Pensione di invalidità: documenti e moduli. Guida completa

Pensione di invalidità: a chi spetta, come fare domanda e quali sono gli importi. Tutti i casi possibili con domanda e moduli.

14' di lettura

Pensione di invalidità – Nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo c’è il principio della protezione di tutti i cittadini affetti da minorazioni fisiche o mentali. L’Italia ha recepito questo concetto e lo ha inserito in Costituzione, l’articolo 38 infatti recita:

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.Articolo 38, Costituzione Italiana.

Per garantire questo diritto lo stato italiano mette a disposizione dei benefici economici e non economici, più o meno generosi in base al grado di invalidità. (Nel gruppo Telegram contenuti speciali su offerte di lavoro e bonus; nel gruppo Whatsapp offerte di lavoro, incentivi e concorsi sempre aggiornati).


Indice

Pensione di invalidità: a chi spetta

Le categorie che in Italia possono accedere alla pensione di invalidità o, per meglio dire, alla «protezione dell’invalidità civile» sono: i mutilati e gli invalidi civili, i ciechi e i sordi, gli affetti da talassemia e drepanocitosi.

Per «mutilati e invalidi civili» si intendono tutti i portatori di minorazioni, congenite o acquisite, che hanno un’inabilità al lavoro di almeno il 33%. Le percentuali di invalidità sono assegnate dall’Inps che, attraverso una Commissione Medica, certifica allo Stato il grado di inabilità.

Solo chi ha un documento che attesti ufficialmente l’inabilità può accedere alla pensione d’invalidità.

Come anticipato, in base alla percentuale di invalidità spettano diversi incentivi. Questa tabella li sintetizza:

Percentuale di invaliditàBenefici ottenibili
fino al 33%Nessun riconoscimento
dal 46%Iscrizione nelle liste speciali dei Centri per l’Impiego per l’assunzione agevolata
dal 33% al 73%Assistenza sanitaria e agevolazioni fiscali
dal 66%Esenzione ticket sanitario
Dal 74% al 100%Prestazioni economiche

È importante specificare che non rientrano tra gli invalidi civili gli invalidi di guerra, gli invalidi del lavoro (settore privato) gli invalidi per servizio (settore pubblico).

I «ciechi civili» a cui spetta la pensione di invalidità sono invece le persone affette da cecità totale oppure con un «residuo visivo» non superiore a un ventesimo in entrambi gli occhi. In questo caso l’esclusione per invalidità acquisita in guerra o a lavoro non conta.

I sordi a cui spetta la pensione di invalidità sono affetti da sordità congenita o acquisita, durante l’età evolutiva. Questo deve aver impedito l’apprendimento del linguaggio parlato.

Ai sordi per cui non sia possibile dimostrare il periodo di insorgenza della sordità oppure che non raggiungano la soglia di ipocausia di 75 decibel, possono fare domanda solo per l’invalidità civile «canonica» e non quella specifica per i sordi.

Infine, chi è affetto da talassemia (morbo di Cooley) e drepanocitosi (anemia falciforme) e che ha almeno 35 anni con dieci di contributi versati, ha diritto a un’indennità mensile pari a quella delle pensioni minime.

Pensione di invalidità, domanda: l’accertamento sanitario

Ottenere la pensione di invalidità è un percorso abbastanza tortuoso. Bisogna per questo seguire tutte le procedure in modo scrupoloso.

Tutto ha inizio dal medico di base, che dovrà inoltrare all’Inps un certificato medico introduttivo. Quel certificato avrà un codice, quel codice servirà al cittadino per richiedere all’Inps l’accertamento sanitario, passaggio essenziale per prendere la pensione di invalidità.

A quel punto sarà cura di Inps organizzare una visita medica dove una commissione verificherà le condizioni di salute del richiedente e, eventualmente, certificherà la percentuale di invalidità.

In alcune regioni l’accertamento medico viene fatto dall’Asl, in altre dall’Inps.

Se il paziente dovesse essere, per qualsiasi ragione, impossibilitato a muoversi, sarà cura del medico certificatore (che può essere diverso da quello di base) inoltrare la richiesta per una visita domiciliare.

A quel punto verrà fissato un appuntamento. In quell’occasione il cittadino consegnerà alla Commissione il documento di riconoscimento del richiedente e la documentazione medica più opportuna.

