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Pensione di reversibilità diretta e indiretta

Pensione di reversibilità diretta e indiretta: quali sono le differenze? A chi spettano le due prestazioni e in che percentuale? Ne parliamo in questo articolo.

di Carmine Roca

Gennaio 2024

Qual è la differenza tra pensione di reversibilità diretta e indiretta? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pensione di reversibilità diretta e indiretta: quali differenze?

La pensione di reversibilità e la pensione indiretta sono due tipologie di pensione ai superstiti, ovvero quei trattamenti che l’INPS eroga al coniuge o ai familiari del pensionato o del lavoratore assicurato defunto.

La pensione di reversibilità spetta se al momento del decesso, il dante causa (ovvero il soggetto che trasmette il diritto a qualcun altro) era già pensionato; la pensione indiretta, invece, viene erogata se il dante causa, al momento del decesso, non era ancora titolare di pensione.

Dunque, ricapitolando: la pensione di reversibilità è la prestazione pensionistica erogata ai familiari del pensionato deceduto, mentre la pensione indiretta è il trattamento riservato ai familiari superstiti del lavoratore assicurato, ma non ancora pensionato.

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Pensione di reversibilità diretta e indiretta: quali requisiti?

Mentre per il pensionato deceduto non ci sono altri requisiti da soddisfare, per consentire al familiare superstite di beneficiare di parte della sua pensione, nel caso della pensione indiretta, questa non spetta a prescindere.

Infatti, è necessario che il lavoratore assicurato deceduto abbia versato almeno 15 anni di contributi previdenziali al momento della morte, anche non continuativi.

In alternativa, è obbligatorio aver versato almeno 5 anni di contributi dei quali almeno 3 anni nel quinquennio precedente alla data del decesso.

Cos’è l’indennità di morte e a chi spetta?

E se nessuno dei due requisiti venisse soddisfatto? A quel punto, il coniuge o il familiare superstite avrà diritto a una prestazione una tantum, ovvero erogata una sola volta: parliamo dell’indennità di morte.

Per avere diritto a questa prestazione, che spetta al coniuge o ai figli superstiti (se minorenni, studenti fino a 21 anni, studenti universitari fino a 26 anni o inabili) è necessario che il lavoratore assicurato deceduto abbia maturato almeno un anno di contribuzione nella relativa gestione.

L’importo dell’indennità è rapportato all’ammontare dei contributi versati. È pari a 45 volte l’ammontare dei contributi IVS versati in favore dell’assicurato (limite minimo di 22,31 euro e massimo di 66,93 euro).

A chi spetta la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità può essere richiesta dal o dai:

C’è un’eccezione: i figli studenti possono godere della pensione di reversibilità anche se svolgono un’attività lavorativa con reddito annuo non superiore ad un importo pari al trattamento minimo annuo di pensione previsto dal Fondo Pensioni lavoratori dipendenti maggiorato del 30%.

Se non sono presenti coniuge e figli, la pensione di reversibilità può essere richiesta:

In che percentuale spetta la pensione di reversibilità?

L’importo della pensione di reversibilità è calcolato in percentuali, sulla base della pensione percepita dal defunto.

Spetta al:

Pensione di reversibilità diretta e indiretta
Pensione di reversibilità diretta e indiretta: in foto una giovane vedova e sua figlia.

Faq sulla pensione di reversibilità

Dove richiedere la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità va richiesta all’INPS, inoltrando la domanda in via telematica sul sito dell’ente previdenziale.

In alternativa, il richiedente o la richiedente può fare domanda tramite:

Quali documenti allegare alla domanda per la pensione di reversibilità?

Alla domanda per la pensione di reversibilità vanno allegati diversi importanti documenti, quali:

Inoltre, se la domanda viene presentata dal coniuge separato con addebito, occorre allegare alla domanda anche la copia della sentenza di separazione legale.

Se la richiesta viene inoltrata dal coniuge divorziato, occorre allegare la copia della sentenza di divorzio, nel caso in cui c’è il coniuge superstite (qualora il pensionato abbia contratto nuovo matrimonio).

In caso di cumulo con altri redditi, quando e di quanto si riduce la pensione di reversibilità?

Nel 2024, i nuovi limiti reddituali oltre i quali è prevista la riduzione dell’importo della pensione di reversibilità sono i seguenti:

Ricordiamo, però, che i limiti di cumulabilità non si applicano se il beneficiario è il coniuge del pensionato deceduto con due o più figli a carico o se i beneficiari sono figli minorenni, studenti o inabili.

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