). Quell’importo può essere aumentato dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha disposto il cosiddetto incremento al milione.

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Pensione di inabilità civile: incremento al milione

Vediamo quando e per chi.

L’incremento al milione, ovvero a un assegno pari a 655 euro circa, viene riconosciuto agli invalidi civili totale (maggiorenni) che hanno redditi inferiori a 8.500 euro.

I limiti di reddito cambiano se l’invalido è coniugato.

Gli invalidi civili che sono nella fascia di reddito tra 8.500 e 17.271 euro hanno comunque diritto alla pensione di inabilità da 291 euro.

Pensione di inabilità civile: la domanda

Ovviamente per arrivare ad ottenere la pensione di inabilità civile è indispensabile che sia prima riconosciuta l’invalidità civile al 100%.

Questo l’iter in breve: serve il certificato del proprio medico curante da inviare all’Inps (via web, call center o patronato) per la domanda di invalidità. E dopo un determinato periodo di tempo la visita della commissione medica.

Dopo il riconoscimento dell’invalidità civile si presenta la richiesta di pensione con il servizio online dell’Inps “Verifica di dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”, modello AP 70.

Se non si ha dimestichezza con gli strumenti informatici è possibile in alternativa rivolgersi ai call center o ai patronati.

Pensione di inabilità civile: verifica redditi

Dopo aver ottenuto la pensione di inabilità l’assistito deve confermare ogni anno il rispetto dei requisiti. Due in particolare:

  • il rispetto dei limiti di reddito;
  • l’assenza di ricoveri (che è indispensabile solo se insieme alla pensione di inabilità si riceve anche l’assegno di accompagnamento).

C’è il modello Red per confermare il rispetto dei limiti di reddito. Bisogna presentarlo entro il 31 marzo di ogni anno.

Per segnalare eventuali ricoveri c’è invece il modello Icric, anche questo deve essere presentato entro il 31 marzo di ogni anno (ma ripetiamo, solo per chi ha anche l’accompagnamento). In questa dichiarazione devono essere esclusi i ricoveri in ospedale dovuti a malattie che non sono collegate all’invalidità.

Per calcolare il reddito dell’assistito, e verificare l’eventuale diritto all’assegno della pensione di inabilità, non bisogna contare i redditi dei familiari.

Pensione di inabilità civile: redditi da considerare

I redditi che invece bisogna considerare sono questi:

  • stipendi, pensioni, terreni, fabbricati, redditi da impresa e da lavoro autonomo, assegno di mantenimento pagato al coniuge separato o divorziato, etc.:
  • redditi soggetti a tassazione separata riferiti ad anni precedenti a quelli di effettiva corresponsione;
  • redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva (interessi derivanti da depositi bancari o postali, BOT e CCT, etc.);
  • redditi prodotti all’estero che, se prodotti in Italia, sarebbero assoggettabili all’Irpef;
  • redditi da lavoro, conseguiti presso enti internazionali operanti in Italia e non soggetti alla normativa tributaria italiana;
  • redditi da pensione concessa da organismi esteri o enti internazionali;
  • redditi relativi a indennità corrisposte ai cittadini colpiti da tubercolosi;
  • trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sugli stessi.

Pensione di inabilità civile: redditi da non considerare

Questi sono invece i redditi che non vengono conteggiati per il limite imposto nei requisiti:

  • pensioni, assegni e indennità di cui sono beneficiari gli invalidi civili, essendo prestazioni esenti dall’Irpef;
  • rendite infortunistiche Inail con natura risarcitoria;
  • assegni per l’assistenza personale continuativa;
  • rendita Inail ai superstiti in caso di morte del titolare;
  • assegno funerario;
  • rendite di passaggio per silicosi e asbestosi;
  • pensioni di guerra di ogni tipo, assieme alle relative indennità accessorie;
  • assegni annessi alle pensioni privilegiate ordinarie;
  • pensioni annesse alle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia;
  • soprassoldi concessi ai decorati al valore militare;
  • sussidi e prestazioni assistenziali pagati dallo Stato e da altri Enti pubblici;
  • sussidi a carattere assistenziale e prestazioni assimilate;
  • rendite corrisposte in Italia dall’assicurazione vecchiaia e superstiti svizzera AVS.
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