Alla fine dell’accertamento la Commissione redigerà un verbale elettronica di visita, nel quale certificherà il grado di invalidità. Quella percentuale sarà la base per determinare che tipo di pensione di invalidità spetta al richiedente.

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Pensione di invalidità, domanda: verifica dei dati socioeconomici

Se la Commissione dovesse stabilire un grado di invalidità tra il 74% e il 100%, oppure uno stato di cecità o sordità, bisogna procedere con la richiesta di verifica dei dati socioeconomici e reddituali. Questo passaggio è necessario perché oltre il 74% si ha diritto a prestazioni economiche, che sono usufruibili solo entro un certo limite di reddito.

Questi dati vanno trasmessi telematicamente inviando all’Inps il modello AP70. Naturalmente, è possibile farsi accompagnare nella procedura in un CAF.

Pensione di invalidità, procedura di domanda

La procedura di domanda per la pensione di invalidità è simile per quasi tutte le categorie:

  1. Il medico di base deve rilasciare un certificato medico introduttivo con un codice univoco che lo contraddistingua.

  2. Il certificato deve essere inoltrato telematicamente a Inps e va inserito nella domanda di accertamento sanitario. Il servizio è presente sul sito di Inps e si chiama «Invalidità civile – Procedure per l’accertamento del requisito sanitario (InvCiv2010)».

  3. Avviene l’accertamento, con certificazione dell’invalidità da parte di una Commissione Medica dell’Asl o di Inps.

  4. L’Inps invia, tramite raccomandata o PEC, il verbale di invalidità civile. C’è anche una novità in questo senso, ossia il sistema con il QR Code.

  5. Una volta ricevuto il verbale il cittadino, se idoneo, deve compilare e inoltrare il modulo AP70 per certificare il possesso dei requisiti economici e di reddito.

Pensione di invalidità, un riepilogo

Prima di addentrarci nei casi specifici, è opportuno fare una panoramica su quali siano le prestazioni sanitarie riconosciute e pagate da Inps:

  • Per gli invalidi civili:

    • pensione di inabilità (invalidi totali);

    • indennità di frequenza (minori invalidi);

    • assegno mensile (invalidi parziali);

    • indennità di accompagnamento.

  • Per i ciechi civili:

    • pensione ai ciechi assoluti;

    • pensione ai ciechi parziali;

    • indennità speciale;

    • indennità di accompagnamento.

  • Per i sordi:

    • pensione;

    • indennità di comunicazione.

Pensione di invalidità: invalidi totali

La pensione di invalidità per chi ha un grado di inabilità totale (100%) è concessa a chi abbia tra i 18 e i 67 anni. Per l’anno 2021 l’importo della pensione è di 287,09 euro. In certe condizioni di reddito c’è una maggiorazione fino a 652 euro.

Innanzitutto, il requisito reddituale per prendere l’assegno da 287 euro è non superare i 16.982 euro all’anno.

Si ha diritto all’incremento fino a 652 euro, progressivamente e per compensazione, se si rispettano anche questi requisiti:

  • Reddito personale annuo non superiore (nel 2021) al valore di 8.476,26 € per il pensionato non coniugato;

  • Reddito coniugale annuo (somma dei redditi dei coniugi) pari a 14.459,90 €;

La pensione di invalidità può essere richiesta da chi:

  • È stato riconosciuto totalmente e permanentemente inabile;

  • È in stato di bisogno economico;

  • Ha un’età compresa tra i 18 e i 67 anni;

  • È cittadino straniero comunitario iscritto all’anagrafe del comune di residenza;

  • È cittadino straniero extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno di almeno un anno, anche se privo di permesso di soggiorno CE di lungo periodo (articolo 41 del Testo unico sull’immigrazione);

  • Ha residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

La procedura per fare domanda è quella canonica.

Pensione di invalidità: l’indennità di frequenza

L’indennità di frequenza è destinata a chi abbia meno di 18 anni e sia affetto da una minorazione che gli impedisce di svolgere le attività proprie di quell’età.

L’importo è di 287 euro al mese e dura per tutto il periodo di frequenza scolastica. Il limite di reddito personale da rispettare è di 4931 euro.

