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Pensione di reversibilità coniuge, quanti anni di matrimonio

Pensione di reversibilità al coniuge dopo quanti anni di matrimonio? C'è un limite temporale da rispettare? Ne parliamo in questo approfondimento.

di Carmine Roca

Dicembre 2023

In questo articolo parleremo di pensione di reversibilità al coniuge dopo quanti anni di matrimonio? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è la pensione di reversibilità e a chi spetta?

La pensione di reversibilità è una prestazione economica che l’INPS eroga ai familiari superstiti del pensionato deceduto.

La priorità spetta al coniuge, anche se separato o divorziato e titolare di assegno divorzile; quindi, a seguire, la pensione di reversibilità viene riconosciuta:

In base al familiare beneficiario, la pensione di reversibilità spetta secondo questi parametri:

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Pensione di reversibilità al coniuge dopo quanti anni di matrimonio?

Detto questo, bisogna chiarire un concetto: la pensione di reversibilità spetta al coniuge a prescindere dalla durata del matrimonio o c’è un limite temporale da rispettare?

Fino alla sentenza numero 174 della Corte Costituzionale datata 15 giugno 2016, l’importo della pensione di reversibilità subiva una riduzione pari al 10% per ogni anno di matrimonio mancante a dieci anni.

Significa che la prestazione spettava in misura piena soltanto se il matrimonio era stato contratto non meno di 10 anni prima della morte del pensionato titolare dell’assegno.

La sentenza in questione abrogò la norma “anti (giovani) badanti” entrata in vigore nel 2011, stabilendone l’illegittimità: la norma veniva applicata alle pensioni liquidate a partire dal 2012 in caso di matrimoni brevi tra persone con almeno 20 anni di differenza.

Come funzionava la norma contro i matrimoni di convenienza?

Pensiamo a un pensionato di 75 anni, sposato con una donna di 45 anni da 5 anni. L’uomo percepiva una pensione di 1.500 euro al mese. Dunque, in assenza della norma, la vedova avrebbe percepito il 60% del suo assegno, come reversibilità (900 euro al mese).

Con la norma e la conseguente riduzione del 10% per ogni anno mancante ai 10 anni di matrimonio (5 anni, nel nostro caso), l’importo della pensione di reversibilità sarebbe stato ridotto di un altro 50%. Significava che la vedova avrebbe dovuto percepire solo il 10% dell’assegno del marito, pari a 150 euro al mese.

La Corte di Cassazione ha ripristinato le aliquote elencate in precedenza, a partire dal 60% dell’importo dell’assegno spettante al coniuge del defunto, fino al 100% di pensione erogata alla vedova con due o più figli a carico.

Pensione di reversibilità: spetta in caso di separazione o divorzio?

Dunque, abbiamo visto che la pensione di reversibilità spetta al coniuge superstite a prescindere dalla durata del matrimonio: anche un solo giorno basta per il diritto alla reversibilità.

La reversibilità spetta anche anche al coniuge separato se il pensionato ha ricevuto il primo assegno prima della separazione legale con sentenza. Il coniuge separato con addebito avrà diritto alla pensione se è titolare di un assegno di mantenimento stabilito dal Tribunale competente.

Anche il coniuge divorziato ha diritto alla pensione se percepisce un assegno divorzile e non ha contratto un nuovo matrimonio.

Se il coniuge superstite si sposa di nuovo, perde il diritto alla pensione ma può ricevere comunque un assegno una tantum, pari a due annualità della quota di pensione compresa la tredicesima mensilità nella misura spettante alla data del nuovo matrimonio.

Se, invece, il coniuge defunto, dopo il divorzio si è risposato, il Tribunale dividerà il trattamento di reversibilità tra coniuge superstite e coniuge divorziato.

Pensione di reversibilità al coniuge dopo quanti anni di matrimonio
Pensione di reversibilità al coniuge dopo quanti anni di matrimonio: in foto una coppia di sposi.

Faq sulla pensione di reversibilità

Ci sono limiti reddituali da rispettare per avere diritto alla reversibilità in misura piena?

Sì, per ricevere la pensione di reversibilità è necessario rispettare determinati requisiti reddituali. La prestazione può essere cumulata con redditi personali, se questi non superano i 21.985,86 euro annui (3 volte il trattamento minimo nel 2023).

Con redditi superiori a questa soglia, la pensione di reversibilità spetta in misura ridotta. È previsto un taglio del:

Come si richiede la pensione di reversibilità?

Per ottenere la pensione di reversibilità, bisogna inviare una richiesta all’INPS dopo la morte del defunto. Questo può essere fatto online, tramite il Contact Center INPS, o rivolgendosi a un CAF o un patronato del territorio. La domanda deve essere inviata entro dieci anni dalla morte del titolare del trattamento.

Come avviene il calcolo della pensione di reversibilità al coniuge divorziato?

Il calcolo della pensione di reversibilità al coniuge divorziato avviene in base all’importo della prestazione percepita dal coniuge in vita. Si tiene conto della durata del matrimonio e del periodo in cui la pensione è stata versata. È importante considerare che il periodo di separazione legale rientra nell’arco temporale del matrimonio, che si considera concluso solo dopo la sentenza di divorzio.

Come si calcola la pensione di reversibilità al coniuge divorziato e al coniuge superstite?

In presenza del coniuge superstite, la pensione di reversibilità viene ripartita in quote e spetta sia al coniuge che all’ex coniuge. La Cassazione ha definito i criteri di ripartizione delle quote, prendendo in considerazione la durata dei rispettivi matrimoni, la durata delle convivenze prematrimoniali, le condizioni economiche dei due soggetti e l’entità dell’assegno divorzile.

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