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Home / Pensioni » Previdenza e Invalidità / Pensione di reversibilità da genitore a figlio

Pensione di reversibilità da genitore a figlio

Pensione di reversibilità da genitore a figlio: come funziona? Quando se ne ha diritto e quando la prestazione può essere revocata? Ne parliamo in questo articolo.

di Carmine Roca

Gennaio 2024

In questo articolo vi parleremo di pensione di reversibilità da genitore a figlio (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è la pensione di reversibilità e a chi spetta?

La pensione di reversibilità è una prestazione INPS erogata al coniuge o ai familiari superstiti del pensionato deceduto, in percentuali diverse, a seconda del grado di familiarità.

I beneficiari della pensione di reversibilità sono:

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Pensione di reversibilità da genitore a figlio: quando è possibile?

Per quanto riguarda la pensione di reversibilità da genitore a figlio, la normativa prevede l’erogazione della prestazione ai:

I figli superstiti si considerano inabili solo se riconosciuti tali ai sensi dell’articolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica, numero 818, del 25 aprile 1957, e a carico del pensionato, se questi prima del decesso provvedeva al loro sostentamento in forma continuativa ed esclusiva.

Quanto spetta di reversibilità ai figli?

Dunque, come visto in precedenza, la pensione di reversibilità da genitore a figlio spetta, ma è il coniuge ad avere una posizione più favorevole.

Infatti, la percentuale di reversibilità al figlio varia a seconda della presenza o meno del coniuge superstite. Al figlio unico, in mancanza del coniuge superstite, spetta una reversibilità al 70%.

La quota si abbassa se sono presenti più figli (senza coniuge): la percentuale spettante è il 40%.

Invece, se è presente il coniuge del pensionato deceduto, a ciascun figlio spetta il 20%.

Allo stesso tempo, il coniuge senza figli percepisce il 60% di reversibilità; se è presente un solo figlio la percentuale sale all’80%, mentre se sono presenti due o più figli spetta una reversibilità al 100%.

In ogni caso, la somma delle quote spettanti non può mai superare il 100% della pensione di riferimento.

Quando viene revocata la pensione di reversibilità ai figli?

Ma ai figli, la pensione di reversibilità spetta per sempre? Assolutamente no.

La prestazione non spetta ai figli a prescindere. Ne hanno diritto fin quanto sono minorenni, oppure se sono maggiorenni e studenti (ma mai oltre il 26° anno di età e fino al termine del corso di studio), o ancora se sono totalmente e permanentemente inabili al lavoro e a carico del genitore deceduto.

Ad esempio, se il figlio ha 30 anni, è disoccupato, ma non ha invalidità che pregiudicano la possibilità di poter lavorare, non gli spetta la reversibilità.

Quando viene pagata la pensione di reversibilità ai figli?

La pensione di reversibilità è erogata in 13 mensilità (comprensiva della tredicesima, pagata a dicembre).

Se l’importo della prestazione è inferiore a 100 euro al mese, l’INPS erogherà la pensione ogni 6 mesi.

Pensione di reversibilità da genitore a figlio
Pensione di reversibilità da genitore a figlio: in foto una coppia di genitori con la figlia, sorridono.

Faq sulla pensione di reversibilità

Come si richiede la pensione di reversibilità?

Per ottenere la pensione di reversibilità, bisogna inviare una richiesta all’INPS dopo la morte del defunto. Questo può essere fatto online, tramite il Contact Center INPS, o rivolgendosi a un CAF o un patronato del territorio. La domanda deve essere inviata entro dieci anni dalla morte del titolare del trattamento.

Come avviene il calcolo della pensione di reversibilità al coniuge divorziato?

Il calcolo della pensione di reversibilità al coniuge divorziato avviene in base all’importo della prestazione percepita dal coniuge in vita. Si tiene conto della durata del matrimonio e del periodo in cui la pensione è stata versata. È importante considerare che il periodo di separazione legale rientra nell’arco temporale del matrimonio, che si considera concluso solo dopo la sentenza di divorzio.

Cosa accade al coniuge divorziato se il coniuge superstite si risposa?

Nel caso in cui il coniuge superstite contragga nuove nozze, l’intera pensione di reversibilità spetta al coniuge divorziato, da suddividere con gli altri eventuali beneficiari (figli, nipoti, genitori, fratelli o sorelle), come stabilito dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite con sentenza numero 159 del 1988.

Cosa succede se il figlio inabile inizia a lavorare?

In generale, lo svolgimento di un’attività lavorativa può far presupporre l’inesistenza della totale inabilità e quindi non consente il conseguimento della pensione di reversibilità. Tuttavia, l’attività lavorativa fino a 25 ore settimanali svolta con finalità terapeutica non è considerata rilevante ai fini del riconoscimento della pensione di reversibilità.

Cosa succede se lo stato di inabilità del figlio cambia dopo la morte del genitore?

Lo stato di inabilità del figlio deve esistere al momento della morte del genitore. Eventuali peggioramenti dello stato di salute intervenuti dopo la morte del genitore non influiscono sulla pensione di reversibilità. Allo stesso modo, il venir meno dello stato di inabilità comporta la cessazione del diritto alla pensione ai superstiti.

Come va presentata la domanda per la pensione di reversibilità ai figli minorenni?

La domanda per la pensione di reversibilità ai figli minorenni va presentata sul sito dell’INPS, accedendo con una delle credenziali personali all’apposita sezione, entro 10 anni dal decesso del pensionato: oltre questo termine, non si ha diritto alla reversibilità.

In alternativa, il richiedente può chiamare il contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure al numero 06 164 164 (da rete mobile, a pagamento). Infine, può chiedere assistenza a un patronato o a intermediari dell’INPS. I tempi per la presa in carico della domanda non superano i 30 giorni (legge numero 241 del 1990).

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