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Home / Invalidità Civile » Pensioni » Previdenza e Invalidità / Pensione di invalidità fino a che età

Pensione di invalidità fino a che età

La pensione di invalidità fino a che età? Le pensioni di invalidità, a una certa età, si trasformano in altri tipi di trattamenti. Vediamo come cambiano e quali condizioni devono essere rispettate in alcuni casi.

di Romina Cardia

Febbraio 2024

Rispondiamo alla domanda: pensione di invalidità fino a che età? (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Pensione di invalidità fino a che età?

Pensione di invalidità fino a che età? L’assegno mensile di assistenza, al compimento dell’età pensionabile (attualmente 67 anni), si trasforma in assegno sociale o pensione di vecchiaia.

Anche la pensione di inabilità civile e l’Assegno ordinario di invalidità durano fino a una certa età, ma con alcune considerazioni da fare, ed è di questi che parleremo in maniera più approfondita.

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Pensione di inabilità fino a che età?

La pensione di inabilità, istituita dall’articolo 12 della Legge 30 marzo 1971, n. 188, viene concessa alle persone alle quali sia stata riconosciuta una percentuale di invalidità al 100 per cento e con un’età compresa tra i 18 e i 67 anni (età lavorativa).

Si tratta di un assegno mensile corrisposto dall’INPS per 13 mensilità, che nel 2024 è di 333,33 euro, con un limite di reddito pari a 19.461,12 euro.

Calcolo della pensione di inabilità contributiva: ecco alcuni pratici esempi per comprendere meglio come funziona il calcolo dell’importo con la maggiorazione.

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In cosa si trasforma la pensione di inabilità una volta raggiunto il limite di età

La pensione di inabilità non si trasforma automaticamente in pensione di vecchiaia, come accade per l’assegno ordinario di invalidità. Per farlo, il pensionato deve soddisfare i requisiti di età e contributivi per la pensione di vecchiaia e presentare una domanda specifica all’ente previdenziale.

Tuttavia, i periodi di percezione della pensione di inabilità non contano come contributi figurativi per la pensione di vecchiaia.

Questa regola ha un’eccezione: se la pensione di inabilità termina perché il pensionato recupera la capacità lavorativa, allora i periodi in cui si è percepita la pensione di inabilità sono considerati come contributi figurativi. Questo è stabilito dall’articolo 4, comma 4 della Legge 222/1984.

Pensione di inabilità in cumulo: cosa significa e come funziona? Vediamo insieme quando si ha diritto alla pensione di inabilità.

Quando si può perdere la pensione di inabilità prima che si raggiunga il limite di età

Nonostante si tratti di un provvedimento a carattere permanente, la pensione di inabilità è soggetta a revisioni da parte dell’INPS.

Una volta accertata l’invalidità al 100% e l’assoluta e permanente impossibilità a lavorare, l’INPS potrà comunque programmare delle visite di revisione dell’invalidità periodiche, per verificare che sussista ancora la condizione sanitaria che ha permesso l’erogazione della prestazione.

In sintesi: la pensione di inabilità dura fino a quando la Commissione ASL incaricata dall’INPS, in seguito a una visita di revisione, conferma che il beneficiario è ancora impossibilitato a svolgere qualsiasi attività lavorativa a causa di infermità o difetto fisico o mentale.

Nel caso di ripresa di attività lavorativa, il trattamento assistenziale verrà sospeso.

Per la pensione di inabilità al lavoro, oltre alla condizione sanitaria è necessario possedere altri requisiti, che riassumiamo di seguito:

Pensione di inabilità: come si calcola il reddito annuo? Cosa si conteggia e cosa si esclude? Ne parliamo in questo approfondimento.

pensione di invalidità fino a che età
Pensione di invalidità fino a che età? Nella foto: un punto interrogativo.

Assegno ordinario di invalidità fino a che età?

L’Assegno ordinario di invalidità si può trasformare in pensione al raggiungimento dei 67 anni di età (età pensionabile) e di 20 anni di contribuzione.

