Pensione di reversibilità alla vedova che lavora

Pensione di reversibilità alla vedova che lavora: vediamo se spetta e quanto viene eventualmente decurtato il beneficio in presenza di redditi da lavoro. Per stabilire l'importo se il superstite ha un'attività lavorativa bisogna fare il calcolo con riferimento al trattamento minimo: vediamo come.

5' di lettura

Pensione di reversibilità alla vedova che lavora: vediamo insieme se spetta, in che misura e con quali requisiti. In particolare rispetto al reddito della superstite. Ci soffermiamo sull’esempio della vedova (le donne vivono più a lungo degli uomini). Ma la questione non cambia se il superstite è il marito. (aggiungiti al gruppo Telegram sulle pensioni e sulle notizie legate al mondo della previdenza. Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

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Chiariamo subito un punto: la pensione di reversibilità spetta al coniuge superstite anche se lavora. La legge non prevede una incompatibilità tra l’attività lavorativa e la pensione di reversibilità.

Ma ci sono delle condizioni, dei requisiti da rispettare: la pensione di reversibilità non è interamente cumulabile con il reddito da lavoro di chi ne beneficia. Cosa che invece accade per la pensione di vecchiaia o per le pensioni anticipate.

Pensione di reversibilità alla vedova che lavora: condizioni di reddito

La pensione di reversibilità è legata strettamente alle condizioni reddituali della persona che ne fa richiesta (in genere il coniuge superstite, ma non solo). Infatti, se il coniuge beneficiario lavora ci possono essere delle riduzioni dell’importo.

Un criterio base per l’erogazione della pensione ai superstiti, in questo caso, è connesso al trattamento minimo delle pensioni.

Ma procediamo con ordine.

E dunque: quando muore un pensionato alcuni suoi familiari possono beneficiare della pensione ri reversibilità. Accade anche se il lavoratore assicurato non ha ancora raggiunto la pensione: in questo caso la pensione di reversibilità si definisce pensione indiretta.

La pensione di reversibilità è stata introdotta per sostenere i familiari più stretti della persona defunta. Quelli cioè che potrebbero perdere le entrate necessarie per garantirsi il sostentamento.

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Pensione di reversibilità alla vedova che lavora: a chi spetta

Quasi sempre la pensione di reversibilità spetta:

  • al coniuge o alla persona unita civilmente;
  • al coniuge divorziato, ma solo se è titolare dell’assegno divorzile, non si sia risposato e se la data di inizio del rapporto assicurativo sia precedente alla sentenza che ha fatto cessare gli effetti civili del matrimonio.

In assenza del coniuge possono avere diritto alla pensione di reversibilità:

  • i figli minorenni;
  • i figli inabili;
  • i figli maggiorenni studenti.

In assenza anche dei figli la pensione di reversibilità può spettare anche:

  • ai genitori del pensionato defunto (se erano a suo carico e non titolari di pensioni);
  • ai fratelli celibi e alle sorelle nubili (se al momento della morte del pensionato non erano titolari di pensione e a carico della persona deceduta).

Pensione di reversibilità alla vedova che lavora: requisiti

In questo articolo vogliamo occuparci in particolare della pensione di reversibilità alla vedova che lavora.

La pensione di reversibilità spetta se il defunto era un lavoratore o un pensionato iscritto:

  • all’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti;
  • alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, agricoli);
  • alla gestione separata Inps;
  • alle gestioni sostitutive ed esclusive dell’Ago;
  • in alcuni casi anche presso le casse professionali.

Pensione di reversibilità alla vedova che lavora: parametri

Come abbiamo visto, oltre a essere il coniuge della persona defunta, per avere diritto alla pensione di reversibilità è necessario anche rispettare delle precise condizioni di reddito e lavorative.

Per spiegarci meglio: la pensione di reversibilità al coniuge superstite spetta anche se ha un suo lavoro, però è necessario avere come parametro il trattamento minimo Inps, che per il 2022 è di 523,83 euro, per 13 mensilità (6.809,79 euro l’anno).

E dunque, se il coniuge superstite ha un lavoro (non importa se autonomo o da dipendente), il reddito che produce potrà avere un peso sull’importo della pensione di reversibilità.

Infatti potrebbe scattare una riduzione: la cifra varia in percentuale rispetto al reddito da lavoro prodotto dal superstite.

In pratica, se il reddito annuo da attività lavorativa del superstite è superiore a tre volte il trattamento minimo (ma è inferiore a 4 volte), scatta la riduzione del 25% dell’importo originario riservato ai superstiti.

E quindi, se il reddito annuo è superiore a 20.429,37, ma inferiore a 27.239,12, la decurtazione della pensione di reversibilità sarà del 25%.

Se il reddito è invece 4 volte superiore al trattamento minimo (27.239,12) e fino a 5 (34.048,95) il taglio della pensione di reversibilità sarà del 40%.

Per i redditi che sono superiori di 5 volte il trattamento minimo la riduzione della pensione di reversibilità sarà del 50%.

Pensione di reversibilità alla vedova che lavora: deroghe

Un taglio deciso, dunque, almeno in presenza di determinati redditi. Ma non sempre è così. Ci sono anche delle deroghe, come nel caso ci siano dei figli inabili (minori o maggiorenni). In questa eventualità non ci saranno tagli, anche se nel nucleo familiare ci solo altri redditi.

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