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Pensione di reversibilità con due mariti: a chi va?

Pensione di reversibilità con due mariti: a chi spetta in questo caso e come si calcola la percentuale spettante? Scopriamolo in questo approfondimento.

di Carmine Roca

Febbraio 2024

In questo articolo vedremo insieme cosa succede in caso di pensione di reversibilità con due mariti (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione di reversibilità con due mariti: a chi spetta?

La pensione di reversibilità è la prestazione erogata dall’INPS ai familiari superstiti del pensionato deceduto.

Il primo ad averne diritto è il coniuge e non fa differenza se il beneficiario sia la moglie o il marito superstite del partner titolare di pensione.

Piuttosto è da capire cosa succede se i coniugi superstiti sono due, in caso di nuovo matrimonio contratto dal pensionato deceduto, ovvero l’ex marito e il marito superstite.

In questo caso la pensione di reversibilità spetta a entrambi i mariti. Facciamo chiarezza.

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Pensione di reversibilità con due mariti: cosa dice la legge?

Per legge, anche in caso di separazione consensuale o con addebito di responsabilità o in caso di divorzio (ma solo se titolare di assegno divorzile), il coniuge superstite, pure se percepisce una pensione o ha un reddito da lavoro e se ha optato per la separazione dei beni con l’ex coniuge, ha diritto alla pensione di reversibilità, a patto che non abbia contratto un nuovo matrimonio prima del decesso dell’ex partner.

Se dovesse contrarre matrimonio successivamente al decesso dell’ex moglie, il marito perderà il diritto alla reversibilità, ma riceverà un ultimo assegno, alla data del nuovo matrimonio, di importo pari a 26 mensilità della reversibilità percepita.

Se sono presenti “due mariti” (il separato o divorziato e l’ultimo partner), per legge la pensione di reversibilità andrà divisa tra i due beneficiari. Sarà il giudice del tribunale competente a stabilire le percentuali spettanti a ciascuno dei superstiti.

Pensione di reversibilità con due mariti: come si calcola?

Ma quali sono i fattori che determinano le quote di pensione? Il primo è la durata dei due matrimoni (vale sia per il rito religioso che per l’unione civile).

Quindi verrà valutata la durata della convivenza tra i coniugi in entrambi i matrimoni. Sono altrettanto importanti anche le condizioni reddituali dei due coniugi e l’ammontare dell’assegno divorzile percepito.

A chi spetta la pensione di reversibilità?

Oltre al coniuge, la pensione di reversibilità spetta:

In che percentuale spetta la pensione di reversibilità?

La percentuale di pensione di reversibilità varia a seconda della familiarità del beneficiario col dante causa, in questo modo:

Pensione di reversibilità con due mariti
Pensione di reversibilità con due mariti: in foto due uomini sorridenti.

Faq sulla pensione di reversibilità

Da quando decorre la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità decorre a partire dal mese successivo al decesso del pensionato e non dalla data in cui il beneficiario della prestazione ha inoltrato domanda all’INPS.

Come richiedere la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità va richiesta all’INPS, inoltrando la domanda in via telematica sul sito dell’ente previdenziale.

Se a richiederla è il coniuge, l’INPS, sul suo sito, ha messo a disposizione un modello precompilato con le informazioni più importanti. Invece, se a richiederla sono tutti gli altri familiari superstiti, sarà necessario presentare domanda seguendo la normale procedura.

Quali documenti allegare alla domanda per la pensione di reversibilità?

Alla domanda per la pensione di reversibilità vanno allegati diversi importanti documenti, quali:

Quando decade la pensione di reversibilità?

La prestazione viene revocata solo nel caso in cui i titolari perdono i requisiti previsti come:

Quali sono le riduzioni di importo della pensione di reversibilità nel 2024?

La legge numero 335 del 1995 (la riforma Dini) introdusse una decurtazione dell’importo della pensione di reversibilità a partire da oltre 3 volte il valore annuo del trattamento minimo INPS per l’anno di riferimento. Dunque, nel 2024, l’importo di un anno di pensione minima è di 7.781,93 euro. Moltiplicato per 3, avremo l’importo massimo di reddito oltre il quale scatta la prima riduzione (al 25%), ovvero 23.345,79 euro.

È, invece, prevista una decurtazione del 40% dell’importo della reversibilità, se il reddito è superiore 4 volte il trattamento minimo INPS, ovvero 31.127,72 euro, nel 2024. Infine, scatta una riduzione del 50% dell’importo della reversibilità, in caso di reddito oltre 5 volte il trattamento minimo, ovvero 38.909,65 euro, nel 2024.

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