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Home / Pensioni » Previdenza e Invalidità / Pensione di reversibilità al figlio convivente

Pensione di reversibilità al figlio convivente

Pensione di reversibilità al figlio convivente: spetta solo in determinate situazioni, ecco quali.

di Carmine Roca

Luglio 2023

Spetta la pensione di reversibilità al figlio convivente? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Quando un figlio può avere la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità è una prestazione a carico dell’INPS erogata ai familiari superstiti del pensionato deceduto, in misura diversa in base al grado di parentela.

In questo articolo risponderemo alla domanda: spetta la pensione di reversibilità al figlio convivente? La risposta è: dipende.

Dipende dall’età e dalle sue condizioni di salute. La reversibilità è sicuramente un diritto dei figli minorenni a carico del genitore deceduto.

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Reversibilità figli maggiorenni: quando spetta?

La prestazione può essere erogata anche ai figli maggiorenni, ma soltanto se totalmente inabili al lavoro in modo permanente e se a carico del genitore deceduto.

La reversibilità viene riconosciuta anche ai figli maggiorenni studenti fino al termine del corso di studi, se universitari oppure fino al conseguimento della Laurea, ma solo fino a quando non avranno compiuto 26 anni di età.

Oltre i 26 anni di età, anche se convivevano con il genitore deceduto, il figlio non ha diritto alla pensione di reversibilità, poiché abile al lavoro e in buone condizioni di salute.

Spetta la pensione di reversibilità al figlio convivente: ricapitoliamo

Ricapitolando, la pensione di reversibilità spetta al figlio convivente se:

La pensione di reversibilità non spetta:

Pensione di reversibilità: a chi spetta?

Come visto nei paragrafi precedenti, la pensione di reversibilità al figlio convivente spetta solo in determinate situazioni.

La prestazione, secondo quanto riportato dall’articolo 1, comma 41, della legge numero 335 del 1995, viene erogata, con queste percentuali:

Al coniuge o alla parte dell’unione civile del deceduto spetta anche in caso di separazione o divorzio.

Pensione di reversibilità coniuge separato o divorziato

Per far valere il diritto in caso di separazione è necessario che il pensionato deceduto risulti registrato all’INPS prima della separazione e che il coniuge non abbia diritto al mantenimento.

In caso di divorzio, è obbligatorio essere titolari di assegno divorzile, non aver contratto nuove nozze e che il defunto risulti iscritto all’INPS prima della data di divorzio.

Pensione di reversibilità ad altri familiari

In assenza del coniuge e dei figli, o nel caso in cui queste due categorie non soddisfino i requisiti richiesti, la pensione di reversibilità spetta ai:

Pensione di reversibilità quando si perde?

La pensione di reversibilità può anche essere revocata. Gli unici casi in cui si perde l’indennità sono i seguenti:

La pensione di reversibilità fa cumulo con altri redditi?

La reversibilità può essere cumulata con redditi personali fino a un limite massimo di 21.985,86 euro annui (tre volte la pensione minima nel 2023).

Oltre questa soglia è previsto un taglio del:

Pensione di reversibilità al figlio convivente
Pensione di reversibilità al figlio convivente: in foto due genitori anziani e una giovane figlia.

Faq sulla pensione di reversibilità

Come avviene il calcolo della pensione di reversibilità al coniuge divorziato?

Il calcolo tiene conto sia della durata del matrimonio, sia del periodo in cui la pensione è stata versata. Nel caso del matrimonio concluso tramite divorzio, anche il periodo di separazione legale rientra nell’arco temporale del matrimonio, che si considera concluso solo dopo la sentenza di divorzio.

Pensione di reversibilità al coniuge divorziato e al coniuge superstite

In presenza di un coniuge superstite (nel caso di un secondo matrimonio del pensionato defunto), la pensione di reversibilità viene ripartita in quote e spetta sia al coniuge che all’ex coniuge divorziato. La ripartizione delle quote è definita dalla Cassazione, che ha richiamato i principi della Corte Costituzionale. Si tengono in considerazione la durata dei rispettivi matrimoni, la durata delle rispettive convivenze prematrimoniali, le condizioni economiche dei due soggetti concorrenti alla misura e l’entità dell’assegno divorzile.

Pensione di reversibilità al coniuge divorziato se il coniuge superstite si risposa

Nel caso in cui il coniuge superstite contragga nuove nozze, l’intera pensione di reversibilità spetta al coniuge divorziato, da suddividere con gli altri eventuali beneficiari (figli, nipoti, genitori, fratelli o sorelle), come stabilito dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite con sentenza numero 159 del 1988.

Come fare domanda per la pensione di reversibilità al coniuge divorziato

Il coniuge divorziato può presentare domanda per la pensione di reversibilità accedendo online al sito dell’INPS, tramite patronati o intermediari dell’istituto previdenziale. È anche possibile contattare il contact center dell’INPS ai numeri 803 164 (da rete fissa) o 06 164 164 (da rete mobile).

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