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Home / Pensioni » Previdenza e Invalidità / Pensione di reversibilità ai figli se non si è sposati

Pensione di reversibilità ai figli se non si è sposati

Pensione di reversibilità ai figli al di fuori del matrimonio: spetta oppure no? Vediamo cosa dice la Corte Costituzionale.

di Carmine Roca

Agosto 2023

Quanto spetta di pensione di reversibilità ai figli al di fuori del matrimonio? Vediamolo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione di reversibilità a coniuge e figli

La pensione di reversibilità è la prestazione che spetta mensilmente ai superstiti del pensionato deceduto.

Il primo beneficiario è sempre il coniuge o la parte dell’unione civile, ma in presenza di figli a carico la sua quota aumenta dal 60% all’80%, fino al 100% se ha a carico 2 o più figli.

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Pensione di reversibilità ai figli al di fuori del matrimonio

In caso di coniuge mancante o deceduto, la prestazione viene erogata ai figli: ma come funziona se il figlio è nato al di fuori del matrimonio? Gli spetta comunque la pensione di reversibilità?

Sulla questione è intervenuta la Corte Costituzionale, con la sentenza numero 100 del 19 aprile 2022, chiedendo al legislatore la rideterminazione delle quote spettanti a un figlio nato fuori dal matrimonio (due genitori non sposati).

Il caso in questione vedeva una disparità di trattamento tra un figlio orfano e un figlio nato fuori dal vincolo matrimoniale.

Per la Corte Costituzionale, il figlio minorenne nato fuori dal matrimonio non può essere diverso dal figlio orfano dei genitori, anzi gli spetterebbe una pensione di reversibilità anche di importo superiore.

Pensione di reversibilità ai figli al di fuori del matrimonio: cosa dice la Corte Costituzionale?

Il motivo è semplice: il figlio nato fuori dal matrimonio non può concorrere alla prestazione con il coniuge che non è suo genitore.

Per comprendere meglio, dobbiamo ricordarvi che la quota di reversibilità erogata al coniuge è pari al 60% dell’assegno del pensionato deceduto, mentre al figlio spetta il 20% della pensione.

Ma a differenza del figlio orfano, che può beneficiare indirettamente anche della quota concessa al genitore vedovo, il figlio nato fuori dal matrimonio ha diritto soltanto a una quota del 20% a lui attribuita.

Spiega la Corte che, “la mancanza del rapporto di filiazione fa, quindi, presumere che quest’ultimo non potrà beneficiare, neppure indirettamente, di tale quota. La condizione del figlio nato fuori dal matrimonio, dunque, ai fini che qui interessano, è comparabile a quella del figlio orfano di entrambi i genitori” e che siamo in presenza di “una diseguaglianza sostanziale che è necessario riequilibrare”.

Per concludere, secondo la Corte Costituzionale, il figlio nato fuori dal matrimonio ha diritto alla quota che spetta al figlio orfano di entrambi i genitori, quindi del 70% della pensione del genitore deceduto.

Pensione di reversibilità: a quali figli spetta?

Come spiegato in apertura di articolo, il coniuge è il primo beneficiario della pensione di reversibilità, ma in caso di mancanza, assenza (deceduta) o perché ha contratto un nuovo matrimonio, la prestazione spetta ai figli del pensionato deceduto.

Sono beneficiari:

Pensione di reversibilità: quote e importi ai figli

La quota di reversibilità spettante ai figli (con genitore mancante), per legge, è del 70%: ad esempio, se la pensione del genitore deceduto era di 1.000 euro al mese, al figlio spettano 700 euro al mese di reversibilità.

In presenza di un genitore superstite, la quota scende al 20% per ogni figlio, mentre al genitore spetta il 60%. Se i figli a carico sono più di 2, la quota totale sale al 100%.

Ricapitolando:

Pensione di reversibilità ai figli al di fuori del matrimonio
Pensione di reversibilità ai figli al di fuori del matrimonio: in foto la mano di un bambino tiene l’indice della mano del papà.

Faq sulla pensione di reversibilità

Come si richiede la pensione di reversibilità?

Per ottenere la pensione di reversibilità, bisogna inviare una richiesta all’INPS dopo la morte del defunto. Questo può essere fatto online, tramite il Contact Center INPS, o rivolgendosi a un CAF o un patronato del territorio. La domanda deve essere inviata entro dieci anni dalla morte del titolare del trattamento.

Cosa significa essere “a carico del genitore defunto”?

Un figlio è considerato “a carico del genitore defunto” se il genitore defunto ha contribuito in maniera rilevante e continuativa al suo mantenimento e se il figlio non è autosufficiente economicamente.

Quando si perde il diritto alla pensione di reversibilità?

Il diritto alla pensione di reversibilità si perde in alcuni casi. Per esempio, il coniuge non riceverà più la pensione se si risposa. I figli minori perdono il diritto alla reversibilità al compimento dei 18 anni, ma se sono studenti o studenti universitari hanno diritto ad essa fino a 21 anni e 26 anni.

Come avviene il calcolo della pensione di reversibilità al coniuge divorziato?

Il calcolo della pensione di reversibilità al coniuge divorziato avviene in base all’importo della prestazione percepita dal coniuge in vita. Si tiene conto della durata del matrimonio e del periodo in cui la pensione è stata versata. È importante considerare che il periodo di separazione legale rientra nell’arco temporale del matrimonio, che si considera concluso solo dopo la sentenza di divorzio.

Come si calcola la pensione di reversibilità al coniuge divorziato e al coniuge superstite?

In presenza del coniuge superstite, la pensione di reversibilità viene ripartita in quote e spetta sia al coniuge che all’ex coniuge. La Cassazione ha definito i criteri di ripartizione delle quote, prendendo in considerazione la durata dei rispettivi matrimoni, la durata delle convivenze prematrimoniali, le condizioni economiche dei due soggetti e l’entità dell’assegno divorzile.

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