Nello specifico può accedere all’indennità di frequenza chi:

  • Ha meno di 18 anni;

  • Ha avuto, a seguito di accertamento sanitario, il riconoscimento di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della minore età oppure della perdita uditiva superiore a 60 decibel nell’orecchio migliore nelle frequenze 500, 1.000 e 2.000 hertz;

  • Frequenta in maniera continua o periodica centri ambulatoriali, centri diurni anche di tipo semi-residenziale, pubblici o privati, operanti in regime convenzionale, specializzati nel trattamento terapeutico, nella riabilitazione e nel recupero di persone portatrici di handicap;

  • Frequenta scuole pubbliche o private di ogni ordine e grado a partire dagli asili nido;

  • Frequenta centri di formazione o addestramento professionale pubblici o privati, purché convenzionati, finalizzati al reinserimento sociale dei soggetti;

  • Si trova in stato di bisogno economico;

  • È cittadino italiano;

  • È cittadino straniero comunitario iscritto all’anagrafe del comune di residenza;

  • È cittadino straniero extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno con validità annuale (articolo 41, Testo Unico immigrazione);

  • Ha residenza stabile e abituale sul territorio dello stato.

La procedura per fare domanda è quella canonica, ma con due appunti:

  1. Chi riceve l’indennità di frequenza può fare domanda per le indennità previste per i maggiorenni fino a sei mesi prima il compimento dei 18 anni;

  2. Le prestazioni economiche, una volta compiuti 18 anni, vengono immediatamente erogate da Inps. Ma sono poi sospese se non si procede con la domanda canonica di cui abbiamo parlato in precedenza.

Pensione di invalidità: l’assegno per invalidi parziali

Per gli invalidi parziali, ossia con una percentuale compresa tra il 74% e il 99%, è previsto un assegno mensile di 287 euro, a patto che il reddito personale del richiedente non sia superiore a 4931 euro.

Pensione di invalidità: documenti e moduli per averla
Pensione di invalidità: a chi spetta, come fare domanda e quali sono gli importi. Tutti i casi possibili con domanda e moduli.

I requisiti per ottenere l’assegno mensile sono nello specifico:

  • Riconoscimento di una percentuale di invalidità compresa tra il 74% e il 99%;

  • Stato di bisogno economico, ovvero il reddito non deve superare i limiti personali stabiliti annualmente;

  • Età compresa tra i 18 e i 66 anni e 7 mesi;

  • Cittadinanza italiana;

  • Iscrizione all’anagrafe del comune di residenza per i cittadini stranieri comunitari;

  • Titolarità del permesso di soggiorno di almeno un anno di cui all’art. 41 TU immigrazione per i cittadini stranieri extracomunitari legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato, anche se privi di permesso di soggiorno CE di lungo periodo;

  • Non svolgimento di attività lavorativa (salvo casi particolari);

  • Residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

La domanda per ottenerlo è quella canonica.

Pensione di invalidità: l’indennità di accompagnamento

L’indennità di accompagnamento spetta agli invalidi totali che non siano più autosufficienti. Viene erogata indipendentemente dal reddito e ammonta a 522 euro.

Può avere l’accompagnamento chi:

  • È stato riconosciuto totalmente inabile (100%) per minorazioni fisiche o psichiche;

  • È impossibilitato a deambulare autonomamente senza l’aiuto permanente di un accompagnatore oppure a compiere gli atti quotidiani della vita senza un’assistenza continua;

  • È cittadino italiano;

  • È cittadino straniero comunitario iscritto all’anagrafe del comune di residenza;

  • È cittadino straniero extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno di almeno un anno (articolo 41 Testo unico immigrazione);

  • Ha residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

La domanda per ottenere l’indennità quella canonica, con una precisazione: i minori che hanno l’accompagnamento, quando compiono diciotto anni, riceveranno la prestazione destinata agli adulti senza ulteriori accertamenti o domande.

Pensione di invalidità: ciechi assoluti

La pensione di invalidità per i ciechi assoluti è destinata ai maggiorenni che non abbiamo un reddito personale superiore a 16.982 euro. L’importo mensile è di 310 euro mensili per i non ricoverati e 287 euro per i ricoverati.

I requisiti specifici per ottenerla sono:

  • Maggiore età;

  • Riconoscimento della cecità assoluta;

  • Stato di bisogno economico;

  • Cittadinanza italiana;

  • Cittadinanza straniera comunitaria e iscrizione all’anagrafe del comune di residenza;

  • Cittadinanza extracomunitaria e permesso di soggiorno di almeno un anno di cui all’art. 41 TU immigrazione, anche se sprovvisti di permesso di lungo soggiorno;

  • Residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

La domanda da inoltrare è quella canonica e, in questo caso, deve essere inoltrata anche dai minori.