Con questi requisiti, l’INPS procede in automatico con la trasformazione della prestazione in pensione di vecchiaia. Questo vuol dire che non c’è necessità di presentare domanda.

Se sussistono entrambi i requisiti (67 anni e 20 anni di contributi), provvede alla trasformazione dell’assegno.

I periodi di godimento dell’assegno nei quali non sia stata prestata attività lavorativa, si considerano utili ai fini del perfezionamento del diritto alla pensione di vecchiaia ma non sono calcolabili ai fini della determinazione della misura della pensione stessa.

Per esempio: se hai ricevuto l’Assegno ordinario di invalidità con 15 anni di contributi e per 10 anni lo hai riscosso senza aver mai prestato attività lavorativa, ai fini del diritto alla pensione di vecchiaia l’INPS ti accrediterà 25 anni di anzianità contributiva, consentendoti di guadagnare la pensione di vecchiaia una volta raggiunti i 67 anni di età.

La pensione di vecchiaia, però, per determinare l’importo dell’assegno mensile, sarà calcolata esclusivamente sui 15 anni effettivamente versati, senza tener conto dei 10 anni in cui non hai svolto attività lavorativa.

Ti ricordiamo che l’agevolazione relativa ai contributi figurativi, interessa solo i lavoratori dipendenti e non gli autonomi (Cass. Civ. Sez. Lav. 17750/2010 e articolo 1, comma 6 della Legge 222/1984).

Scopri se e quando l’Assegno ordinario di invalidità conviene rispetto ad altre misure e quando invece è meglio non riceverlo.

Quando si può perdere l’Assegno ordinario di invalidità prima che si raggiunga il limite di età

L’Assegno ordinario di invalidità viene assegnato per un periodo iniziale di tre anni e può essere riconfermato per ulteriori due trienni mediante una specifica domanda.

È importante presentare la richiesta di rinnovo prima della scadenza del triennio e sottoporsi a una visita medica per confermare la diagnosi medico-legale e il diritto continuato alla prestazione.

Dopo tre riconoscimenti consecutivi, inclusi quelli iniziali, l’assegno diventa permanente, anche se l’INPS può effettuare controlli periodici per verificare che le condizioni di salute non siano cambiate.

Se, prima del raggiungimento dei limiti di età e dopo una visita per il rinnovo o un controllo INPS, cambiano le condizioni, l’assegno viene revocato e si perde.

FAQ sulla pensione di inabilità e sull’Assegno ordinario

Come si fa la domanda per la pensione di inabilità con totalizzazione?

La domanda per la pensione di inabilità con totalizzazione deve essere presentata all’ente pensionistico presso il quale il lavoratore è attualmente iscritto. Nella domanda, si devono indicare tutti gli enti previdenziali presso i quali il lavoratore ha versato contributi. L’ente pensionistico coordinerà con gli altri enti previdenziali interessati il procedimento di totalizzazione dei periodi di contribuzione.

Che cos’è l’incremento al milione?

L’incremento al milione è un incremento previsto dall’articolo 38 della legge 448/2001, al quale i titolari della pensione di inabilità lavorativa possono beneficiare a partire dai 60 anni.

Che differenza c’è tra assegno ordinario e assegno di invalidità?

L’Assegno d’invalidità civile è una forma di assistenza finanziaria, mentre l’Assegno ordinario di invalidità è un beneficio economico destinato a lavoratori dipendenti del settore privato e lavoratori autonomi con un grado di disabilità che riduce la loro capacità lavorativa di oltre due terzi. È importante notare che l’Assegno ordinario di invalidità è un beneficio a lungo termine e non può essere restituito.

Qual è la frequenza di erogazione dell’Assegno ordinario di invalidità?

L’Assegno Ordinario di Invalidità viene erogato con una frequenza mensile regolare, di solito mensile.

Cosa succede se la condizione di invalidità cambia nel tempo?

Se la condizione di invalidità cambia nel corso del tempo, è importante informare tempestivamente l’INPS. Questo potrebbe influire sull’importo o sulla concessione stessa dell’assegno.

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