Pensione di inabilità e assegno ordinario: le differenze

Pensione di inabilità e assegno ordinario: quali sono le differenze da sapere? Vediamole insieme in questo approfondimento.

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Pensione di inabilità e assegno ordinario: quali sono le differenze da sapere? Le vediamo insieme in questo approfondimento (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Pensione di inabilità e assegno ordinario: requisiti assegno ordinario

Pensione di inabilità e assegno ordinario sono due misure previdenziali molto simili, ma che nascondono alcune importanti differenze.

Entrambe sono erogate ai lavoratori dipendenti, autonomi o parasubordinati con disabilità che provocano una limitazione o la perdita totale della capacità lavorativa.

Entrando nel dettaglio, iniziamo a descrivere l’assegno ordinario di invalidità, ovvero quella prestazione economica che l’INPS eroga in favore dei lavoratori con disabilità, la cui capacità lavorativa, a causa di menomazioni o patologie fisiche o mentali, è ridotta a meno di un terzo.

La condizione di incapacità nello svolgere mansioni confacenti alle attitudini del lavoratore deve essere accertata dalla commissione medica dell’INPS. Se viene accertata l’invalidità lavorativa, il richiedente riceverà un assegno ordinario per tre anni, da rinnovare per altri tre anni in seguito a domanda e accertamento della permanenza dello stato invalidante. Al terzo rinnovo, l’assegno ordinario viene confermato definitivamente.

L’assegno ordinario di invalidità spetta ai lavoratori: dipendenti, autonomi (commercianti, artigiani, coltivatori diretti, coloni, mezzadri) e agli iscritti presso alcuni fondi pensione sostitutivi e integrativi dell’Assicurazione Generale Obbligatoria.

Per ottenere l’assegno, oltre alla riduzione permanente di due terzi della capacità lavorativa, il richiedente deve essere assicurato all’INPS da almeno 5 anni e aver maturato almeno 5 anni di contributi, dei quali almeno 3 negli ultimi 5 anni.

L’assegno ordinario viene erogato anche se il beneficiario continua a svolgere un’attività lavorativa. In questo caso il lavoratore verrà sottoposto ogni anno a una verifica sanitaria (può richiederla direttamente il lavoratore).

Invece, l’assegno ordinario è incompatibile con i trattamenti di disoccupazione, l’indennità di mobilità (ma il beneficiario può scegliere il trattamento a lui più favorevole) e le rendite vitalizie erogate dall’INAIL in caso di infortunio sul lavoro o di malattie professionali. È inoltre incompatibile con le provvidenze per invalidità civile se queste sono erogate per la stessa causa dell’assegno ordinario di invalidità.

Ai fini pensionistici i periodi coperti dall’assegno sono considerati utili per il raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Al compimento dei 67 anni di età, l’assegno ordinario di invalidità viene trasformato automaticamente in pensione di vecchiaia.

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Pensione di inabilità e assegno ordinario: requisiti pensione di inabilità

Pensione di inabilità e assegno ordinario. La pensione di inabilità lavorativa è sempre una prestazione economica erogata dall’INPS ai lavoratori totalmente disabili (100% di invalidità civile).

Possono beneficiare della prestazione i lavoratori dipendenti, autonomi (commercianti, artigiani, coltivatori diretti, coloni, mezzadri) e gli iscritti alla Gestione Separata, assicurati presso l’INPS da almeno 5 anni, con almeno 5 anni di contributi versati, di cui almeno 3 negli ultimi 5 anni.

Chi riceve la pensione di inabilità lavorativa è sottoposto a revisione. La pensione viene confermata se i requisiti rimangono inalterati, ma può essere revocata se il lavoratore recupera la propria capacità lavorativa o trasformata in assegno ordinario se l’invalidità è inferiore al 100%, ma è comunque superiore ai due terzi.

La differenza tra la pensione di inabilità e l’assegno ordinario è la non compatibilità con l’attività lavorativa: chi percepisce la pensione non può svolgere un lavoro dipendente, né essere iscritto agli albi professionali o agli elenchi degli operai agricoli e dei lavoratori autonomi (commercianti, artigiani, coltivatori diretti).

Anche la pensione di inabilità è incompatibile con le rendite vitalizie dell’INAIL o con le provvidenze per invalidità civile, se queste si riferiscono alla stessa causa per la quale si percepisce la pensione di inabilità. Ai fini pensionistici, una volta raggiunti i 67 anni di età, la pensione di inabilità non si trasforma immediatamente in pensione di vecchiaia, ma va presentata apposita domanda.

Pensione di inabilità e assegno ordinario
Pensione di inabilità e assegno ordinario: quali sono le differenze da sapere?

Con la pensione di inabilità è possibile richiedere l’assegno mensile per assistenza personale e continuativa, se è verificata l’impossibilità di deambulare o svolgere azioni della vita quotidiana senza assistenza. L’assegno per assistenza non spetta qualora la persona disabile è ricoverata a spese dello Stato presso strutture ospedaliere.

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