Pensione di invalidità: indennità di accompagnamento per ciechi assoluti

I ciechi assoluti hanno diritto, indipendentemente dall’età e dal reddito, a 938 euro mensili di indennità di accompagnamento.

Non è compatibile con indennità di frequenza, invalidità di guerra, di lavoro o di servizio.

La domanda da inoltrare è quella canonica.

Pensione di invalidità, ciechi parziali

Per i ciechi parziali è riconosciuta una «pensione di invalidità non reversibile» di 287 euro al mese, ma solo se il reddito personale è inferiore a 16982 euro.

I requisiti specifici per ottenerla sono:

  • Riconoscimento di cecità parziale con residuo visivo inferiore a un ventesimo in entrambi gli occhi, anche con eventuale correzione, per causa congenita o contratta o infortunio sul lavoro e di servizio ma non in guerra;

  • Stato di bisogno economico;

  • Cittadinanza straniera comunitaria e iscrizione all’anagrafe del comune di residenza;

  • Cittadinanza extracomunitaria e permesso di soggiorno di almeno un anno di cui all’art. 41 del Testo Unico sull’immigrazione, anche se sprovvisti di permesso di lungo soggiorno;

  • Residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

Questo tipo di pensione è compatibile con tutte le altre prestazioni dirette. La domanda da inoltrare è quella canonica.

Pensione di invalidità: indennità speciale per ciechi ventesimisti

I ciechi parziali «ventesimisti» hanno anche diritto alla cosiddetta «indennità speciale», che viene riconosciuta a prescindere dall’età e dal reddito. L’importo è di 213 euro al mese.

Pensione di invalidità per i sordi: pensione non reversibile

Tramite procedura telematica si può anche fare domanda per la pensione non reversibile per i sordi. Il limite di reddito è di 16982 euro e l’importo è di 287 euro al mese. Dopo i 67 anni questa indennità è sostituita con l’assegno sociale.

Hanno diritto a questa indennità:

  • Persone di età compresa tra i 18 e i 67 anni;

  • Persone con sordità congenita o acquisita durante la crescita (fino a 12 anni) con ipoacusia (pari o superiore a 75 decibel di Hearing Threshold Level di media tra le frequenze 500, 1000, 2000 Hz nell’orecchio migliore) che rende o ha reso difficile l’apprendimento del linguaggio parlato;

  • Stato di bisogno economico;

  • Chi ha la cittadinanza italiana;

  • I cittadini stranieri comunitari iscritti all’anagrafe del comune di residenza;

  • I cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno di almeno un anno di cui all’articolo 41 del TU immigrazione, anche se sprovvisti di permesso di lungo soggiorno;

  • Chi ha residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

Pensione di invalidità: indennità di comunicazione

La pensione di invalidità come indennità di comunicazione è destinata a chi ha una sordità congenita o acquisita durante la crescita.

Viene attribuita a prescindere dall’età e dal reddito. L’importo è di 258 euro al mese. Hanno diritto all’indennità di comunicazione:

  • Fino a 12 anni di età le persone alle quali è riconosciuta un’ipoacusia pari o superiore a 60 decibel di Hearing Threshold Level (HTL) di media tra le frequenze 500, 1.000, 2.000 Hz nell’orecchio migliore;

  • Dopo i 12 anni di età le persone alle quali è riconosciuta un’ipoacusia pari o superiore a 75 decibel HTL e per le quali è dimostrata l’insorgenza dell’ipoacusia prima del compimento del dodicesimo anno;

  • Tutti i non udenti indipendentemente dall’età e dal reddito;

  • Chi ha la cittadinanza italiana;

  • I cittadini stranieri comunitari iscritti all’anagrafe del comune di residenza;

  • I cittadini extracomunitari titolari di permesso di soggiorno di almeno un anno di cui all’articolo 41 del TU immigrazione, anche se sprovvisti di permesso di lungo soggiorno;

  • Chi ha residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

Per i minori di dodici anni non si può cumulare questa indennità a quella di frequenza, ma è concesso decidere a quale accedere.

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